Sistema Territoriale di Interesse Naturalistico Ambientale (S.T.I.N.A.)

Natura e paesaggio: Parchi
Superficie (Ettari)
44.270

Nel cuore dell’Umbria sud-occidentale, tra paesaggi collinari, boschi secolari e forre nascoste, si estende il Sistema Territoriale di Interesse Naturalistico-Ambientale Monte Peglia Selva di Meana (S.T.I.N.A.), istituito con L.R. 4, 13.01.00 (EUAP1173), ha una superficie protetta di Ha 4.535, ma interessa un'area di tipo alto-collinare e montano, estesa su ha 47.159, ricadente nei Comuni di Allerona, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Montegabbione, Monteleone d'Orvieto, Orvieto, Parrano, San Venanzo, Todi.
Tre aree protette – il Parco Vulcanologico di San Venanzo, il Bosco dell’Elmo-Melonta e la Selva di Meana – costituiscono i nuclei più tutelati del sistema, affiancati da altrettanti siti della rete Natura 2000, riconosciuti a livello europeo per la loro importanza ecologica. In particolare ricadono inoltre all'interno dello S.T.I.N.A. i seguenti siti della Rete Natura 2000, previsti ai sensi della direttive comunitarie n. 92/43/CEE (direttiva "Habitat") e n. 79/409/CEE (direttiva "Uccelli"):

  • pSIC IT 5220001 "Bagno minerale di Parrano"
  • pSIC IT 5220002 "Selva di Meana"
  • pSIC IT 5220003 "Bosco dell'Elmo"
  • pSIC IT 5220004 "Boschi di Prodo e Corbara"
  • ZPS IT 5220024 "Valle del Tevere: laghi di Corbara ed Alviano"

Questi luoghi non solo conservano habitat prioritari, ma offrono anche esperienze immersive per chi ama la natura: escursioni a piedi, in mountain bike o a cavallo, torrentismo nei fossi selvaggi, e visite speleologiche alle suggestive Tane del Diavolo.

Il territorio dello S.T.I.N.A. è caratterizzato da una sorprendente varietà morfologica: si passa dai fondovalle fluviali del Tevere, a circa 140 metri di altitudine, fino alle cime del Monte Peglia che superano gli 800 metri. Questa diversità altimetrica si riflette nella ricchezza degli ecosistemi, dove si alternano boschi di cerro e leccio, faggete, praterie secondarie punteggiate da orchidee spontanee, e rimboschimenti di conifere. Tra le specie vegetali più rare spicca la santolina etrusca, endemica dell’Italia centrale.

Il S.T.I.N.A. è anche rifugio per una fauna di grande interesse: qui vivono il lupo, la martora, il gatto selvatico, e numerose specie di uccelli rapaci e notturni. Particolarmente significativa è la presenza della testuggine palustre, osservata nella Selva di Meana, unico sito noto in Umbria per questa specie protetta. I corsi d’acqua ospitano pesci autoctoni come il barbo tiberino e la trota fario, mentre le grotte e le cavità naturali sono habitat per diverse specie di pipistrelli.

Per garantire la tutela dell’ambiente e la sicurezza dei visitatori, l’accesso alle aree protette è regolamentato. È obbligatorio seguire i sentieri segnalati, evitare il disturbo alla fauna e rispettare le norme regionali in materia ambientale. Le attività turistiche sono promosse in modo sostenibile dall’Ente gestore, la Comunità Montana Orvietano Narnese Amerino Tuderte, che coordina anche la valorizzazione culturale e didattica del territorio.1

Punti di Interesse nel Parco

Le Tane del Diavolo sono un complesso di grotte di origine carsica situate nella località di Parrano. Questo affascinante sito è di grande interesse geologico e archeologico, accessibile solo a esperti o con guida. Le grotte si trovano all'inizio di una forra con alte pareti rocciose e ospitano una sorgente di acque termali calde (28°C), rendendole un luogo misterioso e suggestivo. Questo punto di interesse offre un'opportunità unica per esplorare le meraviglie sotterranee della regione e scoprire la storia naturale e culturale del territorio.

Il Monte Peglia, pur non essendo incluso nelle aree naturali protette, è considerato il "polmone dell'Umbria" grazie al suo ricco patrimonio forestale. Con un'altezza di 837 metri sul livello del mare, il monte è facilmente riconoscibile grazie alle antenne poste sulla sua cima. Il paesaggio circostante è caratterizzato da una vegetazione lussureggiante e da corsi d'acqua che creano un habitat ideale per molte specie di flora e fauna. Durante i mesi estivi, il Monte Peglia è una meta popolare per picnic e attività all'aperto, offrendo sentieri panoramici e aree di sosta immersi nella natura.

La Scarzuola è un affascinante complesso architettonico situato a Montegabbione, costruito accanto a un antico convento francescano fondato da San Francesco d'Assisi nel 1218. Il sito è noto per la sua "Città Ideale", un'opera dell'architetto Tomaso Buzzi, realizzata tra il 1958 e il 1978. La Scarzuola è caratterizzata da giardini tematici, architetture surreali e un'atmosfera magica, rendendola un luogo di grande interesse per gli amanti dell'arte e dell'architettura. È possibile visitare il complesso su prenotazione, offrendo ai visitatori un'esperienza unica di esplorazione culturale e storica.

La Villa Cahen, costruita nel 1880 in stile liberty, è un prestigioso esempio di architettura storica situata nella valle del fiume Paglia. Questo edificio affascinante, progettato dal finanziere Edouard Cahen, è circondato da giardini all'italiana, un limonaio e un giardino giapponese. La villa è visitabile su prenotazione e offre un'opportunità per esplorare la storia e la cultura della regione, oltre a godere di una vista panoramica mozzafiato. La villa rappresenta un importante patrimonio culturale e architettonico, rendendola un punto di riferimento significativo nel parco.

 

Le Aree del Parco

Il Parco di Villalba è un'area naturale protetta che si estende per circa 25 ettari, caratterizzata da una ricca biodiversità e da una fitta vegetazione. Questo parco è noto per la sua foresta di latifoglie, che ospita numerose specie di piante e animali. Qui si possono trovare anche diverse varietà di orchidee, rendendo il parco un luogo ideale per gli appassionati di botanica. Il parco offre aree attrezzate per picnic, con tavoli e bracieri, rendendolo perfetto per una giornata all'aria aperta. I sentieri ben segnalati permettono di esplorare la bellezza naturale della zona, offrendo panorami suggestivi sulla campagna circostante.

La Selva di Meana è la più vasta delle tre aree protette all'interno del sistema S.T.I.N.A., coprendo 3.255 ettari. Questa area è caratterizzata da boschi di latifoglie, dove si possono osservare specie vegetali rare come la santolina etrusca e quasi 40 specie di orchidee. La Selva di Meana è un habitat ideale per molte specie di fauna selvatica, tra cui uccelli e piccoli mammiferi. La presenza di corsi d'acqua puri e freschi, come il torrente Chiani, contribuisce alla ricchezza ecologica della zona. I visitatori possono godere di percorsi escursionistici che si snodano tra la vegetazione lussureggiante, offrendo un'esperienza immersiva nella natura.

Il Bosco dell’Elmo si estende su una superficie di 1.268 ettari e rappresenta un sistema collinare con il Monte Melonta come punto più alto (623 m). Questa area è caratterizzata da fitte foreste di lecci e corbezzoli, creando un ambiente ricco di biodiversità. I sentieri nel Bosco dell’Elmo offrono opportunità per escursioni panoramiche, con viste spettacolari sui corsi d'acqua e sulla vegetazione circostante. La purezza delle acque è testimoniata dalla presenza di granchi d'acqua dolce e di altre specie acquatiche. Il bosco è anche un rifugio per diverse specie di uccelli e mammiferi, rendendolo un luogo ideale per l'osservazione della fauna.

L'Area Naturale Protetta di San Venanzo è un sito di grande interesse vulcanologico, estendendosi su 126 ettari. Questa area è famosa per i suoi tre vulcani, attivi fino a circa 265.000 anni fa, e per la sua geologia unica. Il paesaggio è caratterizzato da formazioni rocciose e terreni vulcanici, che offrono un'opportunità unica per studi scientifici e didattici. Sebbene non sia particolarmente ricca dal punto di vista botanico, l'area presenta un patrimonio geologico e storico di grande valore. I visitatori possono esplorare percorsi che collegano i vari punti di interesse, inclusi il Museo Vulcanologico e il Centro di Educazione Ambientale di Settefrati.

I Calanchi, noti anche come "crete" o "burroni", sono un fenomeno di erosione del terreno che crea un paesaggio affascinante e suggestivo. Questa area è caratterizzata da creste, guglie e valli, risultando in un panorama mozzafiato. I calanchi si estendono tra Allerona e Fabro, offrendo una vista spettacolare che può essere ammirata percorrendo il Sentiero delle Crete. L'erosione ha creato un habitat unico per diverse specie di flora e fauna, rendendo questa zona un luogo ideale per gli escursionisti e gli amanti della fotografia naturalistica. 

L'area è facilmente raggiungibile sia utilizzando l'adiacente tracciato della E45 (S.S. 3 bis) dalla quale si arriva a S. Venanzo, sia utilizzando l'asse viario dell' "Autosole" con la sua uscita nell'area dell'Orvietano.

Tracciati e mappe scaricabili2

 

Fonti e note

  1. 1

    Habitat del Sistema Territoriale STINA - Edizioni Compagnia delle Foreste, 2015, scaricabile all'url S.T.I.N.A. - Regione Umbria visitato nel mese di settembre 2025

  2. 2

    Regione Umbria. “S.T.I.N.A. - Sistema Territoriale di Interesse Naturalistico Ambientale.” Regione Umbria, https://www.regione.umbria.it/stina. Visitato novembre 2025.