Villa Fidelia

Comune: Spello
Edifici abitativi: Ville
Villa Fidelia
Villa Fidelia

Il complesso di Villa Fidelia, noto anche come Villa Costanzi, si trova ai piedi del versante spellano del Subasio, lungo la Strada Centrale Umbra, poco fuori dal centro storico di Spello e in prossimità dell’anfiteatro romano e della chiesa di San Claudio. L’area su cui sorge è quella di un antico insieme sacro di età romana, articolato su terrazzamenti, dove si trovavano un tempio (tradizionalmente identificato con il “tempio di Venere”), il teatro e le terme. 
Su queste strutture, tra la fine del Quattrocento e il XVI secolo, i conti Acuti Urbani di San Lorenzo impiantarono una residenza suburbana con funzioni anche agricole, riutilizzando gradinate e sostruzioni romane, nel XVIII secolo la villa passa alla nobildonna romana Donna Teresa Pamphili Grillo. Con l'arrivo di quest'ultima, la proprietà viene profondamente rinnovata: l’antica casa degli Urbani è ampliata e ristrutturata secondo un gusto aggiornato, sfruttando la disposizione a gradoni del sito e organizzando il giardino all’italiana sulla più alta delle sostruzioni romane. 
Alla morte della nobildonna, la villa passa ai conti Sperelli e quindi al facoltoso proprietario folignate Gregorio Piermarini, che tra il 1805 e il 1830 promuove ulteriori trasformazioni e amplia il complesso con un nuovo edificio di villeggiatura sul lato opposto del santuario, in posizione simmetrica rispetto al primo nucleo. Questo “casino” ottocentesco, successivamente modificato nei primi decenni del Novecento dall’architetto Cesare Bazzani, è oggi l’edificio comunemente identificato come Villa Fidelia
Nel corso del Novecento la proprietà conosce altri passaggi: dopo l’acquisto da parte dell’ingegnere Decio Costanzi nel 1923, il complesso viene frazionato, con la parte più antica ceduta alle Suore Missionarie d’Egitto e la porzione comprendente il casino, i giardini e gli annessi venduta alla Provincia di Perugia.

L’impianto della villa è ancora leggibile come un lungo organismo appoggiato ai terrazzamenti romani, fortemente condizionato dalla struttura del santuario antico, tanto che la disposizione planimetrica e la scansione degli spazi mantengono la logica originaria nonostante le aggiunte di epoche diverse. 
L’edificio principale presenta una pianta rettangolare e si sviluppa su cinque livelli, di cui tre visibili sul lato valle per effetto della pendenza del terreno. I prospetti, di gusto tra barocco e neoclassico, sono caratterizzati da un articolato sistema di lesene e paraste a bugnatura piatta che si intrecciano con le fasce marcapiano, da aperture incorniciate con profili mistilinei, timpani spezzati e riquadrature. La porzione centrale del fronte principale è enfatizzata da una scenografica scalinata di accesso, dal portale con timpano spezzato affiancato da finestre e dal balcone del piano nobile, su cui si aprono due porte-finestre sagomate collegate da un motivo a medaglione.

Sul lato rivolto verso la valle si innesta un corpo più recente, leggermente ribassato, che al piano terra prosegue il ritmo delle finestre rettangolari e al primo piano si apre in una loggia ad archi affacciata sul paesaggio. La campata centrale della loggia è sottolineata da un arco più alto, sormontato da un timpano con cimasa mistilinea e da un piccolo balcone aggettante; l’intero volume loggiato è concluso da una terrazza piana. Il prospetto secondario, più vicino all’assetto settecentesco, è tripartito, con la parte centrale rialzata di un piano e due ingressi laterali simmetrici che ne accentuano la monumentalità. All’interno del complesso si trovano inoltre la cappella di San Fedele e la casa del custode, inserite nel sistema di accesso monumentale realizzato tra Otto e Novecento insieme al muro di cinta.

Come detto oggi Villa Fidelia è di proprietà pubblica e svolge una funzione culturale di rilievo nel territorio: gli ambienti interni ospitano mostre ed esposizioni, anche grazie all’allestimento del Centro per l’arte e la cultura ricavato nell’ex limonaia, mentre gli spazi esterni sono utilizzati per concerti, spettacoli e grandi eventi nella stagione estiva. Nel corso del tempo il complesso ha accolto anche ospiti illustri, come la regina Giovanna e il re Boris di Bulgaria durante il loro viaggio di nozze nel 1930, confermando il ruolo di residenza rappresentativa e luogo di villeggiatura legato, fin dalle origini, alla forte integrazione tra architettura, giardini storici e paesaggio della Valle Umbra1.

Fonti e note

  1. 1

    Le informazioni riportate sono tratte dallo "Studio di fattibilità. Rete regionale per la valorizzazione di ville, parchi e giardini nel paesaggio rurale. Servizio promozione e valorizzazione sistemi naturalistici e paesaggistici" della Regione dell'Umbria

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