Abbazia di San Silvestro di Collepino

Comune: Spello
Edifici religiosi: Abbazie, eremi, monasteri
Abbazia di San Silvestro di Collepino
Abbazia di San Silvestro di Collepino

L'abbazia di San Silvestro di Collepino sorge sul versante meridionale del Monte Subasio, in un’area abitata da epoche remote, dove le comunità montane trovavano rifugio e risorse quando le pianure erano malsane e difficili da attraversare. 
In questo contesto si inserisce la fondazione dell’abbazia, collocata dalle fonti tra l’XI e il XII secolo. Le tradizioni locali attribuiscono l’iniziativa a san Romualdo, mentre altre versioni la collegano a san Benedetto; la documentazione più antica, però, risale al 1153, quando il complesso viene posto sotto l’autorità camaldolese1.

Nel corso del Medioevo l’abbazia acquisì un ruolo di primo piano, esercitando il controllo su gran parte delle chiese di Spello e mantenendo rapporti con pontefici e figure religiose di rilievo. 
Le tensioni con la comunità di Santa Maria Maggiore e con il monastero di Vallegloria portarono a conflitti protratti per decenni, fino alla soppressione temporanea del complesso nel XIII secolo. Dopo alterne vicende, i monaci furono reintegrati nel 1254, ma la stabilità durò poco: nel 1535 l’abbazia venne distrutta per ordine di Paolo III, accusata di aver dato rifugio ai Baglioni.

Dal XVII secolo il complesso passò sotto la gestione del clero locale e conobbe un lento declino strutturale. Solo nel 1969 iniziò una nuova fase, quando la chiesa e i resti del monastero furono affidati alle Piccole Sorelle di Maria, che vi fondarono l’Eremo della Trasfigurazione, ancora oggi attivo.

Architettonicamente l'abbazia di San Silvestro di Collepino si presenta oggi come un insieme ridotto rispetto all’estensione originaria, ma conserva elementi di grande interesse. La chiesa romanica, unica parte rimasta integra insieme alla torre campanaria, era in origine più ampia, con navata unica e un presbiterio rialzato concluso da una grande abside. L’altare attuale è ricavato da un sarcofago romano decorato da motivi strigilati, testimonianza del riuso di materiali antichi che caratterizzò la costruzione.

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Abbazia di San Silvestro di Collepino
Abbazia di San Silvestro di Collepino

Nella zona absidale sopravvive un dipinto quattrocentesco con la Madonna col Bambino, mentre sotto il presbiterio si apre la cripta, uno degli elementi più peculiari del complesso. La sua struttura triastila - sostenuta da tre colonne di materiali diversi,  rispettivamente di bardiglio greco, breccia africana e granito orientale - rappresenta un’anomalia architettonica rara in Umbria, condivisa solo con un’altra cripta sul versante opposto del Subasio, l'abbazia di San benedetto dove parallelamente c’è un’altra Cripta Triasila. 
Una delle colonne appare levigata dall’usura delle mani dei fedeli, che vi si recavano per chiedere guarigione dai dolori alle ossa.

Nei pressi dell’abbazia si conserva inoltre la presa di un antico acquedotto romano, un tempo collegato a Collepino tramite tubi in terracotta, di cui restano frammenti nel bosco circostante.
Dall'abbazia di San Silvestro provengono le campane della chiesa parrocchiale di Santa Maria di Collepino, su una delle quali, fusa nel 1230, si legge il nome dell' abate Rodolfo: Abbas Rodulfus

La storia dell’abbazia è strettamente legata alla fonte di San Silvestro, ritenuta per secoli dotata di proprietà terapeutiche2. Le sue acque erano considerate capaci di favorire la produzione di latte nelle puerpere e negli animali, una credenza che affonda probabilmente le radici nei culti precristiani dedicati a Silvano. Ex voto come cuffiette, scarpine e fasciatoi testimoniano la continuità di questa devozione fino al Novecento.
Attorno al monastero sono nate numerose leggende popolari: dalle impronte del cavallo di San Silvestro, visibili su un masso nei pressi dell’abbazia, al miracolo dei rapi cresciuti in un solo giorno per sfamare dei poveri. Questi racconti, insieme alle tradizioni liturgiche legate alla festa del santo, mostrano quanto il complesso fosse radicato nella vita della comunità locale3.

Fonti e note

  1. 1

    Secondo la tradizione l'abbazia fu fondata nel 523 da san Benedetto. Secondo lo Jacobilli fu fondata da san Romualdo nel 1025, mentre per il Mittarelli la data di fondazione potrebbe essere anticipata al 1005-09. Sperandio, B., Chiese romaniche in Umbria. Perugia: Quattroemme. 2001. p.107

  2. 2

    Dal resoconto della visita pastorale effettuata nel 1911 dal vescovo di Foligno, Giorgio Gusmini (1910-1914), sappiamo che l'acqua della fonte di San Silvestro era usata anche per
    curare l'ipogalattia degli animali. Farnedi, G., Togni, N. (2014). Monasteri benedettini in Umbria: alle radici del paesaggio umbro. Regione Umbria: Cesena : Centro Storico Benedettino Italiano, 2014. p. 219.
     

  3. 3

    Sperandio, B., Chiese romaniche in Umbria. Perugia: Quattroemme. 2001. p.107.
    Farnedi, G., Togni, N. (2014). Monasteri benedettini in Umbria: alle radici del paesaggio umbro. Regione Umbria: Cesena : Centro Storico Benedettino Italiano, 2014. pp. 218-222.

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