Umbria Culture for Family è un progetto della Regione Umbria che valorizza luoghi culturali con servizi e proposte rivolti alle famiglie. Alla verifica del 19 giugno 2026, questa struttura risulta inclusa nell’elenco regionale dei Luoghi della cultura accreditati.
Il Complesso Museale di San Francesco rappresenta oggi il principale polo culturale di Trevi. L’insieme degli spazi museali occupa una parte dell’antico convento dei Frati Minori Conventuali, un edificio che ha attraversato secoli di trasformazioni. La tradizione lega la sua fondazione al passaggio di san Francesco nel 1213, mentre le prime attestazioni documentarie risalgono alla metà del XIII secolo. Nel Seicento il complesso fu ricostruito quasi integralmente, e nell’Ottocento subì un importante intervento di riadattamento progettato da Giuseppe Valadier. Dopo le soppressioni napoleoniche e una lunga fase di utilizzi scolastici, dal 1996 l’edificio è stato progressivamente riconvertito a sede museale.
Il polo culturale riunisce oggi più realtà: la Raccolta d’Arte di San Francesco, il Museo Archeologico, la Pinacoteca, la Chiesa di San Francesco e il Museo della Civiltà dell’Ulivo. Dal 2020 ospita anche i servizi della biblioteca comunale e l’Archivio Storico, che conserva documenti trecenteschi di grande valore.
La chiesa di San Francesco, ricostruita nel 1358 sull’antica Santa Maria, conserva nell’abside affreschi trecenteschi con episodi della vita della Vergine. Tra gli elementi più significativi spiccano la croce da iconostasi del primo Trecento e l’organo monumentale realizzato da Paolo Pietro di Paolo di Montefalco, considerato un raro esempio di organo da muro rinascimentale.
Il chiostro quattrocentesco costituisce il cuore del complesso. Nel 1645 Bernardino Gagliardi lo decorò con le storie di san Francesco, insieme a tondi con evangelisti e santi e alle pitture della foresteria, dove sono raffigurate le virtù cardinali e l’estasi del santo. La presenza dell’artista a Trevi è legata a un periodo di ritiro presso i frati, durante il quale realizzò l’intero ciclo.
La Raccolta d’Arte di San Francesco si articola in una sezione archeologica al piano terra e in un percorso storico-artistico ai piani superiori.
La sezione archeologica espone materiali che vanno dall’età preromana al Medioevo: cippi, iscrizioni, terrecotte e reperti provenienti dall’antico municipio romano di Trebiae, situato nella vicina Pietrarossa. Gli scavi del 2005 hanno inoltre portato alla luce una necropoli longobarda, documentata da un corredo funerario esposto in una microarea dedicata. Una parte della sezione illustra l’evoluzione storica della città e del territorio.
Il percorso superiore raccoglie opere provenienti da chiese e istituzioni religiose del territorio, confluite nel museo dopo le demaniazioni postunitarie. Il nucleo più antico comprende tavole due-trecentesche di scuola umbra, mentre i secoli XVI-XVIII sono rappresentati da importanti dipinti su tela.
Tra le opere più rilevanti si ricordano:
- la croce dipinta di inizio XIV secolo proveniente da San Pietro a Pettine;
- la Madonna con Bambino, Crocifissione e Annunciazione del Maestro di Fossa, già in Santa Croce;
- le Storie della vita di Cristo di Giovanni di Corraduccio, in due cicli distinti originariamente nella chiesa di Santa Croce;
- una croce astile del XV secolo forse proveniente dal convento stesso;
- il gonfalone con la Madonna della Misericordia di un seguace di Niccolò Alunno;
- l’Incredulità di san Tommaso di inizio Seicento per la chiesa di San Tommaso;
- l’Assunzione della Vergine e santi di Alessandro Turchi detto l’Orbetto, donata dal cardinale Antonio Barberini;
- l’Incoronazione della Vergine di Giovanni di Pietro detto lo Spagna, realizzata nel 1522 per l’altare maggiore di San Martino;
- il Compianto su Cristo morto del XVI secolo, proveniente dal santuario della Madonna delle Lacrime;
- la Cena in Emmaus di fine XVI secolo, già nel refettorio dei Cappuccini;
- il frammento con personaggi in preghiera attribuito ad Ascensidonio Spacca; e un San Francesco di Paola del XVII secolo.
Nell’allestimento sono frequenti i rimandi ai luoghi di provenienza delle opere, in particolare al santuario della Madonna delle Lacrime, che conserva affreschi dello Spagna e del Perugino.
Il Museo della Civiltà dell’Ulivo, dedicato all’olio extra vergine DOP e alla coltivazione dell’ulivo, è stato completamente rinnovato nel 2007. Il percorso illustra la botanica della pianta, le tecniche di produzione e conservazione dell’olio, la simbologia dell’ulivo e la storia della coltura nel territorio, con particolare attenzione alla Fascia Olivata di cui Trevi è fulcro. Pannelli, reperti, macchine olearie, postazioni multimediali e un frantoio del Settecento accompagnano il visitatore in un itinerario tematico. Il museo fa parte del circuito cittadino insieme alla Raccolta d’Arte di San Francesco e a Palazzo Lucarini, dedicato all’arte contemporanea.
Dal 1996 il complesso di San Francesco è diventato il fulcro della vita culturale di Trevi, integrando funzioni museali, archivistiche e bibliotecarie. La stratificazione storica dell’edificio, unita alla ricchezza delle collezioni, ne fa un luogo capace di raccontare in modo unitario la storia artistica, archeologica e produttiva del territorio1.
Fonti e note
- 1
Grisanti. C., Petrillo, S., Musei in Umbria. Museo Civico Trevi. Servizio Musei e Beni Culturali della Regione dell'Umbria. Litograf: Città di Castello. 2005.
Complesso Museale di San Francesco https://www.museisanfrancescotrevi.com/ visiato nel mese di marzo 2026.
Open Data Regione Umbria https://dati.regione.umbria.it/