Museo del Monastero delle Orsoline e Collezione Chiomenti-Vassalli

Architettura secondo il periodo: Architettura neoclassica
Perché è interessante
Il museo conserva il patrimonio del monastero delle Orsoline e la collezione Chiomenti-Vassalli all’interno di un complesso monastico storico del centro di Calvi.

Il Museo del Monastero delle Orsoline ha sede nel centro storico di Calvi dell’Umbria, aperta al pubblico nel 2002, la struttura occupa il complesso monastico abitato dalle suore Orsoline fino al 1994. L'edificio rappresenta un notevole esempio di architettura italiana del XVIII secolo.

Palazzo Ferrini - Museo del Monastero delle Orsoline
Palazzo Ferrini - Museo del Monastero delle Orsoline

L'edificio rappresenta un notevole esempio di architettura italiana del XVIII secolo. La sua conformazione attuale è il risultato dell'accorpamento di diverse strutture preesistenti: Palazzo Ferrini, due chiese ed una porzione di edificio costruita appositamente per il monastero.
L'unificazione visiva e strutturale è stata garantita da una monumentale facciata progettata a partire dal 1739 dal celebre architetto Ferdinando Fuga (1699-1781), noto interprete del barocco borrominiano.1
Il percorso museale permette di visitare anche gli ambienti storici della vita monastica, tra cui: le antiche cucine progettate dal Fug, il lavatoio e la spezieria, l’area cimiteriale e la cripta, l’orto e il giardino.

Il patrimonio del museo si divide principalmente in due nuclei: la raccolta storica (derivante dal monastero e dalle confische postunitarie) e la Collezione Chiomenti-Vassalli, acquisita successivamente.

La Raccolta Storica  comprende opere databili tra il XVI e il XVIII secolo, provenienti dalle demaniazioni postunitarie (materiali confiscati agli enti religiosi dallo Stato italiano) e dal monastero stesso. Le opere riflettono le influenze dell’arte romana e abruzzese, testimoniando la posizione di confine di Calvi tra Umbria, alto Lazio e Abruzzo; i dipinti principali sono:

  • Madonna col Bambino e i santi Giovenale e Pancrazio* (pittore romano, seconda metà del XVIII sec.), proveniente dalla chiesa di San Giovenale.
  • Immacolata Concezione, ascritta ad Agostino Masucci, proveniente dalla cappella del cimitero locale.
  • Madonna del Suffragio col Bambino e i santi Chiara, Francesco, Luigi di Francia, Elisabetta d’Ungheria, opera tardo settecentesca di Paolo Nerocci, proveniente dalla Chiesa di San Francesco. 

Fra gli arredi religiosi e le sculture sono da annoverare: un Ostensorio scolpito dall'argentiere Giovacchino Belli (primo quarto del XIX sec.), una Cartagloria in metallo argentato2 (anonimo, prima metà del XVIII sec.) ed un Crocifisso ligneo dai tratti realistici (XVI sec.).
Visitabile dal giugno 2012 e frutto della donazione degli eredi Filippo e Carlo Chiomenti, la Collezione Chiomenti-Vassalli
 comprende oltre 100 opere tra pitture e sculture. Di particolare rilievo:

  • La fuga di Enea da Troia (1755) di Pompeo Batoni: opera siglata in cui le figure sono modellate dai bagliori del fuoco.
  • La parabola dei ciechi (primo quarto del XVII sec.) di Pieter Bruegel il Giovane: reinterpretazione della parabola evangelica contestualizzata nelle lotte religiose tra cattolici e protestanti.
  • La Maddalena Penitente (1634-1635) di Guido Reni: raffigurazione di grande bellezza dell'incarnato e sguardo sensuale.
  • Andromeda (anni '30-'40 del Seicento) di Francesco Furini: opera tarda che unisce disegno classico a una sensibilità coloristica dai toni sfumati e perlacei.

Tra gli altri autori presenti figurano **Pierleone Ghezzi** (con *Ritratto di giovane donna*), Magnasco, Voet e Petruccio Perugino.

La sezione scultorea del museo include busti, bassorilievi e opere raffiguranti Papi del XVII e XVIII secolo, tra cui:

  • Un trittico di plaquettes (Adorazione dei Magi, Adorazione dei pastori, Ecce Homo) del “Moderno”.
  • Busto dedicato a papa Clemente VIII Aldobrandini (ca. 1593) di Bastiano Torrigiani.
  • Busto dedicato a papa Innocenzo XI Odescalchi (ca. 1680) di Lorenzo Ottoni.

Parte integrante del percorso di visita è la chiesa di Sant’Antonio Abate. Al suo interno è conservato un monumentale presepe realizzato nel 1546. L'opera, composta da trenta sculture in terracotta (descritta come policroma e invetriata) a grandezza naturale, è stata realizzata dagli artisti abruzzesi Giovanni e Raffaele da Montereale.3

Il museo del Monastero delle Orsoline ha sede all’interno del complesso monastico abitato dalle suore orsoline fino al 1994. 
La struttura, pregevole esempio di architettura italiana del XVIII secolo, nasce dall’accorpamento del cinquecentesco palazzo Ferrini con due chiese, unificate da una monumentale facciata progettata a partire dal 1739 da Ferdinando Fuga (1699-1781), interprete del barocco borrominiano.4

La raccolta d’arte è composta da materiali confiscati agli enti religiosi dal neonato Stato italiano e da opere già appartenenti al complesso monastico. Si tratta di oggetti per lo più ascrivibili alla cultura figurativa dell’Umbria meridionale e romana dei secoli XVI e XVII.

Fra i dipinti da ricordare una Madonna col Bambino e i santi Giovenale e Pancrazio di pittore romano della seconda metà del XVIII secolo, in origine nella chiesa di San Giovenale; una Immacolata Concezione da ascrivere ad Agostino Masucci proveniente dalla cappella del cimitero locale e una Madonna del Suffragio col Bambino e i santi Chiara, Francesco, Luigi di Francia, Elisabetta d’Ungheria opera tardo settecentesca di Paolo Nerocci, proveniente dalla locale chiesa di San Francesco.

Fra gli arredi religiosi un Ostensorio, primo quarto del XIX secolo, sapientemente scolpito dal maestro argentiere Giovacchino Belli; una Cartagloria5 in metallo argentato di un anonimo della prima metà del XVIII secolo ed un Crocifisso ligneo, scolpito nel XVI secolo, dai caratteri particolarmente realistici.

Dal giugno del 2012 è visitabile la Collezione "Pasquale Chiomenti - Donata Chiomenti Vassalli".

Voluta dagli eredi Filippo e Carlo Chiomenti in memoria dei loro genitori Pasquale Chiomenti e Donata Chiomenti Vassalli, la donazione comprende dipinti e sculture di grandi artisti dell’età moderna. Fra questi Guido Reni con La Maddalena penitente (1634-1635), Pieter Bruegel il Giovane con La parabola dei ciechi, Pierleone Ghezzi con il Ritratto di giovane donna.

Della collezione fanno parte anche alcune opere scultoree, tra cui un raffinatissimo trittico di plaquettes (Adorazione dei Magi, Adorazione dei pastori, Ecce Homo) del “Moderno”. Inoltre, una serie di busti e bassorilievi fra i quali spiccano quelli dedicati a papa Clemente VIII Aldobrandini (1593 ca.) di Bastiano Torrigiani e a papa Innocenzo XI Odescalchi (1680 ca.) di Lorenzo Ottoni. A questi vanno associate altre opere di scultura e decorazione scultorea, sempre raffiguranti Papi del XVII e XVIII secolo.

Nel percorso museale sono visitabili anche gli ambienti storici del monastero come le antiche cucine progettate dal Fuga, il lavatoio, la spezieria, l’area cimiteriale, la cripta, l’orto e il delizioso giardino. Parte integrante del percorso museale è anche la chiesa di Sant’Antonio Abate, che ospita un monumentale presepe composto da trenta sculture in terracotta invetriata a grandezza naturale realizzato nel 1546 dagli abruzzesi Giovanni e Raffaele da Montereale.6,7

Il museo aderisce al progetto LA VALLE INCANTATA

Fonti e note

  1. 1

    Fuga impostò un impianto a quattro ali per due piani di altezza che riutilizzava parte delle murature costruite in precedenza. Intorno a un’ampia corte interna trovavano posto, su tre lati, le celle, mentre il quarto doveva essere attraversato da un corridoio di collegamento. Appena iniziati i lavori venne deciso l’ampliamento della chiesa di Santa Brigida, adiacente a quella di sant’Antonio. Per uniformare l’esterno dei due edifici, fu ideata una doppia facciata in cui il motivo a edicola timpanata, scandita da paraste, nasconde le diverse proporzioni delle chiese retrostanti.Il lascito delle orsoline. Sito web della Provincia di Terni http://www.museiprovinciaterni.it  visitato nel mese di ottobre 2012.

  2. 2

    Tabelle poste sull'altare contenenti i testi invariabili della messa usate come aiuto alla memoria del sacerdote. Il nome deriva dalla tabella centrale, che conteneva l’inizio del Gloria in excelsis

  3. 3

    Museo del Monastero delle Orsoline. Sito web della Regione Umbria http://www.regioneumbria.eu visitato nel mese di ottobre 2012 ed al quale si rimanda per gli approfondimenti del caso 

    Calvi dell’Umbria - Monastero delle orsoline. Sito web dei "Musei in provincia di Terni" http://www.museiprovinciaterni.it visitato nel mese di ottobre 2012 ed al quale si rimanda per gli approfondimenti dle caso.

    Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)

  4. 4

    Fuga impostò un impianto a quattro ali per due piani di altezza che riutilizzava parte delle murature costruite in precedenza. Intorno a un’ampia corte interna trovavano posto, su tre lati, le celle, mentre il quarto doveva essere attraversato da un corridoio di collegamento. Appena iniziati i lavori venne deciso l’ampliamento della chiesa di Santa Brigida, adiacente a quella di sant’Antonio. Per uniformare l’esterno dei due edifici, fu ideata una doppia facciata in cui il motivo a edicola timpanata, scandita da paraste, nasconde le diverse proporzioni delle chiese retrostanti.Il lascito delle orsoline. Sito web della Provincia di Terni http://www.museiprovinciaterni.it  visitato nel mese di ottobre 2012.

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    Tabelle poste sull'altare contenenti i testi invariabili della messa usate come aiuto alla memoria del sacerdote. Il nome deriva dalla tabella centrale, che conteneva l’inizio del Gloria in excelsis

  6. 6

    Museo del Monastero delle Orsoline. Sito web della Regione Umbria http://www.regioneumbria.eu visitato nel mese di ottobre 2012 ed al quale si rimanda per gli approfondimenti del caso 

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    Museo del Monastero delle Orsoline. Sito web della Regione Umbria http://www.regioneumbria.eu visitato nel mese di ottobre 2012 ed al quale si rimanda per gli approfondimenti del caso 

    Calvi dell’Umbria - Monastero delle orsoline. Sito web dei "Musei in provincia di Terni" http://www.museiprovinciaterni.it visitato nel mese di ottobre 2012 ed al quale si rimanda per gli approfondimenti dle caso.

    Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)

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