Torre del Capitano del Popolo

Comune: Assisi
Edifici fortificati: Mura e torri
Aneddotica: Patrimonio UNESCO
Torre del Capitano del Popolo
Torre del Capitano del Popolo

A ridosso del Tempio di Minerva sorge l’altissima Torre del Popolo (47 m.). La torre fu costruita per la magistratura del Capitano del Popolo, della quale si ha notizia ad Assisi nell’anno 1267. L’edificio era in parte ultimato nel 1274, data un tempo leggibile sopra una campana e nel 1279 ospitava la famiglia del Capitano. Una iscrizione posta alla base della torre recita che la costruzione fu portata a termine nel 1305, al tempo del Capitano Cabrino da Parma. Nella ricorrenza del VII centenario della morte di san Francesco (1926) fu realizzato il coronamento con merli ghibellini della sommità.

Nel 1349 il Capitano del Popolo Angelo di Latero da Perugia fece murare alla base della Torre una lapide in pietra rossa del Subasio, con le misure e lo spessore dei laterizi utilizzati ad Assisi – mattoni, pianelle, quadrelli e coppi – più tre verghette di ferro con la lunghezza della canna, del passetto e del palmo, seguiti per i panni di lana, di seta e di lino. Lo Statuto comunale del 1469 prescriveva l’uso di questi modelli applicati alla base della torre, così come disciplinava tempi e luoghi nell’esercizio delle professioni artigiane e nella vendita delle merci, in ragione degli odori e dei rumori.

Nel 1501 i locali a piano terra della Torre del Popolo furono ceduti al Collegio dei Notai per destinarvi la sala dell’Udienza. Nel 1524 il lapicida Massimo di Puzio ne scolpì il portale in pietra, su disegno del pittore Cecco di Bernardino (Assisi, 1511-1547). Sulla chiave dell’arco si trova uno scudo in pietra con gli strumenti di lavoro dei notai: libro, penna e calamaio. Sull’architrave è scolpito il motto dell’Arte: unica mundi fides. Lo stemma e le iniziali visibili sullo stipite destro sono quelle del notaio Francesco Bovi. Nel 1531 il maestro di legname Paolo di Jacopo da Gubbio eseguì la porta a imitazione delle imposte del Collegio del Cambio di Perugia.

Nel secondo decennio del Cinquecento la sala a pianterreno della torre fu arredata per l’Arte dei Notai con un tribunale a spalliera, ornato da candelabre e da tarsie con lettere antiche e figure, secondo il modello presentato il 7 novembre 1515 da Lorenzo di Paolo, mastro legnaiolo fiorentino residente in Assisi. L’arredo ligneo è andato perduto. Si è invece conservato un malconcio affresco risalente ai decenni finali del XVI secolo, che raffigura l’Assunzione in cielo della Vergine alla presenza dei santi patroni Giovanni Evangelista e Rufino, Chiara e Francesco. Da qui si accede a un cortile che conduce al retro del Tempio di Minerva.

Da ottobre 2022 la torre civica è nuovamente accessibile al pubblico e inserita a pieno titolo nel circuito museale cittadino. I recenti interventi di riqualificazione e di ridefinizione degli spazi interni permettono oggi al visitatore di affacciarsi su un ampio panorama urbano e di osservare da vicino la Campana delle Laudi, collocata all’altezza della prima cella campanaria. La sua presenza conferisce alla torre un ulteriore valore simbolico, arricchendone il significato civico con una forte dimensione spirituale.

Realizzata in occasione del VII centenario della morte di san Francesco, la campana porta incisa una porzione del Cantico delle Creature ed è opera dello scultore Luigi Pettinari di Tolentino. Una piccola mostra fotografica, allestita nella sala adiacente alla prima cella campanaria, documenta le fasi di fusione e costruzione della campana, l’impegno della comunità nel complesso lavoro di sollevamento e le celebrazioni che ne hanno accompagnato l’inaugurazione1.

Fonti e note

  1. 1Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)
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