Il Museo Archeologico e Foro Romano di Assisi raccoglie e valorizza le testimonianze dell’antica città umbra e romana, integrando reperti provenienti dal centro storico e dall’area del Foro. La collezione è ospitata nella cripta dell’ex chiesa medievale di San Nicolò e negli ambienti ricavati dagli scavi della terrazza centrale sotto l’attuale piazza del Comune, offrendo un percorso immerso nelle strutture originali dell’antico santuario romano.
Il nucleo più antico della raccolta risale alla fine del Settecento, quando una quarantina di iscrizioni romane furono esposte nel colonnato del tempio cosiddetto “della Minerva”. Nel corso dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento, grazie all’Accademia Properziana e a donazioni private, la collezione si ampliò fino alla fondazione del museo civico nel 1904. Dal 1934 le raccolte sono conservate nell’attuale sede, integrata con i reperti provenienti dagli scavi del Foro.
Il percorso museale documenta la storia della città antica attraverso epigrafi, urne cinerarie, statue, calchi e materiali architettonici. Le iscrizioni, in latino e in umbro, costituiscono una delle sezioni più significative, poiché testimoniano l’organizzazione civica, religiosa e territoriale di Assisi tra II secolo a.C. e I secolo d.C.
Tra i reperti più rappresentativi si possono ricordare:
- Urne cinerarie di produzione locale (II–I secolo a.C.), decorate con motivi figurativi o floreali. Tra queste spiccano l’urna con il defunto disteso durante il banchetto funebre e quella con la testa alata di Gorgone, destinata ad allontanare le influenze maligne.
- Stele del macellaio Lucio Elio Pirro, con strumenti del mestiere raffigurati accanto al ritratto del defunto.
- Stele del soldato Gaio Ottiedio Attiano, decorata con elmo, armi e cinturoni che richiamano la sua breve carriera militare.
- Statua virile di tipo eroico (I secolo d.C.), probabilmente raffigurante un imperatore, proveniente dalla piazza antistante il tempio romano.
- Statua femminile seduta (I secolo d.C.), interpretata in passato come Minerva e rinvenuta nell’area del Foro.
- Iscrizione del medico Publio Decimo Eros Merula, che ricorda le sue elargizioni pubbliche e la carriera come medico, chirurgo e oculista.
- Cippi e iscrizioni in lingua umbra, tra cui il cippo di confine con la formula “toce stahu” (“io sono di proprietà pubblica”) e il calco dell’epigrafe che ricorda la delimitazione di un’area sacra da parte dei magistrati cittadini.
- Calco dell’iscrizione di San Rufino, che documenta importanti lavori edilizi del II secolo a.C., tra cui la costruzione della cisterna e di un arco monumentale.
- Frammenti di affresco provenienti dalla cosiddetta “casa di Properzio”, con motivi marini e decorazioni pittoriche di età augustea.
Il museo è strettamente legato all’area archeologica del Foro Romano, situata sotto l’attuale piazza del Comune. Qui si conservano la grande terrazza sacra, il muro di terrazzamento con iscrizione monumentale, le scalinate che collegavano il tempio alla piazza e i basamenti destinati a statue onorarie. Il tempio, noto come “della Minerva”, è uno degli edifici sacri romani meglio conservati d’Italia, con la sua facciata a sei colonne corinzie ancora integra.
Nel complesso, il Museo Archeologico e Foro Romano offre una lettura completa della città antica, dalle sue strutture monumentali alle testimonianze della vita quotidiana, restituendo l’immagine di un centro umbro e romano ricco, organizzato e profondamente inserito nella storia dell’Italia antica1.
Fonti e note
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Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)
Sisani, S., Musei in Umbria. Museo Archeologico e Foro Romano. Assisi. Pubblicazione della Regione Umbria - Assessorato Beni e attività culturali. Direzione Beni e attività culturali. Tipolito Properzio: Assisi.- 2005