Abbazia di San Giovanni di Pian del Carpine

Comune: Magione
Edifici religiosi: Abbazie, eremi, monasteri
Perché è interessante
La Badia è la chiesa di San Giovanni Battista, costruita nella seconda metà del XII secolo sul modello cistercense francese e oggi cappella del castello di Magione. Il restauro del 1964 ha riportato alla luce arcate e affreschi rinascimentali di scuola umb

Con il nome di “La Badia” si indica la chiesa di San Giovanni Battista, oggi cappella interna del castello dei Cavalieri di Malta di Magione. Dal XVII secolo anche l’intero castello viene identificato come badia. Alcune fonti qualificano l’insediamento come benedettino.

Costruita nella seconda metà del XII secolo, la chiesa fu all’origine annessa all’ospedale per i pellegrini e si salvò almeno in parte dalla distruzione del 1261. Ricalcava il modello cistercense francese, con una navata coperta da volta a botte e pareti laterali sostenute da arcate. L’abside fu demolita nel 1471, durante la costruzione del bastione nord del castello. Nel XVII secolo la chiesa fu probabilmente ridotta, quando l’ingresso del castello venne spostato sul lato nord-ovest per far passare i carri agricoli. Perse così oltre metà della superficie e assunse le dimensioni di una cappella. Oltre la parete esterna si apriva in origine un’altra navata, dove forse trovavano riposo pellegrini e malati.

Le arcate poggiano in parte su paraste rettangolari e in parte su una coppia di pilastri scanalati, forse destinati a separare il clero dai fedeli. Uno dei pilastri ha un capitello del XII secolo con quattro fiere e protomi umane. Il restauro del 1964 eliminò gli inserti murari moderni, liberò le arcate cieche e riportò alla luce gli affreschi.

Le due arcate centrali ospitano una Adorazione dei pastori e una Madonna con il Bambino tra i santi Giovanni Battista e Giacomo, patroni dell’Ordine di Malta e dei pellegrini. Di scuola umbra rinascimentale, vicina a Perugino e Pinturicchio, furono probabilmente commissionati nei primi anni del Cinquecento dal cardinale Giovan Battista Orsini, priore commendatario nel 1502, anno della congiura di Magione: il suo stemma compare sulla sacchetta di san Giacomo. Lo storico dell’arte Mirko Santanicchia ha proposto per la Madonna Fiorenzo di Lorenzo o un suo allievo e per l’Adorazione Antonio da Viterbo detto Pastura, collaboratore di Pinturicchio.

Sotto la Madonna affiora un affresco più antico, della metà del Quattrocento, con il Cristo risorto, il calice del Graal, un angelo con un cero e la croce sul Golgota: è di qualità inferiore e molto danneggiato. Dal restauro del 1964 l’altare ospita un crocifisso ligneo del XV secolo, proveniente dalla chiesa perugina di San Luca e di proprietà dell’Ordine 1 .

Fonti e note

  1. 1

    Sperandio, Bernardino, Chiese romaniche in Umbria, introduzione di Bruno Toscano, fotografie di Bernardino Sperandio, Perugia, Quattroemme, 2001, p. 80.
    Farnedi, G., Togni, N., Monasteri benedettini in Umbria: alle radici del paesaggio umbro. Regione Umbria. Cesena: Centro Storico Benedettino Italiano, 2014, p.93.

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