Il santuario di San Terenziano si trova al centro dell’antico castello omonimo, sorto su un ampio altopiano roccioso che domina la valle del Tevere. L’area, un tempo chiamata Castel Petroso, è collocata a 515 metri di altitudine e si affaccia su un vasto panorama che spazia dal monte Amiata al Terminillo, fino ai rilievi di Trevi e Gubbio. La posizione, naturalmente protetta dai monti Martani e vicina alle principali vie di comunicazione antiche, fu scelta dai Romani come punto di controllo sulla Flaminia Vetus e sulla via Amerina. Numerosi percorsi provenienti dall’altopiano e dalla valle convergevano verso il luogo dove oggi sorge il santuario, rendendolo un nodo di passaggio e di scambi.
La tradizione agiografica colloca in questo sito la sepoltura dei martiri Terenziano1, primo vescovo di Todi, e del sacerdote pagano Flacco, da lui convertito. Le fonti medievali indicano che i loro corpi furono deposti in un’area pietrosa chiamata Colonia, identificabile con l’attuale San Terenziano. Le testimonianze archeologiche confermano l’esistenza di un antico luogo di culto: accanto alla chiesa medievale si conservano ambienti ipogei di origine carsica, utilizzati come sepolture in età tardo-antica. In uno di questi vani si trova ancora un sarcofago in pietra, tradizionalmente attribuito a san Flacco. Le reliquie di san Terenziano, invece, furono trasferite nel 1715 sotto l’altare maggiore della chiesa superiore.
L’edificio sacro si sviluppa come una chiesa doppia, articolata in un livello inferiore e uno superiore. La parte più antica è la chiesa inferiore, databile ai primi decenni dell’XI secolo, anche se alcuni elementi suggeriscono una fase precedente. Per costruirla fu necessario modellare la roccia, intervento che comportò la distruzione di alcune grotte del martirium originario. L’accesso, collocato sul lato destro, si trova oggi sotto il grande arco che sostiene il sagrato della chiesa superiore. L’interno è suddiviso in tre navate di uguale ampiezza, ciascuna conclusa da un’abside semicircolare ricavata nello spessore della parete di fondo. Le volte a crociera scandiscono sette campate, mentre nella navata sinistra si apre la grotta del sepolcro di Flacco. Numerosi frammenti decorativi altomedievali e materiali romani reimpiegati testimoniano le diverse fasi costruttive.
Nel XIII secolo la chiesa inferiore fu ampliata verso ovest e, nello stesso periodo, venne edificata la chiesa superiore insieme alla casa canonicale. L’edificio superiore, costruito in pietra locale, presenta una facciata a capanna con portale ad arco e una bifora sovrastante. Tre grandi archi ogivali sostengono la copertura, mentre una torre rettangolare, addossata alla parete di fondo, funge da campanile. All’interno, sotto l’altare maggiore, sono conservate le reliquie di san Terenziano. Due edicole tardo-rinascimentali ornano le pareti laterali, e un affresco del 1504 raffigura sant’Antonio da Padova, la Madonna col Bambino, san Rocco e san Sebastiano.
Accanto alla chiesa si sviluppò un insediamento monastico, probabilmente già attivo nel IX secolo, poi trasformato in complesso canonicale nel XIII secolo. In età medievale San Terenziano divenne una plebania di notevole importanza, dipendente dal Capitolo della cattedrale di Todi. La vitalità del santuario è testimoniata dall’ampliamento degli edifici, dalla presenza di un collegio di canonici e dal ruolo di centro religioso e di pellegrinaggio per le comunità della valle del Tevere.2
Fonti e note
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"Fino ad oggi si conoscono quattro leggende su san Terenziano: una esistente presso la Biblioteca Laurenziana di Firenze, del secolo XIII; le altre tre sono presso i Bollandisti in AA. SS. Tutte concordano sul fatto che il martirio del santo avvenne sotto l'imperatore Adriano, che Flacco, sacerdote pagano, si convertì per opera del santo e subì con lui il martirio il primo settembre. I loro corpi furono raccolti dal prete Esuperanzio e dalla matrona Laurenzia e sepolti a otto miglia dalla città di Todi in un luogo pietroso chiamato Colonia dove sorge la chiesa di San Terenziano." (cfr. L. Zaffarami, San Terenziano primo vescovo e martire di Todi, Tipopgrafia Tuderte, Todi, 1935 pp. 14-15; e S. Nessi - S. Ceccaroni, Da Spoleto a Massa Martana , Fondazione CISAM, Spoleto, 1978, p. 35 citati da Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione. “Santuario di San Terenziano.” Santuarî Cristiani d’Italia, http://www.santuaricristiani.iccd.beniculturali.it/Common/dettaglio.aspx?idsantuario=3580).
- 2
Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione. “Santuario di San Terenziano.” Santuarî Cristiani d’Italia, http://www.santuaricristiani.iccd.beniculturali.it/Common/dettaglio.aspx?idsantuario=3580. Accesso gennaio 2026.