L’edificio che ospita il Museo archeologico Colfiorito (MAC) affaccia sul paesaggio appenninico ed è destinato a contenere i reperti storici provenienti dall’area archeologica di Colfiorito, piccola località di montagna nel comune di Foligno posta lungo un importante snodo viario che collegava già in antico l'Umbria, la Sabina e la costa Adriatica.
Espone reperti provenienti da scavi effettuati in gran parte nell’area di Colfiorito e dei suoi Altipiani a partire dagli anni sessanta del Novecento. È dedicato ai Plestini, popolazione di origine umbra qui soprattutto attestata nel momento più maturo del suo sviluppo (VII-V secolo a.C.).
Il percorso è organizzato in sezioni tematiche, dove, oltre a pannelli illustrativi e postazioni multimediali, vi sono anche ricostruzioni di alcuni contesti di ritrovamento. Al piano terra è il lapidario, composto da reperti provenienti dall’area della città romana e dal territorio plestino: vasche, cornici e colonne, ma anche iscrizioni. Il primo piano è interamente dedicato alla necropoli preromana di Colfiorito, frequentata dal IX al III secolo, con l’esposizione dei corredi e di due tombe ricostruite in dimensioni reali.
Al secondo piano sono illustrati gli abitati e i santuari, e in particolare il castelliere di monte Orve e il santuario della dea Cupra, da cui provengono quattro lamine bronzee con iscrizioni che indicano la divinità come “madre dei Plestini”.
Chiude il percorso la sezione dedicata all’organizzazione urbana di Plestia e agli insediamenti rustici sorti nell’area degli Altipiani.
Completa la visita quella al Parco naturalistico di Colfiorito e al museo a lui dedicato, situato nelle immediate vicinanze.
Architettonicamente il museo presenta un corpo di fabbrica di nuova costruzione che realizza il collegamento tra due fabbricati preesistenti, incastonati all’interno di un’unica grande copertura. L’immobile è infatti costituito da due edifici preesistenti e da un nuovo corpo centrale a forma di cuneo, all’interno del quale è l’esposizione museale sopra descritta.
La struttura portante dell’edificio è realizzata con tecnologie a secco che prevedono l’utilizzo di profilati in acciaio; la copertura metallica triangolare ricalca la forma del lotto e raccorda mediante un unico elemento il dislivello esistente tra le quote di monte e di valle, realizzando all’estremità un grande sbalzo che segnala la presenza del nuovo museo, evidenziata anche dalla grande facciata vetrata che genera un forte contrasto tra preesistenze e nuovo edificio.
L’edificio si configura come esempio di integrazione virtuosa tra preesistenza e nuova realizzazione, in cui entrambi gli elementi concorrono alla definizione di uno spazio architettonico inedito.
L'opera di Roberto de Rubertis e dello Studio MTè iniziata nel 1998 e terminata nel 2009. 1
Fonti e note
- 1
Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)
"Mac - museo archeologico colfiorito – Scheda Opera". Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi, Ministero della Cultura – Direzione generale Creatività contemporanea, Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale, responsabile scientifico Paolo Belardi, scheda ultima modifica 2025-02-04 15:17:10. https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/scheda-opera?id=3095