Raccolta d’arte della Concattedrale dei Santi Gervasio e Protasio

Architettura secondo il periodo: Architettura manierista
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Madonna in gloria tra i santi Gervasio, Pietro, Paolo, Protasio - Perugino
Pietro di Cristoforo Vannucci, detto Perugino
Madonna in gloria tra i santi Gervasio, Pietro, Paolo, Protasio

La Raccolta d’arte della Concattedrale dei Santi Gervasio e Protasio si trova all'interno dell'edifico religiodo, al centro di Città della Pieve. Di proprietà ecclesiastica, cominciò a formarsi nel secondo dopoguerra come allestimento di oggetti e paramenti ecclesiastici dell'adiacente Cattedrale cittadina e di altre chiese del territorio di Città della Pieve. 

La raccolta  offre un percorso privilegiato per leggere in chiave storico‑artistica la vicenda della città e del suo duomo, dal medioevo al pieno barocco. Attraverso dipinti, sculture e arredi liturgici, la raccolta restituisce il ruolo centrale della chiesa cattedrale come luogo di culto, di rappresentanza civica e di elaborazione figurativa, con un’attenzione particolare alla stagione rinascimentale segnata dalla presenza del Perugino.

Cuore della Raccolta d’arte è la presenza di Pietro Vannucci, detto il Perugino, che a Città della Pieve trova il contesto più coerente per comprendere il rapporto fra il maestro e il suo borgo natale. Nella prima cappella a sinistra è conservato il “Battesimo di Cristo”, grande pala realizzata dopo il 1490, in cui la composizione simmetrica, il paesaggio sereno e la pacata monumentalità delle figure esprimono al meglio il classicismo armonico del pittore umbro.
A questa pala si affianca, nell’area absidale, la “Madonna col Bambino tra i santi Gervasio e Protasio, Pietro e Paolo”, dove i patroni cittadini sono raffigurati con gli stendardi rossi recanti il simbolo della comunità, a suggellare il legame fra culto, governo civico e autorappresentazione della città.
Accanto al Perugino, la Raccolta testimonia la vitalità delle botteghe umbre che ne recepirono la lezione, diffondendone il linguaggio in ambito diocesano. Opere di allievi e seguaci, come Domenico di Paride Alfani e altri pittori vicini al lessico peruginesco, mostrano come il modello del maestro venga rielaborato in chiave più narrativa o devozionale, con un’attenzione particolare agli episodi della vita di Cristo e della Vergine.
Il percorso si prolunga nell’età moderna, quando l’assetto interno del duomo si adegua ai canoni barocchi con cappelle più scenografiche, apparati di stucchi e un uso più teatrale della luce, cui corrisponde una produzione pittorica di tono più patetico e dinamico. Emblematica, in questo senso, è la pala dello “Sposalizio della Vergine” del Pomarancio, collocata nella terza cappella a sinistra, che introduce una gestualità più animata e una spazialità complessa, in sintonia con le esigenze di coinvolgimento emotivo tipiche della spiritualità post‑tridentina.
Un capitolo a sé è costituito dagli ambienti ipogei, recuperati e valorizzati grazie alle campagne di restauro condotte tra il 2009 e il 2014, che hanno riportato alla luce le cripte sotto il duomo. Qui la Raccolta d’arte assume anche il carattere di museo archeologico‑stratigrafico, perché accanto alle opere di arte sacra trovano posto strutture murarie più antiche, resti della pieve primitiva e tracce della storia costruttiva dell’edificio, completate da scoperte recenti come il ciclo pittorico quattrocentesco attribuito a Benozzo Gozzoli.1
In questi spazi è stata allestita anche una mostra permanente di arte sacra, nata in occasione del restauro di due predelle di gusto primitivista, databili fra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, che probabilmente appartenevano a un più ampio complesso oggi smembrato. La collocazione delle opere in cripta consente al visitatore di percepire la continuità fra la storia liturgica, le pratiche devozionali e il tessuto urbano sovrastante, trasformando la raccolta in un laboratorio vivo di conoscenza del territorio.2, 3 

Fonti e note

  1. 1

    “Eccezionale scoperta nelle cripte del Duomo di Città della Pieve.” Provincia di Perugia, 6 Dec. 2020, https://www.provincia.perugia.it/news/storia-dellarte-eccezionale-scoperta-nelle-cripte-del-duomo-di-citta-della-pieve .Visitato nel mese di dicembre 2025

  2. 2

    “Mostra di arte sacra nella cripta della concattedrale di Città della Pieve.” Chiesa in Umbria, 8 Dec. 2019, https://www.chiesainumbria.it/mostra-di-arte-sacra-nella-cripta-della-concattedrale-di-citta-della-pieve Visitato nel mese di dicembre 2025

  3. 3Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)
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