Corciano Antiquarium

Comune: Corciano

Umbria Culture for Family è un progetto della Regione Umbria che valorizza luoghi culturali con servizi e proposte rivolti alle famiglie. Alla verifica del 19 giugno 2026, questa struttura risulta inclusa nell’elenco regionale dei Luoghi della cultura accreditati.

L’Antiquarium comunale di Corciano è situato in bella posizione al margine occidentale della città, subito fuori la poderosa cinta muraria quattrocentesca, e propone un nuovo modo di concepire l’attività museale: non più luogo di esposizione statica, ma veicolo di conoscenza dinamica. Aperto nel 2009, accoglie reperti che già dagli anni Novanta del secolo scorso erano in parte conservati presso il Palazzo Comunale. 

Disegno dell'entrata dell'Antiquarium
Antiquarium: entrata

Il percorso espositivo, impostato su criteri prevalentemente cronologici e articolato nei principali temi culturali, ricostruisce la presenza dell’uomo nel territorio corcianese: le sue realizzazioni, l’economia, la religiosità, i rapporti con gli altri uomini e con il potere politico. L’itinerario si sviluppa attraverso tre sezioni:

  • Paleontologia - La visita dell’Antiquarium inizia con la sezione paleontologica. I resti fossili delle ammoniti mesozoiche di Migiana (Giurassico inferiore) e quelli dei mammiferi quaternari di Ellera (Pleistocene inferiore), accompagnati da un aggiornato apparato didattico, illustrano due lontane e importanti tappe della storia naturale del territorio di Corciano.
  • Preistoria e Protostoria - Nell’assenza di testimonianze riferibili specificamente al territorio di Corciano, la Collezione Augusto Mori, costituita principalmente da manufatti litici raccolti in varie località della regione, offre un interessante quadro dell’Umbria preistorica. I materiali più significativi provengono dai pressi di Sant’Egidio (Assisi) e appartengono a due gruppi principali, uno riferibile al Paleolitico superiore, l’altro all’età del Rame. Nell’età del Bronzo il territorio di Corciano svolse un ruolo di collegamento tra Perugia e il lago Trasimeno, dove sono state rinvenute significative testimonianze di questo periodo. Nella prima età del Ferro, tra Perugia e il lago si affermò quella che viene abitualmente definita “Cultura Villanoviana”, caratterizzata da un patrimonio di decorazioni geometriche incise sulle superfici dei vasi, disposte a sottolinearne le varie parti.
  • Archeologia classica - La sezione si apre con la presentazione dell’età arcaica. Nell’aprile del 1812, nei pressi di Castel San Mariano (l’attuale San Mariano), fu rinvenuta in circostanze fortuite una ingente quantità di bronzi appartenenti alla sepoltura o, forse, a un ricco deposito di potenti personaggi, databile al VI secolo a.C. I materiali facevano parte di un imponente armamentario per la preparazione dei cibi e per il banchetto, oltre che di strumenti di uso personale e di lamine di rivestimento di tre carri — due currus e un carpentum — simboli di ricchezza e di potere. Questi ultimi furono venduti subito dopo la scoperta dagli scavatori clandestini ai maggiori collezionisti del tempo e successivamente acquisiti dal Museo Archeologico di Perugia e da altri importanti musei europei; nell’Antiquarium se ne ammirano le ricostruzioni a grandezza naturale di uno dei due currus e del carpentum.

Segue il sarcofago delle Volpaie, che appartiene a una tipologia di monumenti realizzata con una varietà di calcare nota come pietra fetida, diffusa nei territori di Chianciano, Chiusi, Cetona e Sarteano. Sarcofagi di questo materiale sono presenti in varie località dell’Etruria interna; la loro produzione viene fatta risalire all’area chiusina a partire già dalla fine del VI sec. a.C., con massima fioritura nel V sec. a.C. e una limitata ripresa tra la fine del IV e la metà del III sec. a.C.

La parte dedicata ai santuari si concentra sull’esposizione di bronzetti votivi ed elementi decorativi in terracotta. Sviluppatisi lungo le principali vie di comunicazione e al culmine dei rilievi, i santuari erano semplici recinti o altari dedicati alle divinità, alle quali venivano offerti voti a tutela della salute del corpo, della fecondità e del benessere degli allevamenti.

L’età ellenistica è rappresentata dai materiali recuperati nelle necropoli etrusche di Strozzacapponi e di Fosso Rigo. Particolarmente interessanti sono le ricostruzioni, a dimensione naturale, di tre sepolture, con i materiali di corredo collocati nella posizione originaria di ritrovamento all’interno della camera, oltre all’intero corredo della Tomba dei Letti funebri, costituito da otto urne in travertino caratterizzate ancora dalle ricche policromie del tempo, da materiali ceramici e dagli elementi in bronzo di due letti funebri dei quali sono presentate le ipotesi ricostruttive.

Segue la sezione dedicata alla presenza romana nel territorio, che fu intensa e favorita da un articolato sistema di strade che aveva nella via Amerina l’asse di riferimento. Il carattere etrusco dei costumi, dei riti e dei monumenti restò comunque inalterato fino alla vigilia del definitivo prevalere di Roma, in seguito agli avvenimenti che segnarono profondamente il territorio nel I sec. a.C. Con la romanizzazione, la campagna corcianese venne progressivamente occupata con la costruzione di villae, tipiche strutture insediative con una parte riservata a fini residenziali e un’altra destinata all’attività produttiva. Di questa fase si presentano piccoli oggetti di uso domestico, parti di abitato e due sepolture “alla cappuccina” con i relativi corredi.

I leoni in travertino
All’età imperiale potrebbero appartenere i due leoni in travertino noti come “simbolo del borgo di Corciano”: due integerrimi guardiani che proteggono le mura e la storia del piccolo paese. Le prime notizie sulle due sculture sono contenute nel Codice Vaticano Latino 4834, all’interno de “Il Conto di Corciano e di Perugia”, ovvero la leggenda di fondazione del borgo ad opera di Coragino, compagno di Ulisse, e su di essi è narrata un’antica leggenda che spiegherebbe il motivo per cui una delle due figure presenta la testa scalfita. Dalle origini di Corciano fino al 2008 i leoni sono stati alla guardia dell’ingresso del borgo; ragioni di tutela e conservazione ne hanno reso necessario, a fine 2008, il trasferimento all’interno dell’Antiquarium. Il vuoto da loro lasciato nel paese è stato così sentito da corcianesi e turisti che, nel 2024, il Comune ha realizzato delle copie a grandezza naturale degli originali, ricollocate nella loro storica ubicazione 1 .

Il museo aderisce al progetto Gran Tour Trasimeno 2.0

 

Fonti e note

  1. 1

    Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/).
    Comune di Corciano. Antiquarium. Portale istituzionale del Comune di Corciano, https://www.comune.corciano.pg.it/area_letturaLuogo/860/pagsistema.html. Visitato nel mese di settembre 2026.
    "Guida all’esposizione", a cura del Dott. Paolo Bruschetti della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria e del Dott. Alberto Trombetta dell’Ufficio Cultura e Turismo del Comune di Corciano. Cfr. Deliberazione del Consiglio Comunale n. 6 del 15/01/2009 - ISTITUZIONE MUSEO CORCIANO ANTIQUARIUM

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