Palude di Colfiorito

Comune: Foligno
Natura e paesaggio: Zone di Protezione Speciale (ZPS)
Codice Sito
IT5210072
Superficie (Ettari)
188,70

Il formulario descrive la palude come una conca di origine carsico-tettonica con uno specchio d’acqua permanente soggetto a oscillazioni stagionali del livello. Il valore del sito è soprattutto geobotanico: fitocenosi idrofitiche, elofitiche e prati umidi costituiscono uno dei migliori esempi di zona umida dell’Italia centrale e uno dei rarissimi sistemi ancora ben conservati tra le conche appenniniche di questo tipo. Sono richiamati canneti, cariceti, prati umidi e frammenti di torbiera con specie floristiche rare o minacciate, oltre a una notevole importanza per uccelli di canneto e svernanti. Le principali pressioni individuate nel formulario riguardano la coltivazione delle aree contigue, la riduzione dei prati torbosi e umidi, le immissioni di idrofite non controllate, l’apertura di canali nel canneto e gli incendi volontari della vegetazione elofitica. citeturn57search1turn40view5turn35search0turn58view6

Altre caratteristiche utili: il sito ricade nella grande area umida dei piani di Colfiorito, di primaria importanza per l’avifauna palustre; nel formulario compaiono, tra le specie più note, tarabuso, moretta tabaccata, falco di palude, tarabusino e numerosi ardeidi e limicoli. citeturn35search0turn40view5 ## Schede dei siti del Ternano

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Fonti e note

  1. 1Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
Habitat Direttiva
  • 3140 - Acque oligomesotrofe calcaree con vegetazione bentica di Chara spp.: L’habitat include corpi d’acqua dolce di dimensioni e profondità variabili, con acque generalmente oligomesotrofiche, calcaree, povere di fosfati, a carattere sia permanente che temporaneo, colonizzati da specie di Charophyceae (le cosiddette "alghe a candelabro") che danno origine a praterie sommerse. Le alghe risultano generalmente dominanti ma possono talora essere frammiste a specie vascolari acquatiche.
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition: L'Habitat 3150 si sviluppa in ambienti lacustri o palustri, con acque stagnanti eutrofiche generalmente ricche di basi. È costituito da vegetazione idrofitica, tipicamente azonale, che può essere sia sommersa che natante, flottante o radicante. In particolare, comprende la vegetazione radicante sommersa (generalmente con organi fiorali emergenti) o natante, bentopleustofitica, mesopleustofitica e acropleustofitica (= vegetazione idrofitica flottante che si sviluppa rispettivamente sulla superficie, tra la superficie ed il fondo, o sul fondo dei corpi d’acqua, in quest’ultimo caso con eventuale possibilità di radicare). Le specie dominanti sono generalmente entità ad ampia distribuzione, in alcuni casi subcosmopolite.
  • 3260 - Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho- Batrachion.: L'Habitat include le comunità a dominanza di macrofite acquatiche a portamento prevalentemente sommerso (con apparati riproduttivi generalmente emersi) che si sviluppano nei corsi d’acqua a corrente con velocità più o meno accentuata. Si tratta di cenosi spesso povere di specie, che possono tipicamente comprendere entità vascolari, alghe e muschi acquatici. Necessitano di un buon apporto di luce, perciò tendono a non svilupparsi nei corsi d'acqua ombreggiati dalla vegetazione spondale o in presenza di acque poco trasparenti.
  • 3270 - Fiumi con argini melmosi con vegetazione del Chenopodion rubri p.p e Bidention p.p.: L'Habitat comprende le comunità annuali nitrofile pioniere, a dominanza di specie erbacee di taglia media, che si sviluppano sulle rive dei corpi d'acqua periodicamente emerse dove i sedimenti ancora umidi si arricchiscono naturalmente di nutrienti (soprattutto nitrati). Il substrato può essere composto da sabbie, limo, argilla in proporzioni variabili, meno frequentemente da ghiaia. In primavera, con l'abbassamento del livello idrico, si verifica l'emersione delle sponde fangose che vengono colonizzate dalla vegetazione nel periodo estivo-autunnale. Da un anno all'altro queste comunità vegetali possono mutare in superficie e distribuzione, in funzione dell'idrologia e del rimodellamento morfologico delle sponde.
  • 6210(*) - Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee): L'Habitat comprende le praterie perenni, più o meno ricche di specie, a dominanza di graminacee emicriptofitiche e con una componente variabile di camefite, da aride a semi-mesofile, diffuse nei Piani bioclimatici Submeso-, Meso- e Supra-Temperato, talora interessate da una ricca presenza di specie di Orchidaceae ed in tal caso considerate prioritarie (*). Si tratta tipicamente di praterie secondarie, la cui conservazione è strettamente subordinata al mantenimento delle pratiche di pascolo brado, nel rispetto di un carico sostenibile di capi pascolanti. In assenza delle tradizionali attività pastorali si assiste allo sviluppo di nuclei arbustivi (a dominanza, a seconda delle condizioni ecologiche del sito, di Juniperus oxycedrus subsp. deltoides, J. communis, Spartium junceum, Cytisus sessilifolius, C. scoparius, Pteridium aquilinum, Emerus major subsp. emeroides, Prunus spinosa, Rosa gr. canina, Crataegus monogyna, Pyracantha coccinea, Rubus ulmifolius e altre entità). Viceversa, in presenza di un carico eccessivo di bestiame si assiste a fenomeni di erosione, rottura del cotico erboso, compattamento del suolo, banalizzazione della composizione floristica con diffusione di specie nitrofile. Si tratta di comunità endemiche dell’Italia appenninica, che si sviluppano su substrati di varia natura: da litotipi calcarei a marne, calcareniti e arenarie. Secondo il Manuale europeo (European Commission, 2013), per individuare il carattere prioritario deve essere soddisfatto almeno uno dei seguenti criteri: (a) il sito ospita un ricco contingente di specie di orchidee; (b) il sito ospita un’importante popolazione di almeno una specie di orchidee ritenuta non molto comune a livello nazionale; (c) il sito ospita una o più specie di orchidee ritenute rare, molto rare o di eccezionale rarità a livello nazionale.
  • 7230 - Torbiere basse alcaline: Torbiere basse alcaline legate a sistemi di zone umide, del tutto o per la maggior parte occupati da comunità torbigene, a dominanza di carici calcicole di piccola taglia e muschi bruni. Si sviluppano su suoli permanentemente inondati da acque calcaree, soligene o topogene, ricche di basi, con falda superficiale (la formazione di torba avviene generalmente in acqua). Si tratta di habitat tipici del Macrobioclima Temperato e diffusi in Italia settentrionale sia sulle Alpi che nell’avanterritorio alpino quali resti di un’antica vegetazione periglaciale che, sporadicamente, si estende nell’Appennino centrale e meridionale. I sistemi delle torbiere basse alcaline possono includere elementi delle praterie umide (Molinietalia caerulaeae, CORINE 37), dei cariceti (Magnocaricion, CORINE 53.2), dei canneti (Phragmition, CORINE 53.1), dei cladieti (CORINE 53.3, Habitat 7210*), aspetti delle torbiere di transizione (CORINE 54.5, 54.6, Habitat 7140) e della vegetazione acquatica e anfibia (22.3, 22.4) o legata alle sorgenti (54.1).
Fonte
Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
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