Monti Sibillini

Comune: Norcia, Preci
Natura e paesaggio: Zone di Protezione Speciale (ZPS)
Codice Sito
IT5210071
Superficie (Ettari)
17.812,00

812 ha nel formulario regionale consultato; 17.932 ha nel factsheet EUNIS aggiornato. Il sito interessa il versante umbro dei Sibillini e comprende un sistema montano appenninico di elevatissimo valore ecologico, con un forte gradiente altitudinale, estesi pascoli sommitali, ghiaioni, pareti e rupi calcaree, formazioni a ginepro, praterie aride e nuclei forestali. Nel formulario regionale la qualità del sito viene collegata alla presenza di importanti praterie montane e xeriche, a elementi floristici rari e relitti, e a una fauna ornitica di primissimo rilievo per l’Appennino centrale, con aquila reale, falco pellegrino, lanario, gracchio corallino e altre specie rupicole e dei pascoli di alta quota. La vulnerabilità viene associata soprattutto a sovrapascolamento e incendi dei prati sommitali. citeturn57search0turn62view0turn45search1turn14view0

Altre caratteristiche utili: classificazione SPA da settembre 1996; come sito Natura 2000 è anche designato SAC con data febbraio 2017 nel factsheet EUNIS. citeturn45search1

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Fonti e note

  1. 1Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
Habitat Direttiva
  • 3260 - Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho- Batrachion.: L'Habitat include le comunità a dominanza di macrofite acquatiche a portamento prevalentemente sommerso (con apparati riproduttivi generalmente emersi) che si sviluppano nei corsi d’acqua a corrente con velocità più o meno accentuata. Si tratta di cenosi spesso povere di specie, che possono tipicamente comprendere entità vascolari, alghe e muschi acquatici. Necessitano di un buon apporto di luce, perciò tendono a non svilupparsi nei corsi d'acqua ombreggiati dalla vegetazione spondale o in presenza di acque poco trasparenti.
  • 4060 - Lande alpine e boreali: L'Habitat è rappresentato da formazioni di arbusti bassi, nani o prostrati, tipicamente presenti ad elevate altitudini, nelle fasce alto-montana e subalpina (e alpina, ove presente), dominate in particolare da ericacee e/o ginepro nano. Sono generalmente collocati nella fascia altitudinale compresa fra il limite della foresta e le praterie primarie d’altitudine, ma in condizioni ecologiche particolari si possono sviluppare anche a quote più basse. In Umbria si tratta di un Habitat molto localizzato, rappresentato da arbusteti di alta quota a dominanza di ginepro nano, da frammentarie formazioni acidofile a dominanza di mirtillo, da cenosi a dominanza di Genista radiata.
  • 5130 - Formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcicoli: L'Habitat, molto diffuso in Umbria e in espansione, si riferisce alle formazioni arbustive, più o meno dense (talora anche piuttosto rade ed in mosaico con le formazioni di prateria arida) a dominanza di Juniperus communis. Si tratta di formazioni di origine secondaria, il cui mantenimento è subordinato al perdurare di moderate attività di pascolo, in assenza delle quali tendono a chiudersi e ad essere progressivamente sostituite dalle cenosi forestali. L'Habitat è diffuso nei piani collinare e montano, su substrati sia carbonatici che silicei, generalmente in condizioni di aridità e su suoli poco evoluti.
  • 6170 - Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine: Habitat 6170 con stella alpina appenninica, Monte Vettoretto (PG). L'Habitat comprende le praterie alpine e subalpine che si sviluppano, di norma, ad altitudini poste al di sopra del limite del bosco, su suoli di natura carbonatica. In condizioni ecologiche particolari, ad esempio su creste ventose soggette a erosione, l'Habitat si rinviene anche al di sotto del limite della foresta, nell'orizzonte montano superiore. In Umbria l'Habitat è molto localizzato e si può osservare sostanzialmente solo nel territorio dei Monti Sibillini, perché le quote necessarie per il suo sviluppo non vengono raggiunte dagli altri massicci umbri. In alcune zone è possibile osservarne dei frammenti anche a quote più basse, dove le condizioni ecologiche ne abbiano favorito lo sviluppo.
  • 6210(*) - Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee): L'Habitat comprende le praterie perenni, più o meno ricche di specie, a dominanza di graminacee emicriptofitiche e con una componente variabile di camefite, da aride a semi-mesofile, diffuse nei Piani bioclimatici Submeso-, Meso- e Supra-Temperato, talora interessate da una ricca presenza di specie di Orchidaceae ed in tal caso considerate prioritarie (*). Si tratta tipicamente di praterie secondarie, la cui conservazione è strettamente subordinata al mantenimento delle pratiche di pascolo brado, nel rispetto di un carico sostenibile di capi pascolanti. In assenza delle tradizionali attività pastorali si assiste allo sviluppo di nuclei arbustivi (a dominanza, a seconda delle condizioni ecologiche del sito, di Juniperus oxycedrus subsp. deltoides, J. communis, Spartium junceum, Cytisus sessilifolius, C. scoparius, Pteridium aquilinum, Emerus major subsp. emeroides, Prunus spinosa, Rosa gr. canina, Crataegus monogyna, Pyracantha coccinea, Rubus ulmifolius e altre entità). Viceversa, in presenza di un carico eccessivo di bestiame si assiste a fenomeni di erosione, rottura del cotico erboso, compattamento del suolo, banalizzazione della composizione floristica con diffusione di specie nitrofile. Si tratta di comunità endemiche dell’Italia appenninica, che si sviluppano su substrati di varia natura: da litotipi calcarei a marne, calcareniti e arenarie. Secondo il Manuale europeo (European Commission, 2013), per individuare il carattere prioritario deve essere soddisfatto almeno uno dei seguenti criteri: (a) il sito ospita un ricco contingente di specie di orchidee; (b) il sito ospita un’importante popolazione di almeno una specie di orchidee ritenuta non molto comune a livello nazionale; (c) il sito ospita una o più specie di orchidee ritenute rare, molto rare o di eccezionale rarità a livello nazionale.
  • 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale): L'Habitat è rappresentato da praterie perenni mesofile a cotico erboso denso e chiuso, a dominanza di Nardus stricta. Si sviluppa prevalentemente nel Piano Montano, su suoli subacidi generalmente derivanti da substrati silicei, o in alcuni casi anche su litotipi di natura carbonatica ma ricchi in silice (ad esempio i diaspri) o soggetti a decarbonatazione. Non è molto diffuso nella regione Umbria data la modesta presenza di substrati idonei nel Piano Montano. Si localizza in zone pianeggianti o poco acclivi, ad esempio sulle aree sommitali dei rilievi.
  • 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile: Si tratta di un Habitat piuttosto vario ed eterogeneo, rappresentato in generale da comunità di alte erbe a foglie grandi (megaforbie) a carattere igrofilo e nitrofilo, che si sviluppano lungo le sponde dei corpi idrici o in contatto con il margine di boschi igro-mesofili, ad altitudini variabili.
  • 8120 - Ghiaioni calcarei e scisto-calcarei montani e alpini (Thlaspietea rotundifolii): L'Habitat comprende i ghiaioni mobili, in Umbria composti sostanzialmente di clasti calcarei, presenti nei Piani Montano e Subalpino. Sono tipicamente colonizzati da fitocenosi perenni erbacee pioniere, dalla tipica copertura molto discontinua.
  • 8130 - Ghiaioni del Mediterraneo occidentale e termofili: L'Habitat raggruppa le formazioni vegetali termofile che si sviluppano su ghiaioni e pietraie in contesti climatici Mediterranei.
  • 8210 - Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica: Vengono inquadrate in questo Habitat le comunità casmofitiche che si sviluppano nelle fessure delle pareti rocciose, ad altitudine variabile, tipicamente discontinue e con una copertura complessiva molto scarsa.
  • 8310 - Grotte non ancora sfruttate a livello turistico: L'Habitat si riferisce agli ambienti di cavità sotterranee e grotte non aperte al pubblico, che rivestono un'importanza particolare per alcune specie animali, soprattutto pipistrelli e anfibi. La componente vegetale è scarsamente rappresentata, a causa delle condizioni di illuminazione pressoché assente. Fitocenosi specializzate possono svilupparsi solo all’imboccatura delle grotte e spesso ospitano una ricca componente briofitica e algale. Biondi E., Burrascano S., Casavecchia S., Copiz R., Del Vico E., Galdenzi D., Gigante D., Lasen C., Spampinato G., Venanzoni R., Zivkovic L. & Blasi C., 2012. Diagnosis and syntaxonomic interpretation of Annex I Habitats (Dir. 92/43/ EEC) in Italy at the alliance level. Plant Sociology, 49(1): 5-37. Genovesi P., Angelini P., Bianchi E., Dupré E., Ercole S., Giacanelli V., Ronchi F., Stoch F., 2014. Specie e Habitat di Interesse Comunitario In Italia: Distribuzione, Stato Di Conservazione e Trend. Serie Rapporti, 194/2014, ISPRA. Spampinato G., 2009. Habitat 8310. In: Biondi E. et al., Manuale Italiano di interpretazione degli habitat della Direttiva 92/43/CEE. SBI, MATTM, DPN. Tra le poche specie vegetali che possono svilupparsi all'imboccatura delle grotte ci sono alcune pteridofite quali Asplenium trichomanes, Phyllitis scolopendrium, Athyrium filix-foemina, Cystopteris fragilis, Polystichum setiferum, P. aculeatum, Dryopteris filix-mas, Polypodium cambricum, P. vulgare, e briofite quali Neckera crispa, Anomodon viticulosus, Thamnobryum alopecurum (=Thamnium alopecurum), Thuidium tamariscinum, Plagiochila asplenioides, Taxiphyllum wissgrillii (=Isopterygium depressum). Possono essere presenti alghe azzurre e verdi. ADIANTETEA CAPILLI-VENERIS Br.-Bl. in Br.-Bl., Roussine & Nègre 1952, Adiantetalia capilli-veneris Br.-Bl. ex Horvatić 1939, Adiantion capilli-veneris Br.-Bl. ex Horvatic 1939, Polysticho setiferi-Phyllitidion scolopendri Ubaldi ex Ubaldi & Biondi in Biondi, Allegrezza, Casavecchia, Galdenzi, Gasparri, Pesaresi, Vagge & Blasi 2014 Pressioni IUCN: G01.04.02- speleologia; G05.01- Calpestio eccessivo; H02- Inquinamento delle acque sotterranee (sorgenti puntiformi e diffuse); L06- Collassi sotterranei Minacce IUCN: G01.04.02- speleologia; G05.01- Calpestio eccessivo; H02- Inquinamento delle acque sotterranee (sorgenti puntiformi e diffuse); L06- Collassi sotterranei Specie vegetali potenzialmente presenti in questo habitat: Autore di riferimento: D. Gigante, F. Maneli, S. Poponessi, R.P. Wagensommer, R. Venanzoni
  • 91AA* - Boschi orientali di quercia bianca: L'Habitat comprende i boschi mediterranei e submediterranei a dominanza di roverella sensu lato (Quercus virgiliana, Q. dalechampii, Q. pubescens) termofili, spesso in posizione edafo-xerofila, che si sviluppano su substrati di varia natura. Presentano forte affinità con le analoghe formazioni a distribuzione balcanica. In Italia hanno una distribuzione potenziale ampia, sia nelle aree costiere e subcostiere che in quelle preappenniniche. In Umbria sono abbastanza diffusi, anche se spesso fortemente frammentati e rappresentati talora da frammenti relitti di modeste dimensioni soprattutto nelle aree fortemente vocate alla coltura dell'olivo e della vite che ne hanno in gran parte occupato l'areale potenziale.
  • 9210* - Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex: Faggete appenniniche dell'Habitat 9210* ai margini del Pian Grande di Castelluccio (PG). L'Habitat comprende le faggete con presenza più o meno abbondante di tasso e/o agrifoglio, diffuse nel Piano bioclimatico supratemperato, soprattutto nell'orizzonte inferiore ma anche in quello superiore, con ingressioni nel sottostante Piano mesotemperato in condizioni topografiche ed edafiche particolari (le cosiddette "faggete eterotopiche" o "depresse"). Queste comunità si sviluppano su substrati prevalentemente calcarei, ma anche silicei o marnosi. Sono ampiamente distribuite lungo la dorsale Appenninica ma si rinvengono in modeste estensioni anche nel settore occidentale della regione, sia a nord (Monte Favalto) che nel comparto meridionale (territorio orvietano). Sono comunità generalmente ricche floristicamente, non tanto nello strato arboreo (che risulta spesso piuttosto monotono, se non addirittura monospecifico), quanto negli strati arbustivo ed erbaceo. Talora si arricchiscono di entità tipiche dei piani bioclimatici sottostanti.
  • 92A0 - Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba: L'Habitat si riferisce alle formazioni forestali ripariali a dominanza di salici e pioppi che si sviluppano lungo le sponde dei corpi d’acqua (fiumi e laghi), sia nel Piano bioclimatico Mesomediterraneo che in quello Submesomediterraneo. Danno origine generalmente a formazioni lineari che si estendono in funzione del gradiente idrico. Nel caso dei fiumi, le chiome delle fitocenosi sviluppate sulle due sponde possono toccarsi e dare origine ai cosiddetti "boschi a galleria"; nel caso dei laghi possono dare origine a cinture di vegetazione, concentriche con altre tipologie di vegetazione più o meno dipendenti dalla presenza di acqua.
  • 9340 - Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia: L'Habitat, molto ben rappresentato in Umbria, comprende le formazioni forestali sempreverdi a dominanza di leccio, generalmente pluristratificate. Sono inclusi anche gli aspetti di macchia alta, se suscettibili di recupero. Questi boschi si sviluppano su substrati di varia natura, sia calcarei che silicei, su pendenze variabili e suoli a maturità molto diversificata; possono colonizzare siti rupestri con roccia affiorante, ma si rinvengono anche in stazioni subpianeggianti. Sono molto diffusi nei Piani Meso- e Submeso-Mediterraneo, ma possono essere presenti anche in contesto Meso- e Supratemperato, in condizioni edafiche particolari.
Fonte
Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
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