Le origini del complesso monastico del Monastero delle Orsoline, oggi sede dell'omonimo Museo e della collezione Chiomenti-Vassalli, risalgono alle disposizioni testamentarie del 1619 del notabile calvese Demofonte Ferrini. Egli stabilì che, all'estinguersi della sua discendenza maschile, i suoi beni passassero al Comune di Calvi per la fondazione di un monastero dedicato a Santa Brigida.
Alla morte dell'ultimo erede nel 1715, il Comune acquisì il patrimonio e avviò la costruzione della struttura, inizialmente destinata alle suore benedettine provenienti da Narni. Le religiose furono collocate nella chiesa di San Paolo, successivamente intitolata a Santa Brigida.
Per collegare l'edificio di culto con l'ex palazzo Ferrini, fu incaricato padre Gregorio, affiliato della Compagnia di Gesù, il quale realizzò un'ala dotata di un piccolo parlatorio e di un maestoso coro.
Con il subentro delle suore Orsoline, numericamente superiori alle Benedettine, si rese necessario un significativo ampliamento. Nel 1739 l'incarico fu affidato a Ferdinando Fuga (Firenze 1699 - Roma 1781), celebre architetto e interprete del barocco borrominiano. Al momento della nomina, Fuga si trovava all'apice della carriera: era architetto dei Sacri Palazzi Apostolici per Clemente XII e aveva recentemente completato opere di rilievo a Roma come il Palazzo della Consulta e palazzo Corsini.
Sebbene non sia chiaro il motivo ufficiale della sua chiamata a Calvi, è documentato che due delle sue figlie fossero educande presso il monastero in quel periodo.
Il progetto di Fuga prevedeva un impianto a quattro ali su due piani, integrando parte delle murature preesistenti. La struttura si sviluppava attorno a un’ampia corte interna: tre lati erano destinati alle celle, mentre il quarto era attraversato da un corridoio di collegamento. Contestualmente, si procedette all'ampliamento della chiesa di Santa Brigida, adiacente a quella di Sant’Antonio. Per armonizzare l'esterno dei due edifici sacri, Fuga ideò una doppia facciata unitaria. Questa soluzione architettonica, caratterizzata dal motivo a edicola timpanata e scandita da eleganti paraste, aveva la funzione di mascherare le diverse proporzioni delle due chiese retrostanti. I lavori di costruzione e ristrutturazione si conclusero nel 1743.
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Fonti e note
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Dragoni, Patrizia. Musei in Umbria. Museo del Monastero delle Orsoline. Calvi dell'Umbria. A cura di Elisabetta Spaccini, Servizio Musei e Beni Culturali della Regione dell’Umbria, 2005. Realizzato con il contributo dell’Unione Europea