La chiesa di San Domenico Soriano a Castiglione del Lago, edificata nel 1638 per volontà di Eleonora di Mendoza come ringraziamento per la guarigione da una grave cancrena ottenuta tramite l’olio della lampada che ardeva davanti all’immagine del santo a Soriano Calabro, si presenta come un edificio a pianta rettangolare con un antico corridoio sul lato sinistro e la sacrestia collocata a destra, accessibile dal presbiterio, oggi riconoscibile soltanto attraverso l’arredo.
L’aula interna è interamente decorata lungo le pareti laterali e sulla controfacciata, mentre la parete di fondo è dominata da un grande fastigio ligneo dell’altare maggiore, arricchito da due nicchie e statue di santi.
Un controsoffitto in tavole dipinte, con una leggera incorniciatura a cassettoni, nasconde la struttura della copertura, che è a capanna trasversale in laterocemento. L’impianto originario voluto dalla marchesa prevedeva altari laterali, oggi conservati solo nelle tele, e un altare maggiore concepiti come ex voto e memoria delle devozioni mariane diffuse tra Italia e Spagna, tra cui la Madonna del Riposo, la Madonna di Savona e la Madonna di Loreto.
Nel vecchio corridoio, un tempo collegato alla chiesa parallela di Sant’Agostino, oggi trasformata in cinema, furono realizzate le tombe del poeta Cesare Caporali e di altri membri della famiglia Della Corgna, e vi si conservano ancora stucchi sulle volte. La facciata principale, semplice e rettangolare, presenta una gronda piana, un portale in arenaria lavorata sormontato da una cimasa spezzata ricurva con una nicchia centrale destinata alla dedica, e due finestre quadrate con cornice piana poste ai lati superiori del portale. Gli altri lati dell’edificio risultano chiusi, mentre il retro rivela la presenza di una preesistenza abitativa del XV secolo, riconoscibile per porte, finestre e per un livello di utilizzo posto a quota inferiore.
L’interno conserva un pavimento in cotto moderno e testimonia una storia complessa, segnata da interventi decorativi nel 1770 voluti dal conte Francesco Baglioni, da gravi danneggiamenti nel 1944 che comportarono la perdita di una parte significativa del soffitto seicentesco a causa delle cannonate durante il passaggio del fronte, e da successivi restauri, tra cui quelli del 1990 alla facciata e a porzioni dell’interno, oltre a interventi più recenti effettuati prima del 2007.
L’adeguamento liturgico ha introdotto una semplice mensa in legno rivolta all’assemblea e ha comportato lo spostamento del tabernacolo originale su un piedistallo proprio. L’insieme restituisce un edificio che, pur segnato dal tempo e dagli eventi storici, conserva ancora oggi la memoria della sua origine votiva e delle stratificazioni culturali e devozionali che lo hanno accompagnato nei secoli.1
Fonti e note
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Conferenza Episcopale Italiana. “Scheda n. 28306. Chiesa di San Domenico Soriano <Castiglione del Lago>” Le Chiese delle Diocesi Italiane.
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=28306. Visitato nel mese di dicembre 2025