Rocca di Polino

Comune: Polino
Edifici fortificati: Fortezze
Rocca di Polino
Rocca di Polino

La rocca di Polino domina l’abitato dall’alto del rilievo (835 metri s.l.m.)  su cui venne edificata nel XII secolo dalla famiglia Polini, che diede il nome al borgo. La sua posizione, affacciata sui territori che collegano la Valnerina a Spoleto e all’area reatina, le conferì per secoli un ruolo strategico di controllo dei confini e delle vie di transito. 
Unica testimonianza dell'originario impianto difensivo a doppia cinta, l'edificio ha una pianta poligonale e presenta, uno opposto all'altro, due gruppi di torri di forma cilindrica, la principale delle quali fu adibita ad ufficio doganale ed è caratterizzata dall'avere aderenti ai lati due torri più piccole, sempre di forma cilindrica.

Nel corso del Medioevo la rocca fu al centro di frequenti passaggi di potere: dopo un periodo di sottomissione a Spoleto, nel 1333 venne occupata dalle milizie del Regno di Napoli. Nel Quattrocento passò ai Trinci di Foligno, che ne rafforzarono la funzione militare mentre nel XVI secolo la contea fu assegnata ai Castelli di Terni, marchesi del Sacro Romano Impero e signori di Collestatte e Torre Orsina, che la mantennero fino alla fine del Settecento. Successivamente il feudo passò agli Albergotti di Arezzo, ultimi detentori del potere baronale prima della soppressione del sistema feudale dopo il 1860.

La storia della rocca è segnata anche da episodi di tensione interna: nel 1527 il borgo fu teatro di una rivolta popolare culminata nell’uccisione di un nobile accusato di violenze, mentre l’anno successivo le truppe dei Lanzichenecchi si insediarono nel castello. Nonostante questi eventi, la struttura mantenne a lungo la sua funzione di presidio territoriale.

Accanto al ruolo militare, Polino ospitò attività economiche di rilievo. Nel Settecento, sulle montagne circostanti, era attiva una miniera di ferro e argento che fornì il metallo per coniare, nella zecca locale, i primi scudi di papa Clemente XIII. L’attività estrattiva ebbe vita breve a causa delle impurità del minerale, ma testimonia l’importanza economica del territorio.

Oggi la rocca conserva la sua imponenza e ospita il Museo‑Laboratorio dell’Appennino Umbro, che ne valorizza gli spazi con un percorso dedicato alla geologia, alla natura e al paesaggio della regione. La struttura, con i suoi ambienti storici e la posizione panoramica, continua a rappresentare il cuore identitario del borgo1.118

Fonti e note

  1. 1

    Varazi, F., Museo‑Laboratorio dell’Appennino Umbro: Polino. Regione dell’Umbria, Servizio Musei e Beni Culturali. Litograf, Città di Castello, 2005

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