La Rocca Paolina, imponente fortezza papale del XVI secolo, sorge nel cuore del centro storico di Perugia come testimonianza materiale della stagione in cui la città fu sottoposta al dominio diretto della Chiesa. L’opera venne realizzata tra il 1540 e il 1543 su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, per volontà di papa Paolo III Farnese, che volle affermare in modo visibile l’autorità pontificia dopo la repressione della rivolta perugina.
Per costruirla si procedette a inglobare un intero settore urbano: case, torri, vicoli e piazze furono assorbiti nella nuova struttura difensiva, mentre altri edifici medievali – tra cui le residenze dei Baglioni, il borgo di Santa Giuliana e la chiesa di Santa Maria dei Servi – vennero demoliti. Una parte di quel tessuto urbano sopravvive ancora oggi all’interno della Rocca, trasformato in un affascinante percorso ipogeo che conserva la memoria della città preesistente.
Sul fronte principale, Sangallo ricompose la parte superiore dell’antica porta etrusca di III secolo a.C., la monumentale Porta Marzia, integrandola nel nuovo apparato architettonico come segno di continuità con la storia più antica della città. Per oltre tre secoli la Rocca rimase il simbolo del potere pontificio, fino alla sua demolizione nel 1860, quando Perugia ottenne l’autonomia dal governo della Chiesa e poté riconfigurare questo spazio urbano.
Oggi le strutture superstiti della fortezza sono attraversate dal sistema di viabilità meccanizzata che collega la parte bassa della città con il centro storico, trasformando l’antico complesso militare in un luogo di transito quotidiano e di memoria. Lungo il percorso è collocata una delle opere più significative di Alberto Burri, Il Grande Nero, una scultura cinetica donata dall’artista e stabilmente esposta dal 1984, che introduce un elemento contemporaneo in un contesto carico di storia 1 .
Fonti e note
- 1Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)