La Biblioteca della Fondazione per l'Istruzione Agraria in Perugia è composta da un Fondo Moderno, costituito dalla Biblioteca annessa all’Archivio dell’Abbazia di San Pietro in Perugia e da un Fondo Antico, costituito dalla Biblioteca dell'Abbazia di San Pietro in Perugia detta Benedettina o Monastica.
L’origine della Fondazione per l’Istruzione Agraria è legata alla soppressione della maggior parte delle corporazioni religiose in Umbria, avvenuta in seguito all’emanazione del Decreto Pepoli dell’11 dicembre 1860. L’Ente ha gli scopi ed il patrimonio indicati nel R.D. 21 gennaio 1892 n. XXII, che ha stabilito che “il patrimonio della soppressa casa religiosa dei Benedettini Cassinesi di San Pietro in Perugia è costituito in ente morale autonomo, sotto la diretta ed esclusiva autorità dello stato e con la denominazione di Fondazione per l’Istruzione Agraria in Perugia”.
Le finalità istituzionali della Fondazione, che è posta sotto la vigilanza del Ministero dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica, consistono nella promozione della ricerca e dell’istruzione nel settore delle scienze agrarie e nella conservazione, promozione e valorizzazione della parte monumentale del complesso di San Pietro e degli altri beni patrimoniali dichiarati di interesse storico artistico.
La Fondazione, per il conseguimento delle proprie finalità, promuove forme di collaborazione in ambito locale, nazionale, comunitario e internazionale, con amministrazioni statali, con Università, con soggetti ed Istituzioni di cultura e di ricerca pubblici e privati.
I manoscritti dell’antica e ricca biblioteca del Monastero Benedettino, formatasi nel tempo per supportare la pratica religiosa, la formazione culturale e l‘edificazione spirituale dei monaci, venne depredata e smembrata al tempo delle soppressioni napoleoniche.
A più riprese infatti il Monastero venne privato dei suoi preziosi manoscritti, una parte dei quali confluì nella Biblioteca Podiani presso il Palazzo dei Priori, divenuta poi l’attuale Biblioteca comunale Augusta, un’altra parte migrò verso altre biblioteche pubbliche o private e altro materiale andò inevitabilmente perduto.
I manoscritti vennero poi raccolti solo dopo il 1815, a seguito di restituzioni e grazie anche all’opera dei fratelli Mauro e Vincenzo Bini, monaci di San Pietro e autori di opere di carattere storico ed erudito.
I circa 60 manoscritti che restano dell’antica biblioteca, uniti ad altri, prodotti da insigni rappresentanti della cultura locale come Francesco Maria Galassi, Giuseppe Belforti e Annibale Mariotti, o pervenuti a seguito di donazioni, o acquisti, sono conservati, per la loro preziosità, in archivio.
Sempre in archivio sono conservati anche alcuni incunaboli. Nella sala di consultazione attigua al deposito di archivio è collocato, a scaffale aperto, un fondo librario di circa 2500 volumi costituito da opere di consultazione funzionali alla ricerca storica e archivistica.
L’altro materiale si conserva, dal 1939, in un locale sottostante il coro della Basilica: si compone di Cinquecentine e di opere di interesse teologico, ecclesiastico, religioso, letterario, storico e filosofico, in prevalenza edite nei secoli XVII e XVIII.
Fondo moderno, cioè la così detta Biblioteca annessa all’Archivio Storico dell’Abbazia di San Pietro in Perugia, composto da volumi e opuscoli, in gran parte catalogati per materia ed attribuiti a diverse sezioni: Perugia antica; Sezione locale; Riviste; Miscellanee; Perugia; Opere generali; Tesi di laurea; Storia; Letteratura; Storia economica; Bibliografia; Storia dell’arte, Musica; Agiografia; Benedictina; Fatebenefratelli; Francescani; Domenicani; Bibbia; Studi biblici; Storia ecclesiastica; Religione; Paleografia e diplomatica; Quaderni marscianesi; Usi e costumi; SanPietro. Consta di oltre 2.000 pezzi.
Fondo antico, cioè la Biblioteca dell’Abbazia di San Pietro in Perugia anche detta Benedettina o Monastica, composto da volumi ed opuscoli, periodici e giornali, manoscritti, incunaboli e cinquecentine di materia religiosa, letteraria, storica e filosofica. Consta di circa 12.000 pezzi.
Fonti e note
- 1Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)