Il Santuario mariano di Mongiovino sorge ai piedi del Castello di Mongiovino, nei pressi di Tavernelle. I lavori per la costruzione del Santuario, per volere di Papa Leone XX Medici, iniziarono nel 1524 a seguito di episodi prodigiosi che la leggenda vuole siano accaduti di fronte a una immagine miracolosa della Madonna a partire dagli inizi del XVI secolo.
Il progetto venne affidato a Rocco da Vicenza, architetto e lapicida vicentino attivo in Umbria già da qualche tempo, che realizzò una struttura dalla forma quadrata con un'abside sporgente, sormontata da una cupola centrale, e quattro facciate dotate di timpani orizzontali con rosoni.
Il santuario possiede internamente la più importante decorazione ad affresco del secondo Cinquecento presente nella regione, eseguita in prevalenza da pittori toscani, marchigiani e olandesi.
La chiesa ha una pianta quadrata con croce greca iscritta. Il vano centrale è coperto da una cupola con un alto tamburo che poggia su quattro robusti pilastri; sulla volta è una Incoronazione della Vergine del tifernate Mattia Batini (1709). Sul lato orientale si accede alla cappella della Madonna, al cui interno è l’edicola mariana che ha dato origine al santuario. La cappella è preceduta da una facciata a due ordini in pietra serena, ornata da tre statue in terracotta del perugino Valentino Martelli, con la Trasfigurazione di Gesù tra i profeti Mosé e Elia (1579-80). L’interno della cappella è decorato da episodi della vita della Vergine, ad opera di Giovanni Wraghe di Anversa (1567) e da Nicolò Circignani da Pomarance (1569).
L'immagine cui è dedicato il santuario è una Madonna col Bambino in trono tra quattro angeli, affrescata da un pittore umbro intorno alla metà del XIV secolo. L'opera è esposta in un altare isolato in forma di tempietto al centro della cappella della Madonna, la cui costruzione fu completata nel 1525, data che si legge dalle candelabre di un pilastro.
Le pareti retrostanti il coro dell'altare in pietra, sono impreziosite da affreschi di Giovanni Battista Lombardelli (1587) raffiguranti alcuni miracoli successivi a quello della pastorella Andreana, che ispirò la fondazione del Santuario. La leggenda narra che la pastorella udì una voce proveniente da un'edicola vicino a una fonte. La voce le chiedeva di riferire ai castellani di Mongiovino di ripulire l'edicola dai rovi e riportarla a venerazione. I compaesani inizialmente non credettero alla storia raccontata da Andreana, la quale però venne creduta quando tornò con una brocca colma di acqua con l'apertura rivolta verso il basso, come le aveva chiesto la Vergine1. Di fronte al miracolo, gli abitanti del castello ripulirono l'edicola.
Oltre alla Cappella della Vergine, il Santuario presenta al proprio interno altre quattro cappelle, coperte da cupolini decorati da angeli musicanti: la cappella della Resurrezione, con l’altare della Resurrezione di Nicolò Circignani detto il Pomarancio (1569); la cappella dell'Ascensione con l’altare dell’Ascensione di Hendrick van den Broeck da Malines (1585-86), la cappella della Deposizione con l’altare della Deposizione di Hendrick van den Broeck da Malines (1564), la Cappella della Madonna del Rosario del perugino Orazio Alfani (1552), il cui altare fu ridipinto da Antonio Castelletti da Paciano nel 1810.2
Fonti e note
- 1
Analogo prodigio è ritenuto all'origine della fondazione del Santuario della Madonna delle Grazie di Fabro, del Santuario dell Madonna delle Grazie a Montegabbione, del Santuario della Madonna del Soccorso di Magione, al Santuario della Madonna dell'Olivo a S.Vito in Monte nel comune di San Venanzo e al Santuario della Madonna delle Grazie a Fabro.
- 2Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)