Valle del Serra (Monti Martani)

Comune: Spoleto, Terni
Codice Sito
IT5220014
Superficie (Ettari)
1.272,53

L'area protetta dei Valle del Serra (Monti Martani) (codice IT5220014) è un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) / Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della Rete Natura 2000 in Umbria.

Caratteristiche Generali e Vegetazione

Valle stretta ed a tratti rupestre, incisa nelle rocce calcaree dal Torrente Serra. Gli habitat segnalati con codice sono rappresentati da: garighe ad Erica multiflora ed arbusteti a Juniperus ovycedrus (5211); formazioni ad Ampelodesmos mauritanicus (5332); pascoli aridi dell'Asperulo purpureae-Brometum erecti Back to top X Back to top Back to top Type [%] Public National/Federal 0 State/Province 0 Local/Municipal 0 Any Public 50 Joint or Co-Ownership 0 Private 50 Unknown 0 sum 100 (6210); pascoli terofitici della classe Thero-Brachypodietea (6220); boschi a Quercus ilex dell'Orno-Quercetum ilicis e pinete a Pinus halepensis inquadrate nella subassociazione Orno-Quercetum ilicis pinetosum halepensis (9540). Nella valle si rinvengono inoltre boschi e boscaglie a Quercus pubescens (91H0).

Qualità e Rilevanza Biogeografica

Sito di eccezionale interesse geobotanico, fitogeografico e naturalistico, poichè nei settori meno elevati rappresenta il punto più interno di penetrazione di specie ed associazioni prettamente mediterranee. Inoltre, esso si distingue per la presenza delle pinete a Pinus halepensis più rappresentative dal punto di vista floristico ed ecologico dell'Umbria. Tra le specie floristiche presenti, oltre alle entità endemiche, sono state indicate: Coronilla valentina ssp,. valentina, rara a livello nazionale; Ampelodesmos mauritanicus, rara a livello regionale. Tra la fauna è stato indicato anche Potamon fluviatile fluviatile (specie in progressiva rarefazione), Buteo buteo e Falco tinnunculus (specie poco comuni), Martes martes (specie molto rara).

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Fonti e note

  1. 1Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
Habitat Direttiva
  • 6210(*) - Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee): L'Habitat comprende le praterie perenni, più o meno ricche di specie, a dominanza di graminacee emicriptofitiche e con una componente variabile di camefite, da aride a semi-mesofile, diffuse nei Piani bioclimatici Submeso-, Meso- e Supra-Temperato, talora interessate da una ricca presenza di specie di Orchidaceae ed in tal caso considerate prioritarie (*). Si tratta tipicamente di praterie secondarie, la cui conservazione è strettamente subordinata al mantenimento delle pratiche di pascolo brado, nel rispetto di un carico sostenibile di capi pascolanti. In assenza delle tradizionali attività pastorali si assiste allo sviluppo di nuclei arbustivi (a dominanza, a seconda delle condizioni ecologiche del sito, di Juniperus oxycedrus subsp. deltoides, J. communis, Spartium junceum, Cytisus sessilifolius, C. scoparius, Pteridium aquilinum, Emerus major subsp. emeroides, Prunus spinosa, Rosa gr. canina, Crataegus monogyna, Pyracantha coccinea, Rubus ulmifolius e altre entità). Viceversa, in presenza di un carico eccessivo di bestiame si assiste a fenomeni di erosione, rottura del cotico erboso, compattamento del suolo, banalizzazione della composizione floristica con diffusione di specie nitrofile. Si tratta di comunità endemiche dell’Italia appenninica, che si sviluppano su substrati di varia natura: da litotipi calcarei a marne, calcareniti e arenarie. Secondo il Manuale europeo (European Commission, 2013), per individuare il carattere prioritario deve essere soddisfatto almeno uno dei seguenti criteri: (a) il sito ospita un ricco contingente di specie di orchidee; (b) il sito ospita un’importante popolazione di almeno una specie di orchidee ritenuta non molto comune a livello nazionale; (c) il sito ospita una o più specie di orchidee ritenute rare, molto rare o di eccezionale rarità a livello nazionale.
  • 6220* - Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea: L'Habitat raggruppa tipologie di prateria xerofila piuttosto variabili per fisionomia e struttura: da quelle di piccola taglia a dominanza di varie specie di graminacee annuali, a quelle di piccola taglia ma perenni con Poa bulbosa, a quelle perenni discontinue di taglia media a dominanza di Hyparrhenia hirta. Queste comunità si sviluppano su substrati di varia natura, spesso calcarei e ricchi di basi, generalmente con suoli poco evoluti e soggetti ad erosione. Sono diffuse a diverse altitudini, prevalentemente nei Piani Bioclimatici Meso- e Submeso-Mediterraneo, ma anche in contesti climatici temperati in presenza di condizioni edafiche e microclimatiche particolari. Si tratta nella maggior parte dei casi di presenze puntiformi e non cartografabili se non a una scala di estremo dettaglio, spesso in mosaico con altre tipologie di Habitat, soprattutto il 6210(*).
  • 92A0 - Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba: L'Habitat si riferisce alle formazioni forestali ripariali a dominanza di salici e pioppi che si sviluppano lungo le sponde dei corpi d’acqua (fiumi e laghi), sia nel Piano bioclimatico Mesomediterraneo che in quello Submesomediterraneo. Danno origine generalmente a formazioni lineari che si estendono in funzione del gradiente idrico. Nel caso dei fiumi, le chiome delle fitocenosi sviluppate sulle due sponde possono toccarsi e dare origine ai cosiddetti "boschi a galleria"; nel caso dei laghi possono dare origine a cinture di vegetazione, concentriche con altre tipologie di vegetazione più o meno dipendenti dalla presenza di acqua.
  • 9340 - Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia: L'Habitat, molto ben rappresentato in Umbria, comprende le formazioni forestali sempreverdi a dominanza di leccio, generalmente pluristratificate. Sono inclusi anche gli aspetti di macchia alta, se suscettibili di recupero. Questi boschi si sviluppano su substrati di varia natura, sia calcarei che silicei, su pendenze variabili e suoli a maturità molto diversificata; possono colonizzare siti rupestri con roccia affiorante, ma si rinvengono anche in stazioni subpianeggianti. Sono molto diffusi nei Piani Meso- e Submeso-Mediterraneo, ma possono essere presenti anche in contesto Meso- e Supratemperato, in condizioni edafiche particolari.
  • 9540 - Pinete mediterranee di pini mesogeni endemici: L'Habitat include le formazioni mediterranee a dominanza di pino d'Aleppo, molto diffuse in Umbria soprattutto nel settore meridionale. Queste comunità presentano in genere una struttura aperta, o più spesso biplana, con lo strato dominante rappresentato dalle chiome dei pini ed uno strato arbustivo dominato di taglia più bassa costituito da specie sclerofille sempreverdi tipiche della macchia mediterranea. Spesso rappresentano un aspetto pioniero della ricolonizzazione da parte della vegetazione spontanea in sostituzione della lecceta, ad esempio dopo il passaggio di incendi. In Umbria Pinus halepensis è stato spesso utilizzato negli impianti. Secondo il Manuale Italiano di interpretazione degli habitat della Direttiva 92/43/CEE (Biondi et al., 2009), rientrano nell'Habitat gli impianti artificiali realizzati da molto tempo che si sono stabilizzati e inseriti in un contesto di vegetazione naturale.
Fonte
Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
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