Mulino di Ripresa dei Corsi

Comune: Pietralunga
Altre emergenze architettoniche e culturali: Mulini

Situato sulle sponde del torrente Carpina, nel territorio comunale di Pietralunga (Perugia), il Mulino di Ripresa dei Corsi rappresenta un pregevole esempio di archeologia rurale. La sua architettura, tipica dei manufatti dell'Appennino umbro, si caratterizza per una struttura in muratura di pietra locale sviluppata in stretta e funzionale connessione con il corso d'acqua.

Le prime tracce documentarie dell'opificio risalgono a un catasto del 1598, che menziona la presenza di un mulino all'interno di una proprietà terriera. Successivamente, nel Catasto Gregoriano, il complesso veniva identificato con il toponimo "Molino Cozzi" e descritto come un impianto per cereali alimentato dalle acque del torrente Carpina e del fosso di Calamuccia, con una presa idrica regolata da uno sbarramento in massi. Con il passare dei secoli, tale denominazione originale è stata progressivamente sostituita dall'attuale "Mulino dei Corsi".

Per lungo tempo, la struttura ha costituito un fondamentale riferimento economico e sociale per l'Alta Valle del Carpina. Documenti del primo Novecento, a partire dall'acquisizione da parte della famiglia Cesari nel 1924, attestano la presenza di un sistema idraulico evoluto: l'opificio era dotato di due coppie di macine (palmenti) disposte in sequenza. Questa configurazione ingegneristica permetteva di sfruttare due volte la medesima forza motrice dell'acqua prima del suo deflusso nel torrente, all'interno di fabbricati adiacenti che operavano di fatto come un'unica entità produttiva dedicata alla macinazione di grano e granturco 1 .

Il progressivo abbandono, dovuto alla meccanizzazione dell'agricoltura, ha portato alla cessazione dell'attività molitoria dopo la metà del XX secolo. Negli anni Settanta il bene è transitato al demanio regionale, che ne aveva autorizzato la demolizione. Tuttavia, un recente e importante intervento di recupero conservativo, reso possibile anche grazie a fondi del PNRR, ha invertito questo destino. L'opificio è rinato come proprietà privata al servizio della collettività, restituendo leggibilità alle tecniche costruttive tradizionali e ricollocando i meccanismi originari, come la trave di banco, la ralla, le macine e l'albero del ritrecine. 

Oggi il complesso è pienamente integrato in un contesto di grande pregio naturalistico e culturale. Il sito è inserito nel perimetro della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) "Boschi di Monti di Sodolungo - Rosso", un ambiente della Rete Natura 2000 contraddistinto da boschi, rilievi e risorse idriche di notevole valore ecologico. Inoltre, il mulino è attivamente coinvolto nelle iniziative dell'Ecomuseo della Valle del Carpina, un network che tutela le tradizioni e il paesaggio locale, favorendo una fruizione turistica consapevole e rispettosa dell'ambiente 2 .

Fonti e note

  1. 1

    "Mulino dei Corsi." Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici - AIAMS, https://aiams.eu/mill/mulino-dei-corsi/. Consultato nell'ottobre 2026.

  2. 2

    Saggini, L., Mulino dei Corsi, Fondo per l’Ambiente Italiano, Fondo Ambiente Italiano, https://fondoambiente.it/luoghi/mulino-dei-corsi?gfa. Visitato nell' ottobre 2026.

    Valutazione:
    Valuta questa risorsa
    0