La cinta muraria di Bettona si estendeva per circa un chilometro, seguendo un tracciato lenticolare che racchiudeva l’intero centro urbano. Tale conformazione, chiaramente legata a esigenze difensive, trova riscontro anche in altre città umbre come Spello e Assisi, ed è proprio da questo riscontro che può dedursi una datazione che non scende oltre il III secolo p.e.v.
La tecnica costruttiva appare omogenea: si tratta di un’opera realizzata con blocchi squadrati di arenaria locale, di dimensioni variabili, disposti in filari orizzontali secondo uno schema pseudoisodomo. I blocchi, di forma parallelepipeda e talvolta trapezoidale, sono accuratamente tagliati e posati su assise regolari. Alcuni conservano ancora sulla faccia a vista i segni della lavorazione e, in rari casi, tracce di bugnato rustico semplice. I giunti verticali presentano profili netti, con spigoli vivi perfettamente combacianti. Dell’impianto originario restano oggi soltanto i tratti inglobati nelle mura albornoziane del XIV secolo e ciò che è sopravvissuto alla moderna urbanizzazione.
Tratti visibili
Presso Viale Roma e Porta Vittorio Emanuele: un segmento ad angolo retto poggia direttamente su un banco di arenaria. L’angolo si raccorda con un altro tratto di muro, i cui filari inferiori risultano parzialmente coperti dalla piazzetta antistante l’ingresso al centro abitato.
Porta Romana: qui si conserva un tratto, seppur rimaneggiato da interventi recenti, costituito da tre filari inseriti negli avancorpi laterali della porta. Dopo una breve interruzione, la muratura prosegue con altri tre filari orizzontali di blocchi ben conservati, caratterizzati da giunti perfettamente combacianti, nonostante le stuccature moderne.1
Fonti e note
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Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria. “Archeologia Bettona.” *Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria*,
16 giugno 2024, 11:39, https://sabapumbria.cultura.gov.it/archeologia-e-territorio/archeologia-bettona/. Visitato nel mese di novembre 2025