Il complesso industriale del Pastificio Petrini-Spigadoro S.p.A. era destinato alla molitura di cereali e alla produzione di pasta alimentare in vari formati.
Posizionato in un’area a sud-ovest dell’antico nucleo abitativo di Bastia Umbra, in posizione completamente pianeggiante, interessando un'area di 126.000 mq e comprendendo numerosi fabbricati (16) risalenti a diverse fasi costruttive (anni '30-'90 del '900), è stato l'elemento chiave dello sviluppo, prima industriale e poi urbanistico, del paese di Bastia Umbra e rappresenta tuttora una nota ben riconoscibile anche a notevole distanza.
Sebbene le prime tracce del molino risalgano alla fine del '700 come frantoio per la produzione di olio d'oliva, il sito comparve ufficialmente nel censimento catastale del 1822 come mulino a pale "a tre macine a valchiera" di proprietà di Antonio Petrini per la produzione di farine di grano sito in località "Le Basse" di Bastia Umbra.
Il mulino sfruttava originariamente l'energia idraulica generata dalle acque di un canale del fiume Chiascio e ben presto (fine '800) venne dotato di una officina per la produzione di energia elettrica con cui alimentarsi.
Nel 1924 all'attività molitoria si aggiunse la lavorazione della pasta alimentare con il marchio "Spigadoro", mentre nel 1955 venne avviata la produzione di alimenti zootecnici, a breve affiancata dall'allevamento di pulcini da carne e uova (1964).
Dal punto di vista costruttivo il nucleo più antico del complesso, rappresentato dal molino, fu completamente ricostruito nel 1946 a seguito degli eventi bellici, Dino Lilli è coinvolto nella progettazione per oltre un decennio e si occupa dei numerosi interventi di modificazione e ampliamento dell’impianto originario.
L’intervento di ampliamento per la realizzazione del pastificio, eseguito tra il 1955 e il 1963, si snoda lungo via dell’Isola Romana, delimitandola per un lungo tratto e connotando l’accesso alla città storica da sud. Il complesso dei sili, disposti su tre file e realizzati dallo stesso progettista nel 1962, si colloca in prossimità del molino, mentre il magazzino di stoccaggio dei prodotti e il mangimificio, realizzati tra il 1963 e il 1966, presiedono l’area centrale dell’intero complesso. Il mangimificio è costituito da una grande piastra destinata alle attività produttive, sovrastata dalla torre dei sili e da un volume allungato, sempre destinato alla produzione.
Le strutture portanti degli edifici sono realizzate in calcestruzzo armato. Il complesso dei sili si contraddistingue per l’imponenza del volume della torre, resa meno austera da un coronamento apicale in cui ricorre il motivo dei telai lasciati a vista, ciascuno dei quali posto a incorniciare un’apertura quadrata, mentre la fascia centrale di ogni modulo strutturale risulta intonacata e tinteggiata in rosso. Diversamente dagli altri volumi, che presentano paramenti murari in laterizio faccia a vista e coperture a falde, il fabbricato dei sili presenta un paramento murario esterno realizzato in pannelli di calcestruzzo armato prefabbricati e coperture piane.
Alla fine degli anni '90 il pastificio venne chiuso e le relative attività vennero trasferite nello stabilimento di Foligno. Oggi lo stabilimento è dedicato alla produzione di farine.1
Fonti e note
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Fonti:
- Open Data Regione Umbria https://dati.regione.umbria.it
- “STABILIMENTO SPIGADORO PETRINI – Scheda Opera.” Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi, Ministero della Cultura, Università degli Studi di Perugia – Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale, responsabile scientifico Paolo Belardi, scheda redatta il 31 dicembre 2018, ultima modifica 29 gennaio 2025.
https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/scheda-opera?id=4352