Santuario della Madonna di Belvedere

Edifici religiosi: Santuari

Il santuario del Madonna di Belvedere sorge a pochi chilometri da Città di Castello, alla sommità di un colle situato nella villa di Caprano, verso l’ultima frangia dell’Appennino tosco-marchigiano, chiamato, fin dai tempi antichi, Belvedere sia per l’eminenza del luogo sia per l’ampio panorama.



Fu edificato nella seconda metà del Seicento, più precisamente negli anni 1668-1684, per ospitare una statua della Vergine, considerata miracolosa, prima venerata nella Chiesa di S. Maria di Caprano costruita nella prima metà del XIII secolo.1
Di sobria forma barocca con i due caratteristici campanili cilindrici e pianta ottagonale fu progettato dall’architetto tifernate Antonio Gabrielli, lo stesso che progettò il Teatro degli Illuminati, e dal suo allievo Nicola Barbioni.

"Il Tempio, coperto da una maestosa cupola, sistemata tra due eguali e maestosi campanili, è costruito a croce greca e richiama quello della Madonna di San Luca a Bologna. Come detto lo stile è prettamente barocco, con sovrabbondanza di stucchi che riproducono la maggior parte dei santi tifernati (i santi patroni della città Florido e Amanzio; san Ventura martire; san Donnino eremita; san Crescenziano; la beata Margherita). Dinanzi all’ingresso si erge un portico semicircolare e varcata la porta si ammira la preziosa bussola intarsiata del 1883.
Entrando a destra si vede la cappella di San Vincenzo martire, dipinta da Gian Ventura Borghesi; a sinistra invece c’è la cappella delle anime purganti. Dei quattro peducci della cupola, i due che si presentano di faccia sono di Petruccio Perugino, gli altri due sono uno del Matteucci e l’altro di Mattia Battini. 
Sopra l’altare maggiore, infine, in una nicchia ovattata di stoffa rossa, domina la prodigiosa Immagine della Madonna di Belvedere, vestita di un abito di seta bianco ricamato e di un mantello azzurro, con lo sguardo tenero rivolto al Bambino Gesù dormiente sopra le sue ginocchia."2, 3

Fonti e note

  1. 1

    "ll primo miracolo avvenne quando un ubriaco scagliò una pietra contro l'Immagine della Madonna della chiesina di Caprano, l'uomo perse immediatamente la vista, per poi recuperarla in seguito al pentimento. Da allora, spargendosi la voce del prodigio, la Madonna di Caprano assunse il titolo di Madonna di Belvedere, i miracoli che seguirono fecero nascere nel tempo l'idea della costruzione dell'attuale santuario" ( Franco Badini, “Anno 1684: da Caprano a Belvedere” in “Pagine Altotiberine Associazione Storica dell’Alta Valle del Tevere” n.14 anno V, maggio- agosto 2001, pp.173-176 citato da: Czortek, Amandoli. Santa Maria di Belvedere. Censimento dei Santuari Cristiani d’Italia – ICCD. http://www.santuaricristiani.iccd.beniculturali.it/Common/DettaglioFull.aspx?idsantuario=997 Visitato nel mese di gennaio 2026). 

  2. 2

    Santuario della Madonna di Belvedere. Convento OFM Cap Città di Castello. Sito web della Provincia Umbra dei Frati Minori Cappuccini http://www.fraticappucciniassisi.it/conventi/citta-di-castello.html visitato nel mese di marzo 2010

  3. 3

    Santuari cristiani d’Italia: committenze e fruizione tra medioevo e età moderna. Roma: École française de Rome, 2003

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