Abbazia di San Nicolò al Monte Orvietano

Comune: Ficulle
Architettura secondo il periodo: Architettura romanica
Edifici religiosi: Abbazie, eremi, monasteri
Abbazia di San Nicolò al Monte Orvietano
Abbazia di San Nicolò al Monte Orvietano

Situata in una suggestiva valle circondata da boschi, a pochi chilometri da Ficulle e dall’abitato di Olevole, l’Abbazia di San Nicolò al Monte Orvietano è uno dei più antichi e significativi complessi monastici dell’Umbria. La sua storia millenaria, le vicende religiose e politiche che l’hanno attraversata, e il suo legame con figure illustri come San Francesco e il monaco Graziano, ne fanno un luogo di grande fascino e valore storico.

Fondata nel 1007 da monaci benedettini accanto a una chiesa altomedievale preesistente, l’abbazia fu successivamente riordinata da San Romualdo e affidata alla Congregazione camaldolese. Il legame con quest’ordine è testimoniato da un capitello marmoreo dell’XI secolo con il loro stemma, ancora oggi conservato.

Nel 1118, il monastero passò sotto il controllo della famiglia dei Bulgari, conti di Marsciano e proprietari del vicino Castello di Parrano. Nel catasto orvietano del 1292, l’abbazia è citata come "Villa Abbatiae Montis Orvietani", posta all’interno del piviere di Ficulle e descritta come un vero e proprio fortilizio, con mura difensive, torri di avvistamento e baluardi.
Per secoli, l’abbazia fu teatro di aspre lotte tra i conti di Marsciano e i Monaldeschi della Vipera, signori di Ficulle e del Castello della Sala. 

Nel 1471, papa Sisto IV sottrasse l’abbazia al dominio dei conti di Marsciano e la unì ai beni dell’abbazia orvietana dei Santi Severo e Martirio. Successivamente, fu affidata in perpetuo alla Venerabile Mensa Capitolare di Santa Maria Maggiore di Roma. Nel 1525, il Capitolo concesse in enfiteusi l’abbazia alla comunità di Ficulle, e nel 1642 papa Urbano VIII rese tale enfiteusi perpetua, con un canone annuo di 500 scudi. L’anno seguente, il perito Pietro Carri rilevò lo stato di conservazione della Badia, documentando il degrado dell’edificio.

L’Abbazia è celebre per aver accolto, all’inizio del XII secolo, il monaco camaldolese Graziano, giurista e autore del *Decretum Gratiani*, considerato il fondamento del diritto canonico. Dante Alighieri lo colloca tra gli spiriti sapienti nel Paradiso (X, vv. 103-105), accanto a Tommaso d’Aquino e Pietro Lombardo. Graziano fu ricordato anche da papa Giovanni Paolo II nel 1982, in occasione della presentazione del nuovo Codice di Diritto Canonico.

Dal punto di vista architettonico la chiesa abbaziale, con tetto a capanna, ha subito numerose modifiche nel tempo: l’abside fu ricostruita nel 1568, inglobando una precedente struttura semicircolare. 
La facciata presenta un oculo strombato e tracce di una chiesa più antica. Sul lato sinistro sono visibili le fondamenta di una torre poligonale, probabilmente dell’VIII-IX secolo, costruita per superare ostacoli visivi e controllare l’accesso al monastero.
All’interno, dietro l’altare maggiore, si conserva un affresco del 1568 raffigurante la Crocifissione con Maria, San Barnaba, San Nicola, San Giovanni Apostolo e la Maddalena. Degli edifici monastici restano solo alcuni ruderi imponenti, con elementi romanici e gotici, corrispondenti alle antiche celle dei monaci.
Nel corso dei secoli, l’abbazia ha vissuto lunghi periodi di abbandono. Le visite pastorali del 1855 e 1858 ne documentarono la fatiscenza, culminata nel crollo del tetto all’inizio del Novecento. Solo nel 1991, grazie all’impegno del parroco don Rinaldo e di un gruppo di giovani ficullesi, fu possibile ricostruire la copertura della chiesa in capriate lignee, come l’originale. Tuttavia, il resto degli edifici monastici rimane in stato di degrado e pericolante.

Nel 1987 è stato costituito il Comitato pro-Abbadia, che ha promosso il restauro dell’affresco e il ripristino della *Festa della Badia*, celebrata ogni 3 maggio con processione, benedizione delle campagne e Messa in onore della Santa Croce.1

Fonti e note

  1. 1

    Barbanera, Anna Maria. “L’Abbadia di San Nicola al Monte Orvietano.” Lettera Orvietana, vol. 7, 2006, p. 17.

    Bianchi, Rossana, et al. Il mulino di Ficulle e la gestione delle acque nella Val di Chiana romana. Città della Pieve, Tipolit. Pievese, 2007.

    Casagrande, Giovanna. “Monaci e Ordini Mendicanti nell’Umbria del secolo XIII.” L’Umbria nel XIII secolo, edited by Enrico Menestò, CISAM, 2011, pp. 45–71.

    Guarino, Francesco, and Alberto Melelli. Abbazie benedettine in Umbria. Photographs by Bernardino Sperandio, Quattroemme, 2008, p. 189.

    Sensi, Mario. “Monasteri e conventi nella diocesi di Orvieto in età medievale.” Storia di Orvieto. Il Medioevo, edited by Giuseppe M. Della Fina and Corrado Fratini, Arte-Cultura-Sviluppo, 2007, pp. 103–129.

    Conferenza Episcopale Italiana. “Chiesa della Abbadia di San Nicolò al Monte Orvietano.” Le Chiese delle Diocesi Italiane, www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedacc.jsp?sercd=88589#. Accessed Nov. 2025.

    Ministero della Cultura. “Badia di San Nicola al Monte Orvietano.” Beni Abbandonati, https://beniabbandonati.cultura.gov.it/beni/badia-di-san-nicola-al-monte-orvietano/. Accessed Nov. 2025.

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