Il Santuario della Madonna delle Lacrime di Trevi è un interessante esempio di chiesa rinascimentale in Umbria. La chiesa fu eretta tra 1487 e 1522 su progetto di Francesco di Pietrasanta, per custodire un’immagine dipinta della Madonna, creduta miracolosa, una "Maestà" che tale Diotallevi di Antonio Santilli aveva fatto dipingere il 3 ottobre del 1483, vigilia della festa di San Francesco. "Ora avvenne che il Venerdì 5 Agosto 1485 ci fu chi vide sgorgare dagli occhi di quella Madonna qualche lagrima di color sanguigno"1. A seguito di tale fatto venne prima edificata una semplice edicola in muratura, mentre nel "1487 et addì XXVII de Marzo de Mercordì furono comenzati ad fare li fundamenti de la ecclesia de Santa Maria de le Lagrime; et era in quillo dì Perfrancisco de meser Francischino [Lucarini] alla «custodia della dicta cappella. el sopradicto fundamento ad fare comenzare"2. L’affresco, tutt’ora esistente e visibile sull’altare del transetto di sinistra, rappresenta la Madonna con il Bambino ed originariamente comprendeva alla sua destra anche la figura di San Francesco d’Assisi, ora perduta3. La chiesa fu completata nel 1522.
Architettonicamente la pianta della chiesa è a croce latina ma irregolare, con un braccio più lungo per la necessità di conservare l'originaria parete della casa del Diotallevi sulla quale era dipinta l'immagine miracolosa.4Il portale d'ingresso presenta una gradevole sobrietà degli ornati e varietà di modellazione, la sua costruzione è completamente documentata nell'archivio storico del Comune di Trevi, nel quale esiste il contratto del Portale in data 16 aprile 1495 stipulato con Fra Giovanni di Giampietro, veneziano, e i suoi operai. Nel suo complesso la chiesa è di semplice di fattura e non presenta, all'infuori del già ricordato portale, grandi ornamenti, ma s'impone per la severità delle sue linee armoniose. Secondo il progetto originale doveva essere arricchita da una cupola e da un campanile, che tuttavia non vennero mai realizzati.
Il cornicione invece, di cui era ornata, cadde in seguito al violentissimo terremoto del 1703. La facciata è per metà in pietra concia e per metà in mattoni, così come le pareti laterali; essa poggia su un basamento di pietra, che circonda tutta la chiesa. Tutto l'edificio è coperto da una volta a crociera, che appare sorretta da leséne. All'ingresso, nei lati minori sono i monumenti funebri di Romolo Valenti, vescovo di Conversano e degli altri membri della famiglia Valenti: la famiglia più rappresentativa della Trevi tardo-rinascimentale e Barocca.
In fondo al braccio destro della chiesa è l'antica parete della casa che fu di Diotallevi di Antonio Santilli sulla quale fu dipinta, come detto, il 3 ottobre 1483 la «maestà» ora al centro dell'altare detto appunto della Madonna delle Lacrime. Nello stesso altare è un affresco del 1521 raffigurante l'Adorazione dei Re Magi, attribuito a Vannucci Pietro detto Perugino. Lungo le pareti si aprono diverse cappelle tra cui due decorate da due tra i più importanti pittori umbri del Rinascimento, il Perugino e lo Spagna, rispettivamente la cappella del Presepio (1521) e quella di San Francesco con il Trasporto di Cristo al sepolcro e veduta di Foligno (1518-1520). Alternati alle cappelle si ergono i monumenti sepolcrali, scolpiti sulla pietra caciolfa tipica della zona, appartenenti ai membri della famiglia Valenti, tra le più importanti di Trevi.5
Fonti e note
- 1
Valenti, Tommaso. La chiesa monumentale della Madonna delle Lagrime. Desclée, 1928.
- 2
Mugnoni, Francesco. Annali di ser Francesco Mugnoni da Trevi, dall'anno 1416 al 1503. Unione tipografica cooperativa, 1921.
- 3
L'immagine di S. Francesco scomparve coperta dalla sovrapposizione degli stucchi dell'altare attuale.
- 4
Tarchi, U. (1954). L'arte nell'Umbria e nella Sabina . L'arte del rinascimento (e secoli posteriori) nell'Umbria e nella Sabina : vol. 6. Milano: Garzanti.
- 5
Coletti, Santa Maria delle Lagrime TREVI (PG ). Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), Censimento dei Santuari Cristiani in Italia http://www.santuaricristiani.iccd.beniculturali.it/Common/dettaglio.aspx?idsantuario=2038. Consultato nel marzo 2026.
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