L’Umbria conserva un vasto patrimonio di architetture residenziali che riflettono la stratificazione sociale, economica e culturale del territorio. Il vocabolario “Edifici abitativi” comprende le principali tipologie storiche e rappresentative:
Case e Palazzi: edifici destinati all’abitazione, singola o collettiva, che possono variare da semplici case rurali a palazzi urbani di pregio. Le case comprendono abitazioni civili, contadine, artigiane, spesso legate alla struttura economica locale. I palazzi sono residenze signorili o borghesi, spesso con valore rappresentativo, collocati in contesti urbani e dotati di elementi architettonici distintivi (portali, cortili, logge, decorazioni).
Ville: residenze di campagna o suburbane, spesso di origine nobiliare, progettate per il soggiorno stagionale, il riposo o la gestione agricola. Le ville umbre si distinguono per la presenza di giardini, parchi, logge panoramiche e impianti produttivi (frantoi, cantine, magazzini). Possono essere isolate o inserite in complessi più ampi, e talvolta evolvono da strutture rurali preesistenti1.
Fonti e note
- 1
Queste categorie sono riconosciute nei repertori normativi e catalografici nazionali, in particolare nelle schede RA e BDM dell’ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione), e sono coerenti con le definizioni adottate dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004). In particolare:
- ICCD – Scheda RA (Architettura), ICCD – Vocabolario “Tipologia edilizia”, D.Lgs. 42/2004, art. 10 e 12
- ICCD – Scheda RA e BDM, Atlante delle Ville Italiane, D.Lgs. 42/2004, art. 136 (beni paesaggistici)