Situati nella periferia meridionale di Città di Castello, gli Ex Seccatoi del Tabacco rappresentano un esempio straordinario di riqualificazione architettonica e culturale. Originariamente costruiti nella seconda metà degli anni Cinquanta come impianto industriale per l’essiccazione del tabacco tropicale, il complesso fu dismesso negli anni Settanta, dopo essere stato temporaneamente utilizzato, nel 1966, per ospitare i volumi della Biblioteca Nazionale e del Tribunale di Firenze, danneggiati dall’alluvione, in attesa di restauro.
Nel 1978, l’artista Alberto Burri (1915–1995), nato proprio a Città di Castello e di fama internazionale, ottenne in uso uno dei capannoni, attratto dalle dimensioni monumentali che si addicevano alle sue opere di grande formato. Con lungimiranza, Burri comprese il potenziale dell’intera struttura e, dopo l’acquisizione da parte della Fondazione Burri nel 1989, il complesso fu trasformato in seconda sede museale, inaugurata nell’estate del 1990. L’artista curò personalmente l’allestimento, scegliendo di dipingere completamente di nero i padiglioni per creare un ambiente immersivo e suggestivo.
Il complesso, che si estende su circa 7.500 mq, è interamente dedicato alle opere di Burri e ospita 128 grandi dipinti, suddivisi in cicli tematici realizzati tra il 1975 e il 1993:
- Il viaggio (1979)
- Sestante (1982)
- Rosso e Nero (1984)
- Cellotex T (1975–1984)
- Annottarsi (1985–1987)
- Non ama il nero (1988)
- Neri (1988–1990)
- Metamorfotex (1991)
- Il Nero e l’Oro (1992–1993)
Queste opere, spesso di dimensioni imponenti, sono caratterizzate dall’uso del cellotex, un materiale ligneo termoisolante e fonoassorbente che Burri utilizzò fin dagli esordi, dapprima come supporto e poi, dagli anni Settanta, come superficie espressiva, lavorata con il bulino per inciderla, scalfirla o grattarla, oppure dipinta. I cicli sono pensati per essere compresi nella loro interezza, offrendo una visione organica e coinvolgente della produzione artistica del Maestro.
Oltre ai dipinti, il museo espone quattro grandi sculture: una all’interno e tre posizionate nel giardino antistante la sede museale. Tra queste, spiccano Grande Ferro Sestante, Grande Ferro K e Ferro U, opere monumentali che dialogano con lo spazio esterno.
A partire dal 2015, è stata avviata un’ampia opera di bonifica, riqualificazione e restauro degli edifici degli Ex Seccatoi. I primi interventi hanno interessato la realizzazione del piano seminterrato, dotato di impiantistica avanzata per la climatizzazione e l’illuminazione, che oggi ospita l’Opera Grafica di Burri, una raccolta completa di oltre 200 opere tra grafiche e multipli.
Questa sezione, aperta al pubblico dal 2017, offre un’ampia panoramica sulla produzione grafica del Maestro, che talvolta anticipa, accompagna o segue le sue opere maggiori, mettendo in luce la sua straordinaria manualità e sperimentazione.
Il seminterrato include anche la sezione documentaria "Burri Documenta", un percorso multimediale che, attraverso materiali originali (inviti, cataloghi, lettere, monografie, testi critici, fotografie, video e film), ripercorre l’intera vita e carriera di Burri in tre aree:
- Area Proiezioni
- Area Interattiva
- Sale Cinema
Nel 2022, gli ultimi interventi di restauro, diretti dall’architetto Tiziano Sarteanesi, hanno riguardato il piano rialzato e l’adeguamento degli impianti secondo gli standard museali internazionali. Il complesso è stato così ulteriormente valorizzato, garantendo condizioni ottimali per la conservazione e la fruizione delle opere 1 .
Fonti e note
- 1
Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)
Delogu, G. L., Musei in Umbria. Collezioni Burri. Città di Castello, Servizio Musei e Beni Culturali della Regione Umbria (a cura di), Litograf: Città di Castello, 2005
Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri.Ex Seccatoi del Tabacco. Fondazione Burri, https://fondazioneburri.org/la-fondazione/ex-seccatoi-del-tabacco/. visitato nel settembre 2026 al quale si rimanda per tutti gli approfondimenti del caso.