Basilica di Santa Chiara

Comune: Assisi
Architettura secondo il periodo: Architettura gotica
Edifici religiosi: Santuari
Perché è interessante
La basilica è uno dei luoghi centrali della memoria di santa Chiara e della storia francescana di Assisi, sorto nell’area dell’antica chiesa di San Giorgio.

La Basilica di Santa Chiara sorge nella parte orientale di Assisi, in un’area che al tempo di Francesco era esterna alla cinta muraria e occupata dalla piccola chiesa di San Giorgio. Proprio qui furono deposti inizialmente sia Francesco (1226) sia Chiara (1253). 
 

Basilica di Santa Chiara
Basilica di Santa Chiara

Il luogo scelto per la basilica coincide con l’antico “Tribium Sancti Georgii”, nodo viario tra la strada per Ispellum, quella per San Rufino e il percorso lungo la muraglia romana. L’area comprendeva anche un ospedale dipendente dal Capitolo della cattedrale.
L’edificio attuale prese forma a partire dal 1257, tre anni dopo la morte della Santa e un anno dopo la sua canonizzazione, quando si avviò la costruzione della nuova chiesa e del monastero destinato alle Clarisse. Il trasferimento del corpo di Chiara sotto l’altare maggiore avvenne nel 1260, mentre la consacrazione solenne fu celebrata nel 1265.


L’intero complesso è immediatamente riconoscibile per l’uso alternato di pietra bianca e rosa del Subasio, che riveste facciata e fianchi. La fronte a capanna, con grande rosone centrale, introduce a un edificio dalle proporzioni slanciate. Sul lato sinistro emergono tre imponenti archi rampanti, realizzati alla fine del Trecento, che sostengono le spinte della copertura voltata; quelli sul lato opposto sono inglobati nel monastero. Il campanile, articolato in quattro ordini, è il più alto della città.
L’interno riprende lo schema della chiesa superiore di San Francesco: un’unica navata scandita da quattro campate con volte a crociera, conclusa da un transetto sporgente e da un’abside poligonale. Una galleria corre lungo il perimetro all’altezza dei capitelli, soluzione che distingue la basilica da quella francescana.

Ai lati della navata, in prossimità del transetto, si aprono due cappelle aggiunte in epoca successiva:

  • Cappella di Sant’Agnese, oggi dedicata al Santissimo Sacramento, accessibile attraverso un grande arco ogivale con balaustra e cancellata in ferro battuto. Qui riposano le sorelle di Chiara, Agnese e Beatrice, la madre Ortolana, la cugina Amata e l’abbadessa Benedetta.  
  • Cappella di San Giorgio, sul lato opposto, dove è conservato il celebre Crocifisso che parlò a Francesco nella chiesa di San Damiano.
Basilica di Santa Chiara - interno
Basilica di Santa Chiara - interno

La basilica custodisce un ricco patrimonio figurativo, in gran parte trecentesco:

  • Crocifisso di San Damiano (XII secolo), icona bizantina che secondo la tradizione rivolse a Francesco l’invito a “riparare la Chiesa”.
  • Affreschi di Puccio Capanna (prima metà del XIV secolo) dietro il Crocifisso, con la Madonna in trono e santi legati alla storia francescana.
  • Pala di Santa Chiara (1283) nel transetto sinistro, con episodi della vita della Santa.
  • Presepio umbro‑senese del XIV secolo e scene veterotestamentarie nelle lunette.
  • Madonna della Cortina (XIII secolo) nel transetto destro, attribuita al Maestro di Santa Chiara.
  • Affreschi del Maestro Espressionista di Santa Chiara (prima metà XIV secolo), con episodi biblici e momenti della vita della Santa.

Sopra l’altare maggiore si trova la grande croce sagomata realizzata tra il 1255 e il 1260, attribuita al cosiddetto Maestro di Santa Chiara, identificato in tempi recenti con Benvenuto Benveni da Foligno. Ai piedi del Cristo compaiono Francesco, Chiara e l’abbadessa Benedetta, committente dell’opera.

La volta a crociera del presbiterio è decorata con figure di sante vergini, dipinte da Palmerino di Guido da Assisi (1330‑1335), collaboratore di Giotto. Ogni vela presenta due figure femminili entro edicole marmoree, tra cui la Vergine Maria, Chiara, Agnese d’Assisi, Cecilia, Lucia, Caterina d’Alessandria e Margherita.

L’altare maggiore è circondato da una pergola di dodici colonnine poligonali, opera di uno scalpellino umbro del XIV‑XV secolo, chiusa da una cancellata in ferro battuto.

A metà navata una scala conduce alla cripta, realizzata tra il 1852 e il 1872 e rinnovata nel 1935 in forme neogotiche. Qui è custodito il corpo di Santa Chiara, rinvenuto nel 1850 sotto l’altare maggiore e oggi esposto in un’urna di pietra bianca e rosa del Subasio. Accanto si trova l’ambiente dedicato alle reliquie francescane e clariane1.
 

Fonti e note

  1. 1

    Amandoli, C., Basilica di Santa Chiara ASSISI  (PG). Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), Censimento dei Santuari Cristiani in Italia.  http://www.santuaricristiani.iccd.beniculturali.it/Common/dettaglio.aspx?idsantuario=1989. Consultato nel febbraio 2026.
    Basilica di Santa Chiara in Assisi. Basilica di Santa Chiara in Assisi – Sito ufficiale, https://www.assisisantachiara.it/. Consultato nel febbraio 2026.

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