La chiesa di San Silvestro si affaccia su piazza Silvestri, lo spazio che da secoli rappresenta il centro religioso e civile di Bevagna, dove tra XII e XIII secolo sorsero anche San Michele Arcangelo e il Palazzo dei Consoli.
L’edificio venne costruito nel 1195, come indica l’iscrizione collocata accanto al portale, e fu realizzato dal maestro Binello, attivo in altre architetture romaniche dell’area spoletina1. La facciata, rimasta incompiuta nella parte superiore, alterna travertino nella zona inferiore e pietra bianca e rosa in quella superiore, ed è attraversata da una cornice scolpita con motivi vegetali e figure umane e animali. Al centro si apre una trifora sorretta da colonne binate, affiancata da due bifore, mentre il portale a tutto sesto è articolato in tre fasce e decorato da un complesso fregio simbolico che associa elementi naturali alla figura di Cristo, ai Vangeli, alla Chiesa e ai fedeli, contrapponendoli alla presenza del male rappresentata da un drago.
L’interno presenta tre navate divise da robuste colonne in arenaria con capitelli corinzi, che sostengono una volta a botte nella navata centrale e volte rampanti in quelle laterali. La luce filtra da monofore strette, contribuendo a un’atmosfera sobria e raccolta, in cui la struttura architettonica prevale sulla decorazione. Il presbiterio, sopraelevato rispetto all’aula, è raggiungibile tramite una scalinata e si conclude con un’abside; questa impostazione mette in risalto la cripta sottostante, che riprende la suddivisione in tre navate e presenta volte a crociera poggianti su colonne con capitelli decorati da foglie acquatiche o motivi vegetali.
Sulle pareti si conservano alcuni affreschi di epoche diverse, oggi in parte deteriorati: tra questi un’Annunciazione databile tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo e pitture del Quattrocento e Cinquecento raffiguranti santi. Sono presenti anche frammenti lapidei gotici reimpiegati, come plutei con archi trilobati o motivi quadrilobati.
Nel corso del tempo la chiesa ha attraversato fasi di abbandono e ha subito danni significativi, come quelli provocati dal terremoto del 1831. Nel 1860 rischiò una parziale demolizione per ampliare la piazza, progetto poi abbandonato. L’aspetto attuale deriva dai restauri condotti negli anni Cinquanta del Novecento e da ulteriori interventi sulla facciata eseguiti nel 1987.
Fonti e note
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+ A(nno) D(oniini)MCXCV/ERRICO IMP(erato)RE REGNA(n)TE /D(eu)STESALVET P(ri)OR ET F(atre)S / EIUS ET BINELL(us) M(agister) VIVANT I(n) (Christo) AM(en). Tradotto: “Nell’anno del Signore 1195, regnando l’imperatore Arrigo (VI); il priore Diotisalvi e i suoi frati e maestro Binello vivano in Cristo. Così sia“.