La chiesa-tempio di Santa Maria della Consolazione di Todi si trova appena fuori dalle mura perimetrali della città, e costituisce uno degli edifici simbolo dell’architettura rinascimentale.
La sua costruzione, iniziata nel 1508, si concluse solo un secolo più tardi.
La sua architettura si contrappone a quella del centro storico di Todi, di carattere medievale.
La posizione periferica offriva il vantaggio di presentare la città con un edificio di prestigio visibile già da lontano.
La paternità del progetto architettonico non è sicura. Fin dal cinquecento è stata attribuita a Donato Bramante, ma non vi sono documenti che possano comprovare tale attribuzione. È certo che il Bramante non presenziò mai ai lavori, mentre sono certi i nomi dei maestri che si sono succeduti nelle varie fasi della costruzione: all'inizio, e fino al 1512, i lavori furono diretti da Cola da Caprarola, successivamente subentrarono Baldassarre Peruzzi (fino al 1518), il Vignola (fino al 1565) e infine Ippolito Scalzi. Anche altri architetti hanno dato il loro contributo alla costruzione: tra questi Antonio da Sangallo il Giovane, Galeazzo Alessi e Michele Sanmicheli.
La chiesa, a pianta centrale e croce greca, presenta tre absidi poligonali e uno semicircolare. La facciata è decorata da lesene di ordine corinzio e finestrelle che si alternano a frontoni curvi o triangolari. Agli angoli quattro aquile a simboleggiare la città di Todi.
L’interno è luminoso, gli elementi architettonici che suddividono gli spazi sono realizzati in pietra chiara.
Sopra l’altare maggiore è l’antica immagine de La Madonna con Bambino. La chiesa fu edificata proprio per custodire questa immagine ritenuta miracolosa, che inizialmente si trovava entro le mura di una piccola cappella andata in rovina nel corso dei secoli.
Fonti e note
- 1Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)