Monti San Pancrazio - Oriolo

Comune: Amelia, Narni, Stroncone
Codice Sito
IT5220023
Superficie (Ettari)
1.348,75

L'area protetta dei Monti San Pancrazio - Oriolo (codice IT5220023) è un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) / Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della Rete Natura 2000 in Umbria.

Caratteristiche Generali e Vegetazione

Rilievi calcarei di modesta elevazione posti all'estremo confine meridionale della regione. Gli habitat segnalati con codice sono costituiti da: aggruppamenti a Junipers oxycedrus (5211); pascoli terofitici dell'ordine Thero-Brachypodietalia (6220); formazioni a Quercus ilex attribuite alle associazioni Viburno-Quercetum ilicis, Orno-Quercetum ilicis e Cephalanthero-Quercetum ilicis (9340); pinete a Pinus halepensis riferite alla subassociazione Orno-Quercetum ilicis pinetosum halepensis (9540). Inoltre, nei versanti più freschi, si rinvengono boschi a dominanza di Ostrya carpinifolia inquadrati nell'associazione Scutellario-Ostryetum.

Qualità e Rilevanza Biogeografica

Sito di grande interesse geobotanico poichè nei settori meno elevati presenta specie ed associazioni vegetali di tipo mediterraneo, mentre in quelli più alti, per la presenza di boschi misti a sclerofille sempreverdi con caducifoglie, sono rappresentate le leccete tipiche delle aree appenniche. I versanti a nord, poi, ricoperti da boschi con Ostrya carpinifolia mostrano un campione della vegetazione di caducifoglie tipica delle aree collinari appenniniche. Tra le entità floristiche presenti, oltre alle endemiche, è stata indicata Elaeoselinum asclepium, poichè rara a livello regionale. Tra la fauna è stato indicato anche Buteo buteo e Falco tinnunculus (specie poco comuni).

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Fonti e note

  1. 1Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
Habitat Direttiva
  • 6220* - Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea: L'Habitat raggruppa tipologie di prateria xerofila piuttosto variabili per fisionomia e struttura: da quelle di piccola taglia a dominanza di varie specie di graminacee annuali, a quelle di piccola taglia ma perenni con Poa bulbosa, a quelle perenni discontinue di taglia media a dominanza di Hyparrhenia hirta. Queste comunità si sviluppano su substrati di varia natura, spesso calcarei e ricchi di basi, generalmente con suoli poco evoluti e soggetti ad erosione. Sono diffuse a diverse altitudini, prevalentemente nei Piani Bioclimatici Meso- e Submeso-Mediterraneo, ma anche in contesti climatici temperati in presenza di condizioni edafiche e microclimatiche particolari. Si tratta nella maggior parte dei casi di presenze puntiformi e non cartografabili se non a una scala di estremo dettaglio, spesso in mosaico con altre tipologie di Habitat, soprattutto il 6210(*).
  • 9340 - Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia: L'Habitat, molto ben rappresentato in Umbria, comprende le formazioni forestali sempreverdi a dominanza di leccio, generalmente pluristratificate. Sono inclusi anche gli aspetti di macchia alta, se suscettibili di recupero. Questi boschi si sviluppano su substrati di varia natura, sia calcarei che silicei, su pendenze variabili e suoli a maturità molto diversificata; possono colonizzare siti rupestri con roccia affiorante, ma si rinvengono anche in stazioni subpianeggianti. Sono molto diffusi nei Piani Meso- e Submeso-Mediterraneo, ma possono essere presenti anche in contesto Meso- e Supratemperato, in condizioni edafiche particolari.
  • 9540 - Pinete mediterranee di pini mesogeni endemici: L'Habitat include le formazioni mediterranee a dominanza di pino d'Aleppo, molto diffuse in Umbria soprattutto nel settore meridionale. Queste comunità presentano in genere una struttura aperta, o più spesso biplana, con lo strato dominante rappresentato dalle chiome dei pini ed uno strato arbustivo dominato di taglia più bassa costituito da specie sclerofille sempreverdi tipiche della macchia mediterranea. Spesso rappresentano un aspetto pioniero della ricolonizzazione da parte della vegetazione spontanea in sostituzione della lecceta, ad esempio dopo il passaggio di incendi. In Umbria Pinus halepensis è stato spesso utilizzato negli impianti. Secondo il Manuale Italiano di interpretazione degli habitat della Direttiva 92/43/CEE (Biondi et al., 2009), rientrano nell'Habitat gli impianti artificiali realizzati da molto tempo che si sono stabilizzati e inseriti in un contesto di vegetazione naturale.
Fonte
Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
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