Orto Degli Aghi

Comune: Assisi
Istituti documentari: Centri di documentazione

L'Orto degli Aghi è situato in prossimità della Porta Perlici, che si apre a nord ovest delle mura urbiche, lungo la via che conduce alla Cattedrale di San Rufino. Deve il suo nome alla presenza di un complesso edilizio che dal novembre 1822 ospitò uno dei primi insediamenti protoindustriali dello Stato Pontificio, la Fabbrica degli Aghi, la cui presenza è attestata nella pianta topografica della città di Assisi di Lorenzo Carpinelli del 1823.
La struttura, voluta da Nicola Bolasco, imprenditore formatosi sull'esperienza di analoghe imprese manifatturiere maturate in Francia e Germania, occupava manodopera in prevalenza femminile, «anche ragazze di 13, 14 anni, che lavorando a cottimo, guadagnano fino a Paoli cinque».
In una fase storica di passaggio da una organizzazione di lavoro di tipo manifatturiero ad una di tipo industriale, risulta estremamente significativo il Regolamento per i lavoranti, approvato dal Delegato apostolico U.P. Spinola, datato novembre 1822.
Da esso emergono criteri di organizzazione del lavoro estremamente moderni, rispettosi in particolare delle esigenze delle maestranze femminili.
Da diversi Annuari Economici dello Stato Pontificio emerge come la Fabbrica degli Aghi non avesse retto alle spinte globalizzatrici del mercato innescate dall'Unità d'Italia e che essa avesse cessato la produzione presumibilmente agli albori dell’Unità d’Italia.

Entrando dall'ingresso posto al n. 6 di via di Porta Perlici, riconoscibile da un ampio portone in ferro sormontato da un bassorilievo che ricorda, stilizzata, la cruna di un ago (l’ipotesi è che si tratti del marchio di fabbrica), il corpo a sinistra mostra la sua originaria destinazione d'uso.
È disposto in due piani longitudinalmente: al centro, una scala d'accesso che conduce ad una doppia porta, la più piccola delle quali è identificabile come l'ingresso che dava sull'ambiente destinato alle lavoranti, sottostante, un portone da cui si accede al piano terra, destinato ai lavoranti, più grande per consentire il transito delle materie prime. In fondo, sempre sulla destra, si accede ad un vaso ambiente con nicchie e volte a crociera, probabilmente un deposito, oggi sala conferenze.
Al centro del cortile, fonti iconografiche segnalano la presenza di una cisterna di raccolta delle acque, indispensabili per molte fasi della lavorazione.
Entrando da un sottopasso a destra, si è nell'Orto degli Aghi, un cortile all'aperto, forse allora magazzino, oggi suggestivo luogo del silenzio da cui su un lato è più facilmente leggibile la struttura originaria della Fabbrica, sull'altro domina con una prospettiva irripetibile, il campanile romanico della Cattedrale1.

 

Fonti e note

  1. 1Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)
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