Pieve de' Saddi

Comune: Pietralunga
Edifici religiosi: Chiese
Pieve de Saddi
Pieve de Saddi

La Pieve de' Saddi si trova a circa 12 chilometri a sud ovest dalla città di Pietralunga. La denominazione è una variante onomatopeica di Pieve dei Santi. La leggenda vuole che sia proprio in questo luogo che fu martirizzato, nel IV secolo, il legionario romano, Crescentino (altrimenti Crescenziano), convertitosi alla religione cristiana e per ciò perseguitato dall'imperatore Diocleaziano.

La prima citazione della chiesa si trova nel documento del 1068, con cui Fulcone, vescovo di Città di Castello, donò a Maginardo, vescovo di Urbino, il corpo di San Crescentino.La città marchigiana aveva infatti eletto San Crescentino patrono della città1
Si tratta di un complesso architettonico composto dalla Torre de' Saddi, dalla chiesa e dall'abitazione.

La chiesa si trova sul crinale di una collina che scende rapidamente verso est, immediatamente dietro l’abside ottagonale, di cui sono visibili cinque lati. Sopra la copertura si eleva un campanile a vela particolarmente sottile, costruito con pietra squadrata e mattoni. Le due aperture ad arco a tutto sesto ospitano campane dei secoli XIII‑XIV, entrambe con iscrizioni: quella destra reca “MENTEM STAM SPM HRM DO ET PRIE LIBEROM”, mentre sulla sinistra compare “MENTEM SANTAM SPONTANIAM ONOREM DEO PATR EME OE LIBERATIONEM”, interpretata come un richiamo a una mente santa che rende onore a Dio e offre liberazione alla patria. Le forme delle lettere trovano confronti con epigrafi umbre del XIII secolo.

Gli ingressi attuali si trovano sui lati nord e sud: la facciata originaria è infatti nascosta da un corpo di fabbrica cinquecentesco. Le murature conservano tracce di aperture più antiche, tra cui una porta murata sul lato sud con arco in conci irregolari, posta a un livello inferiore rispetto al pavimento odierno.

Pieve de Saddi - interno della chiesa
Pieve de Saddi - interno della chiesa

L’interno presenta un impianto basilicale con tre navate divise da archi a tutto sesto su pilastri rettangolari. La navata centrale termina in un’abside voltata a spicchi, decorata nella chiave con lo stemma di Giulio Vitelli, che nel 1522 rinnovò abside e cripta. La copertura è a capriate lignee, sostituite nel 1986. Due scalette laterali conducono alla cripta, luogo della sepoltura originaria di San Crescenziano.

Nella navata centrale si trovano un ballatoio ligneo e, nell’ultima campata, l’accesso ai locali oggi adibiti a ostello, accanto a una statua della Vergine e a una lapide. Lungo la navata destra sono presenti due acquasantiere in pietra e un affresco molto deteriorato del XV secolo con la Madonna col Bambino e il committente. Seguono un confessionale e l’altare con la statua di San Vincenzo Ferreri. Il presbiterio, rialzato di un gradino, ospita una macchina d’altare preconciliare con stemma cardinalizio e un altare ligneo anteriore.

Nella navata sinistra si conservano un’altra scaletta per la cripta e un affresco del XV secolo con la Madonna col Bambino seduta su un trono marmoreo. L’opera più rilevante è però il bassorilievo trecentesco con San Crescentino a cavallo nell’atto di trafiggere il drago, inserito in un’edicola con timpano triangolare ancora parzialmente policromo, che richiama la forma delle antiche steli funerarie cristiane. La navata termina con un altare sormontato dalla statua del Sacro Cuore.

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Fonti e note

  1. 1

    Sperandio, B., Chiesa romaniche in Umbria. Perugia: Quattroemme. 2001. pp. 95-96. Nei testi consultati il personaggio è indicato alle volte come Crescentino ed altre come Crescenziano. Si preferisce per la scheda presente la denominazione di Crescentino.

  2. 2

    Rosi (a cura di), "Pieve de’ Saddi, un luogo alle origini del cristianesimo altotiberino", in: Architettura e Territorio n. 10, Petruzzi Editore, Città di Castello, 2011.
    Sperandio, B., Chiese romaniche in Umbria. Perugia: Quattroemme. 2001. pp.95-96
     

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