Parco regionale del fiume Nera

Natura e paesaggio: Parchi
Superficie (Ettari)
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Il Parco regionale del fiume Nera è un'area protetta di straordinario interesse naturalistico ed escursionistico situata nella parte sud-orientale dell'Umbria. Si estende lungo il corso del fiume Nera e dei suoi affluenti (tra cui il Velino), ricomprendendo la celebre Cascata delle Marmore e suggestive gole rocciose dominanti antichi borghi storici come Ferentillo e Arrone.

Il Parco Fluviale del Nera si sviluppa lungo il tratto vallivo compreso tra Terria e la Cascata delle Marmore, seguendo il corso del fiume e includendo alcuni affluenti che scendono dai versanti calcarei circostanti. L’area protetta interessa i territori di Ferentillo, Montefranco, Arrone e Terni, configurandosi come un paesaggio modellato dall’acqua e dalla geologia, dove il Nera scorre tra i 200 e i 250 metri di quota in una valle stretta, incassata fra rilievi ripidi e antichi, formati da rocce carbonatiche risalenti fino a duecento milioni di anni.

Il fondovalle è caratterizzato da terreni agricoli, prati e seminativi che conservano elementi del paesaggio rurale tradizionale: filari di querce, salici capitozzati, pioppi cipressini e aceri campestri con vite maritata. Lungo il fiume si sviluppano fitte fasce di vegetazione ripariale dominate da salice bianco e ontano nero, che in molti tratti formano vere e proprie gallerie vegetali sopra le acque. Nei corsi limpidi e ossigenati del Nera e delle numerose risorgive che scaturiscono ai piedi dei versanti prosperano comunità idrofitiche sommerse di grande interesse naturalistico.

I pendii che delimitano la valle ospitano boschi differenti a seconda dell’esposizione: leccete e pinete di pino d’Aleppo sui versanti più soleggiati, mentre carpino nero, orniello e roverella prevalgono nelle aree più fresche e ombrose. In molte zone meridionali sopravvivono antichi oliveti terrazzati, sostenuti da muretti a secco che testimoniano un uso agricolo storico del territorio. Presso la Cascata delle Marmore compaiono lembi di vegetazione tipica delle rupi stillicidiose di travertino, con muschi e capelvenere, mentre in alcuni settori rocciosi si sviluppano formazioni di bosso.

La ricchezza faunistica del parco è notevole. Nei torrenti e nelle forme – piccoli corsi d’acqua alimentati da risorgive – vivono specie ittiche autoctone come la trota fario mediterranea, la rovella, il barbo tiberino e lo spinarello, particolarmente raro in Umbria. Il fiume ospita anche anguilla e vairone, e in alcune zone sopravvive il gambero di fiume. Tra gli anfibi spicca l’ululone appenninico, piccolo rospo endemico in forte declino. Le pareti rocciose della Valnerina sono luogo di nidificazione per rapaci e specie rupicole: biancone, falco pellegrino, barbagianni, allocco, civetta, rondine montana e merlo acquaiolo, mentre nel Fosso del Castellone è tornato a riprodursi il corvo imperiale, scomparso dalla regione negli anni Settanta. Nei boschi e nelle aree agricole trovano rifugio mammiferi come l’istrice, il gatto selvatico, il tasso, la faina, la donnola, il lupo, oltre a cinghiali e caprioli.

Il parco è anche un luogo di intensa fruizione sportiva e ricreativa: escursionismo, mountain bike, equiturismo, arrampicata sulle pareti calcaree di Ferentillo e torrentismo nelle forre vicine. Le acque del Nera sono frequentate da appassionati di canoa, rafting e hydrospeed, attività che richiedono particolare attenzione per evitare disturbi agli ecosistemi fluviali, ricchi di specie sensibili e habitat delicati. La normativa regionale stabilisce condizioni precise per la pratica degli sport acquatici, regolando portate minime, tratti consentiti e intervalli tra le discese.

La presenza di habitat diversificati, specie rare e ambienti di elevato pregio naturalistico rende il Parco Fluviale del Nera un territorio di grande valore ecologico, dove la conservazione della biodiversità si integra con la fruizione sostenibile e con la tutela di un paesaggio che unisce natura, storia e tradizione rurale.