Archivio Vescovile e Biblioteca Diocesana «Angelo Mai»

Comune: Orvieto
Istituti documentari: Biblioteche

L’Archivio Vescovile e la Biblioteca “Angelo Mai” costituiscono oggi uno spazio comune e partecipato, la Diocesi di Orvieto‑Todi, dopo un articolato periodo di trasloco e riordino, mette ora a disposizione questo luogo a studenti, ricercatori, laureandi, dottorandi, professionisti e a quanti si dedicano allo studio storico.

La nuova sede, collocata al piano terra dell’Episcopio secondo l’originario progetto di Renato Bonelli, offre ambienti ampliati e funzionali grazie anche alle recenti acquisizioni documentarie. L’abbattimento delle barriere architettoniche, l’ingresso diretto da Piazza Duomo – all’angolo con il Palazzo Papale, oggi sede del Museo Archeologico Nazionale e del Museo dell’Opera del Duomo – e l’accesso al giardino vescovile bonificato rendono l’insieme particolarmente accogliente. 
I lavori di risanamento e adeguamento funzionale del Palazzo Vescovile, avviati il 23 febbraio 2015, hanno permesso di ricavare nuovi locali dagli antichi porticati. L’intervento, progettato dall’architetto Mauro Stella, si inseriva nel precedente piano di recupero approvato dalla Giunta Municipale il 17 ottobre 2013 (delibera n. 142) e pubblicato sul BUR Umbria il 28 gennaio 2014. I lavori si sono conclusi il 13 agosto 2015, aprendo la strada alla complessa fase di concentrazione e trasferimento dei fondi archivistici e librari, iniziata con il celebre Archivio Curiale, noto agli studiosi orvietani da secoli.

Dal 2015 la nuova sede ha progressivamente riunito vari archivi storici e biblioteche ecclesiastiche, configurandosi come un vero centro culturale della città di Orvieto, luogo privilegiato per la ricerca e la conservazione del patrimonio documentario diocesano.
I lavori di riordinamento della Biblioteca “Angelo Mai”, già restaurata negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, sono ripresi nel 2008 e si sono sviluppati per fasi successive. Il precedente riordino e la catalogazione (1958‑1964), realizzati con il contributo della Soprintendenza per l’Umbria e il Lazio – che fornì anche le scaffalature metalliche – avevano portato alla costituzione di un patrimonio di circa 12.000 volumi dedicati a discipline di varia natura: giurisprudenza, dogmatica, storia, filosofia, con particolare attenzione alle raccolte dei Padri della Chiesa.

Il nucleo originario della biblioteca deriva dalla donazione (1647‑1649) del patrizio orvietano Giacomo Cohelli, celebre giureconsulto, al Collegio Cappelletti, allora unito al Seminario Vescovile e al Collegio dei Gesuiti. A questo primo fondo si aggiunsero, nei secoli XVIII e XIX, i lasciti dei vescovi Giacinto Silvestri e Giovanni Battista Lambruschini. Agli inizi del Novecento il cardinale Giulio Serafini, nativo di Bolsena e già alunno del Seminario, dispose tramite testamento la donazione dei propri libri; più tardi fece lo stesso il vescovo Francesco Pieri, come “pegno del suo amore verso l’Istituto”.

La Biblioteca “Angelo Mai” conserva oggi circa 22.000 volumi, articolati nei seguenti fondi:

  • Fondo Antico: nn. 1 – 13.173
  • Fondo Vescovo Dondeo: nn. 13.174 – 15.835
  • Fondo III Biblioteca: nn. 15.836 – 22.237
  • Settore Riviste: oltre 200 titoli Fondo e Biblioteca “Carlo Alberto Calistri” (dal 2015), donato dalla famiglia con il patrocinio del Lions Club Orvieto1.

Fonti e note

  1. 1

    Giuliani, L., "L’Archivio Vescovile e la Biblioteca Angelo Mai di Orvieto: un luogo di conservazione e valorizzazione", in Lettera Orvietana, XIX/50-51-52 (2018).
    Open Data Regione Umbria https://dati.regione.umbria.it/

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