Zafferano di Città della Pieve

Lo Zafferano di Città della Pieve, costituito dagli stimmi trifidi del fiore di Crocus sativus L., appartenente alla famiglia delle Iridacee,  è una spezia storica, coltivata nel territorio sin dal Medioevo, come attestano gli antichi statuti di Castel della Pieve. La sua rinascita moderna si deve all’agronomo Alberto Viganò, che negli anni Ottanta reintrodusse la coltura impiantando i primi bulbi nelle sue proprietà. Da questa esperienza nacque un interesse crescente tra gli agricoltori locali, fino alla costituzione, nel 2002, del Consorzio “Il Croco di Pietro Perugino – Zafferano di Città della Pieve – Alberto Viganò”, che tutela la produzione e garantisce qualità e tracciabilità. Il riferimento al Perugino richiama l’uso dello zafferano nei pigmenti del celebre artista nato in zona. Oggi il Consorzio riunisce 27 produttori distribuiti in un’ampia area tra l’alto Orvietano e il Trasimeno, seguendo un disciplinare che vieta sostanze chimiche e assicura un prodotto puro, commercializzato in fili. Monitoraggi annuali certificano origine e qualità, mentre nel 2013 la spezia è stata riconosciuta come Prodotto Agroalimentare Tradizionale dell’Umbria, confermando il suo valore culturale e gastronomico.

 

Territorio di produzione
Città della Pieve, Paciano, Piegaro, Monteleone d'Orvieto, Montegabbione, Fabro, Parrano, San Venanzo, Ficulle, Allerona e, in parte, Castiglione del Lago, Magione, Perugia, Marsciano e Corciano.
Lavorazioni tradizionali

Preparazione del terreno e impianto estivo dei bulbi; raccolta manuale dei fiori nelle prime ore del mattino; separazione degli stimmi nella stessa giornata ed essiccazione controllata.

Fonte della delimitazione geografica
Disciplinare di Produzione
Fonte prodotto
Regione Umbria, “Prodotti agroalimentari tradizionali” (dataset Open Data, licenza CC BY 4.0); verifica del 21 luglio 2026.
Regione Umbria - Scheda identificativa del prodotto agroalimentare tradizionale Zafferano di Città della Pieve.