La Zona di Protezione Speciale della Bassa Valnerina, Monte Fionchi - Cascata delle Marmore, identificata dal codice europeo ZPS IT5220025, ricade nel territorio dei comuni di Arrone, Ferentillo, Montefranco, Polino, Scheggino, Spoleto, Terni.
È una zona che si caratterizza per la presenza di ambienti fluviali, collinari e basso-montani. L’area include il tratto del fiume Nera compreso tra l’abitato di Terria e la Cascata delle Marmore. In questo sito sono presenti numerosi fossi, il maggiore dei quali è il Fosso di Rosciano, che confluisce nel Nera a poca distanza dall’abitato di Arrone. Per quanto riguarda la flora la Zona è caratterizzata da due specie principali: la roverella ed il cerro assolutamente dominanti nella costituzione del popolamento. Ad esse si associano in maniera molto sporadica l’acero opalo, l’orniello il carpino nero ed il pino d’aleppo.
Per quanto attiene invece alla fauna, sono di rilevante interesse scientifico 3 specie di anfibi che caratterizzano l'area: la Salamandra dagli occhiali, l'Ululone appenninico dal corpo giallo e la Rana appenninica. Vi sono inoltre 37 specie di uccelli nidificanti fra i quali: Lanario, Biancone, Pellegrino, Succiacapre, Falco pecchiaiolo, Picchio rosso minore, Zigolo muciatto, Tottavilla, Codirossone, Aquila reale, Albanella minore, dal Falco di palude e Nibbio bruno. Da segnalare anche sette specie di mammiferi tra cui Moscardino, Quercino, Lupo, Lepre bruna e Gatto selvatico europeo.
Nella ZPS IT5220025 "Bassa Valnerina Monte Fionchi - Cascata delle Marmore" sono protetti diversi habitat naturali di rilievo ai sensi della Direttiva Habitat della UE. Il gli attribuisce 105 specie delle Direttive Natura e 13 habitat di interesse comunitario, confermando il valore del sito per rapaci, uccelli rupicoli e specie legate alle acque correnti e agli ambienti di travertino. Nel contesto umbro si tratta di una delle ZPS più articolate dal punto di vista paesaggistico ed ecologico, ma allo stesso tempo la presenza della Cascata delle Marmore rende particolarmente delicato il rapporto fra conservazione e pressione turistica.
Tra gli Habitat da ricordare vi sono:
- Habitat 7220*: Sorgenti pietrificanti con formazione di tufi (Cratoneurion), raro e localizzato in pochi siti come la ZPS IT5220025, in buono stato di conservazione.
- Habitat 7230: Torbiere basse alcaline, presenti in Umbria in aree come Colfiorito e nei Monti Sibillini.
- Habitat 7140: Torbiere di transizione e instabili, recentemente individuate anche nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
- Altri habitat di praterie e pascoli semi-naturali come H6110*, H6210*, H6220*, H6230* e H6510, caratterizzati da formazioni erbose rupicole calcicole e praterie magre a bassa altitudine.
Questi habitat coprono una varietà di ambienti, dalle sorgenti tufacee alle torbiere, fino a praterie semi-naturali, tutti con un alto valore naturalistico e in molti casi rari o localizzati nel territorio della ZPS. La protezione è finalizzata a garantire il mantenimento delle caratteristiche ecologiche e la biodiversità della zona1.
Fonti e note
- 1
Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il Portale SUNLIFE – Università di Perugia (url: http://vnr.unipg.it/sunlife/)
- 3260 - Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho- Batrachion.: L'Habitat include le comunità a dominanza di macrofite acquatiche a portamento prevalentemente sommerso (con apparati riproduttivi generalmente emersi) che si sviluppano nei corsi d’acqua a corrente con velocità più o meno accentuata. Si tratta di cenosi spesso povere di specie, che possono tipicamente comprendere entità vascolari, alghe e muschi acquatici. Necessitano di un buon apporto di luce, perciò tendono a non svilupparsi nei corsi d'acqua ombreggiati dalla vegetazione spondale o in presenza di acque poco trasparenti.
- 5110 - Formazioni stabili xerotermofile a Buxus sempervirens sui pendii rocciosi (Berberidion p.p.): L'Habitat comprende le formazioni arbustive, più o meno aperte, a dominanza di Buxus sempervirens; si riferiscono a questo Habitat anche gli aspetti nei quali il bosso, sempre dominante, è accompagnato da altri arbusti ad originare formazioni di pseudomacchia, mantello, boscaglia. Si sviluppa prevalentemente su substrati calcarei, in ambienti rupestri e ricchi di roccia affiorante.
- 5130 - Formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcicoli: L'Habitat, molto diffuso in Umbria e in espansione, si riferisce alle formazioni arbustive, più o meno dense (talora anche piuttosto rade ed in mosaico con le formazioni di prateria arida) a dominanza di Juniperus communis. Si tratta di formazioni di origine secondaria, il cui mantenimento è subordinato al perdurare di moderate attività di pascolo, in assenza delle quali tendono a chiudersi e ad essere progressivamente sostituite dalle cenosi forestali. L'Habitat è diffuso nei piani collinare e montano, su substrati sia carbonatici che silicei, generalmente in condizioni di aridità e su suoli poco evoluti.
- 6210(*) - Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee): L'Habitat comprende le praterie perenni, più o meno ricche di specie, a dominanza di graminacee emicriptofitiche e con una componente variabile di camefite, da aride a semi-mesofile, diffuse nei Piani bioclimatici Submeso-, Meso- e Supra-Temperato, talora interessate da una ricca presenza di specie di Orchidaceae ed in tal caso considerate prioritarie (*). Si tratta tipicamente di praterie secondarie, la cui conservazione è strettamente subordinata al mantenimento delle pratiche di pascolo brado, nel rispetto di un carico sostenibile di capi pascolanti. In assenza delle tradizionali attività pastorali si assiste allo sviluppo di nuclei arbustivi (a dominanza, a seconda delle condizioni ecologiche del sito, di Juniperus oxycedrus subsp. deltoides, J. communis, Spartium junceum, Cytisus sessilifolius, C. scoparius, Pteridium aquilinum, Emerus major subsp. emeroides, Prunus spinosa, Rosa gr. canina, Crataegus monogyna, Pyracantha coccinea, Rubus ulmifolius e altre entità). Viceversa, in presenza di un carico eccessivo di bestiame si assiste a fenomeni di erosione, rottura del cotico erboso, compattamento del suolo, banalizzazione della composizione floristica con diffusione di specie nitrofile. Si tratta di comunità endemiche dell’Italia appenninica, che si sviluppano su substrati di varia natura: da litotipi calcarei a marne, calcareniti e arenarie. Secondo il Manuale europeo (European Commission, 2013), per individuare il carattere prioritario deve essere soddisfatto almeno uno dei seguenti criteri: (a) il sito ospita un ricco contingente di specie di orchidee; (b) il sito ospita un’importante popolazione di almeno una specie di orchidee ritenuta non molto comune a livello nazionale; (c) il sito ospita una o più specie di orchidee ritenute rare, molto rare o di eccezionale rarità a livello nazionale.
- 6220* - Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea: L'Habitat raggruppa tipologie di prateria xerofila piuttosto variabili per fisionomia e struttura: da quelle di piccola taglia a dominanza di varie specie di graminacee annuali, a quelle di piccola taglia ma perenni con Poa bulbosa, a quelle perenni discontinue di taglia media a dominanza di Hyparrhenia hirta. Queste comunità si sviluppano su substrati di varia natura, spesso calcarei e ricchi di basi, generalmente con suoli poco evoluti e soggetti ad erosione. Sono diffuse a diverse altitudini, prevalentemente nei Piani Bioclimatici Meso- e Submeso-Mediterraneo, ma anche in contesti climatici temperati in presenza di condizioni edafiche e microclimatiche particolari. Si tratta nella maggior parte dei casi di presenze puntiformi e non cartografabili se non a una scala di estremo dettaglio, spesso in mosaico con altre tipologie di Habitat, soprattutto il 6210(*).
- 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile: Si tratta di un Habitat piuttosto vario ed eterogeneo, rappresentato in generale da comunità di alte erbe a foglie grandi (megaforbie) a carattere igrofilo e nitrofilo, che si sviluppano lungo le sponde dei corpi idrici o in contatto con il margine di boschi igro-mesofili, ad altitudini variabili.
- 7220* - Sorgenti pietrificanti con formazione di tufi (Cratoneurion): L'Habitat si riferisce alle comunità che si sviluppano in prossimità di sorgenti, cascate, pareti stillicidiose, dove la deposizione del carbonato di calcio dà origine alla formazione di sedimenti travertinosi. Questi, sul lungo periodo, si trasformano in rocce che inglobano al loro interno i residui vegetali o le loro tracce. Le peculiari formazioni vegetali che si osservano nelle fasi iniziali di deposizione sono generalmente dominate da specie di briofite (muschi ed epatiche) spiccatamente igro-idrofile, che si sviluppano in ambienti costantemente inumiditi dall'aerosol o dal gocciolamento, in posizione spesso ombreggiata. In Umbria se ne ha un esempio straordinario (unico in Italia per estensione e maestosità) alla Cascata delle Marmore presso Terni.
- 8210 - Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica: Vengono inquadrate in questo Habitat le comunità casmofitiche che si sviluppano nelle fessure delle pareti rocciose, ad altitudine variabile, tipicamente discontinue e con una copertura complessiva molto scarsa.
- 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae): L'Habitat, scarsamente rappresentato in Umbria, comprende le foreste alluvionali a dominanza di Alnus glutinosa e Salix sp. pl. che si sviluppano lungo i corsi d’acqua o le rive dei laghi, o ancora in aree palustri e soggette a ristagni idrici non necessariamente collegati alla dinamica fluviale, a quote variabili. Queste comunità si sviluppano su suoli alluvionali ricchi di nutrienti, che alternano fasi di inondazione a periodi di emersione con buon drenaggio. Sono presenti sia nel Macrobioclima Temperato che in quello Mediterraneo, in condizioni edafiche idonee.
- 9210* - Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex: Faggete appenniniche dell'Habitat 9210* ai margini del Pian Grande di Castelluccio (PG). L'Habitat comprende le faggete con presenza più o meno abbondante di tasso e/o agrifoglio, diffuse nel Piano bioclimatico supratemperato, soprattutto nell'orizzonte inferiore ma anche in quello superiore, con ingressioni nel sottostante Piano mesotemperato in condizioni topografiche ed edafiche particolari (le cosiddette "faggete eterotopiche" o "depresse"). Queste comunità si sviluppano su substrati prevalentemente calcarei, ma anche silicei o marnosi. Sono ampiamente distribuite lungo la dorsale Appenninica ma si rinvengono in modeste estensioni anche nel settore occidentale della regione, sia a nord (Monte Favalto) che nel comparto meridionale (territorio orvietano). Sono comunità generalmente ricche floristicamente, non tanto nello strato arboreo (che risulta spesso piuttosto monotono, se non addirittura monospecifico), quanto negli strati arbustivo ed erbaceo. Talora si arricchiscono di entità tipiche dei piani bioclimatici sottostanti.
- 92A0 - Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba: L'Habitat si riferisce alle formazioni forestali ripariali a dominanza di salici e pioppi che si sviluppano lungo le sponde dei corpi d’acqua (fiumi e laghi), sia nel Piano bioclimatico Mesomediterraneo che in quello Submesomediterraneo. Danno origine generalmente a formazioni lineari che si estendono in funzione del gradiente idrico. Nel caso dei fiumi, le chiome delle fitocenosi sviluppate sulle due sponde possono toccarsi e dare origine ai cosiddetti "boschi a galleria"; nel caso dei laghi possono dare origine a cinture di vegetazione, concentriche con altre tipologie di vegetazione più o meno dipendenti dalla presenza di acqua.
- 9340 - Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia: L'Habitat, molto ben rappresentato in Umbria, comprende le formazioni forestali sempreverdi a dominanza di leccio, generalmente pluristratificate. Sono inclusi anche gli aspetti di macchia alta, se suscettibili di recupero. Questi boschi si sviluppano su substrati di varia natura, sia calcarei che silicei, su pendenze variabili e suoli a maturità molto diversificata; possono colonizzare siti rupestri con roccia affiorante, ma si rinvengono anche in stazioni subpianeggianti. Sono molto diffusi nei Piani Meso- e Submeso-Mediterraneo, ma possono essere presenti anche in contesto Meso- e Supratemperato, in condizioni edafiche particolari.
- 9540 - Pinete mediterranee di pini mesogeni endemici: L'Habitat include le formazioni mediterranee a dominanza di pino d'Aleppo, molto diffuse in Umbria soprattutto nel settore meridionale. Queste comunità presentano in genere una struttura aperta, o più spesso biplana, con lo strato dominante rappresentato dalle chiome dei pini ed uno strato arbustivo dominato di taglia più bassa costituito da specie sclerofille sempreverdi tipiche della macchia mediterranea. Spesso rappresentano un aspetto pioniero della ricolonizzazione da parte della vegetazione spontanea in sostituzione della lecceta, ad esempio dopo il passaggio di incendi. In Umbria Pinus halepensis è stato spesso utilizzato negli impianti. Secondo il Manuale Italiano di interpretazione degli habitat della Direttiva 92/43/CEE (Biondi et al., 2009), rientrano nell'Habitat gli impianti artificiali realizzati da molto tempo che si sono stabilizzati e inseriti in un contesto di vegetazione naturale.