Umbria Culture for Family è un progetto della Regione Umbria che valorizza luoghi culturali con servizi e proposte rivolti alle famiglie. Alla verifica del 19 giugno 2026, questa struttura risulta inclusa nell’elenco regionale dei Luoghi della cultura accreditati.
Il museo ha sede nell’ex convento di San Domenico, situato lungo corso Cavour, poco fuori le mura etrusche di Perugia. Dal 1948 il museo occupa gli spazi del complesso conventuale domenicano, eretto sul luogo di una prima chiesa duecentesca sorta nell’area dell’odierno chiostro maggiore, poi ampliato nel corso dei secoli fino ad assumere l’aspetto attuale. Con l’occupazione napoleonica e l’Unità d’Italia fu trasformato in caserma militare sconvolgendone l’assetto originario: nel chiostro maggiore trovò sistemazione la cavalleria, nell’oratorio una stalla e l’antica chiesa fu adattata a refettorio su due livelli. Alla fine della seconda guerra mondiale il complesso fu occupato prima dalle milizie tedesche, poi dalle truppe alleate e, infine, dai rifugiati. Dal 1945, ceduto al Comune, diventa luogo di cultura ospitando l’Archivio di Stato e i Musei Civici. Oltre che per ammirare il complesso architettonico di San Domenico, dal cui chiostro, uno dei più ampi e notevoli della città, è visibile il possente campanile della chiesa, la visita al Museo Archeologico Nazionale rappresenta una preziosa opportunità per conoscere le collezioni di reperti etruschi tra le più ricche d’Italia, formatesi soprattutto nel corso di scavi ottocenteschi alle necropoli in territorio perugino. Accanto ai reperti di più antica acquisizione, il visitatore potrà apprezzare numerosi materiali provenienti dagli scavi susseguitisi dopo la nascita dell’istituzione della Soprintendenza (1964) e presentati al pubblico secondo i più moderni criteri espositivi. Una consistente quantità di reperti preistorici, inoltre, completa il percorso museale. Il Museo accoglie le collezioni etrusco-romane e preistoriche formate a partire dall’Ottocento, ad opera di illustri studiosi susseguitisi nella gestione del patrimonio archeologico della città, all’epoca importante centro di studi etruscologici. Il nucleo centrale dell’esposizione contiene materiali provenienti in gran parte dal territorio e dagli scavi delle necropoli perugine, databili tra l’età arcaica e l’età ellenistica, come il sarcofago dello Sperandio e l’eccezionale complesso di bronzi arcaici da Castel San Mariano, oltre all’ipogeo dei Cutu ricostruito al vero in una distinta sezione dei sotterranei. Nei due livelli del chiostro è esposto invece il lapidario etrusco romano, costituito da molte urne cinerarie, cippi funerari e iscrizioni latine. Al piano superiore sono attualmente sistemati i materiali pre-protostorici di diversi contesti dell’Italia centrale (Umbria, Toscana, Marche e Abruzzo), della collezione Bellucci e dell’insediamento di Cetona (Toscana). Nella grande “sala dei bronzi”, che per quasi mezzo secolo ha esposto le ricche collezioni di oggetti pre-protostorici appartenute a Giuseppe Bellucci e Umberto Calzoni, è allestita una nuova sezione secondo i criteri museografici più recenti, che illustra le dinamiche di sviluppo delle civiltà degli Umbri e degli Etruschi che occupavano rispettivamente la sponda sinistra e quella destra del fiume Tevere, idealmente rappresentato in questo spazio espositivo dal corridoio centrale.
Biblioteca e strumenti di ricerca
Il museo conserva anche una biblioteca specialistica nata nel 1964 con l’istituzione della Soprintendenza alle Antichità dell’Umbria. Il nucleo originario proveniva dai Musei Civici e comprendeva la biblioteca di Giuseppe Bellucci, trasferita al museo dopo la statizzazione delle raccolte. Di particolare interesse è il fondo etnoantropologico formato dallo studioso perugino, nel quale sono presenti rare edizioni dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento. La raccolta si è successivamente sviluppata come strumento di studio dell’archeologia e del patrimonio culturale umbro ed è entrata nel Servizio Bibliotecario Nazionale nel 2012.
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Nuclei e reperti da segnalare
Tra i reperti più noti figura il Cippo di Perugia, blocco in travertino rinvenuto nel 1822 presso il colle di San Marco e inciso con uno dei più lunghi testi conosciuti in lingua etrusca, relativo a un accordo di carattere giuridico. Di particolare interesse è anche la collezione Giuseppe Bellucci, che comprende amuleti, oggetti terapeutici e strumenti legati alle pratiche magico-religiose della tradizione popolare italiana.
Fonti e note
- 1Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)