Cascata delle Marmore

Comune: Terni
Codice Sito
IT5220017
Superficie (Ettari)
158,82

Il sito della Cascata delle Marmore si sviluppa nella provincia di Terni ed è celebre per l'imponente salto idraulico artificiale creato originariamente in epoca romana. La costante nebulizzazione delle acque del Velino nel fiume Nera genera un microclima ad altissima umidità costante, che favorisce lo sviluppo di un'eccezionale flora crittogamica. L'habitat preminente e prioritario è costituito dalle sorgenti pietrificanti con formazione di tufi calcarei (Cratoneurion), colonizzate da rare associazioni di muschi ed epatiche. I versanti rupestri stabili ospitano leccete e boscaglie igrofile ripariali ben conservate. La gestione è finalizzata alla regolamentazione dei flussi idrici antropici e al contenimento dell'inquinamento organico. (Caratteri: 885) 1

Fonti e note

  1. 1Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
Habitat Direttiva
  • 3260 - Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho- Batrachion.: L'Habitat include le comunità a dominanza di macrofite acquatiche a portamento prevalentemente sommerso (con apparati riproduttivi generalmente emersi) che si sviluppano nei corsi d’acqua a corrente con velocità più o meno accentuata. Si tratta di cenosi spesso povere di specie, che possono tipicamente comprendere entità vascolari, alghe e muschi acquatici. Necessitano di un buon apporto di luce, perciò tendono a non svilupparsi nei corsi d'acqua ombreggiati dalla vegetazione spondale o in presenza di acque poco trasparenti.
  • 5110 - Formazioni stabili xerotermofile a Buxus sempervirens sui pendii rocciosi (Berberidion p.p.): L'Habitat comprende le formazioni arbustive, più o meno aperte, a dominanza di Buxus sempervirens; si riferiscono a questo Habitat anche gli aspetti nei quali il bosso, sempre dominante, è accompagnato da altri arbusti ad originare formazioni di pseudomacchia, mantello, boscaglia. Si sviluppa prevalentemente su substrati calcarei, in ambienti rupestri e ricchi di roccia affiorante.
  • 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile: Si tratta di un Habitat piuttosto vario ed eterogeneo, rappresentato in generale da comunità di alte erbe a foglie grandi (megaforbie) a carattere igrofilo e nitrofilo, che si sviluppano lungo le sponde dei corpi idrici o in contatto con il margine di boschi igro-mesofili, ad altitudini variabili.
  • 7220* - Sorgenti pietrificanti con formazione di tufi (Cratoneurion): L'Habitat si riferisce alle comunità che si sviluppano in prossimità di sorgenti, cascate, pareti stillicidiose, dove la deposizione del carbonato di calcio dà origine alla formazione di sedimenti travertinosi. Questi, sul lungo periodo, si trasformano in rocce che inglobano al loro interno i residui vegetali o le loro tracce. Le peculiari formazioni vegetali che si osservano nelle fasi iniziali di deposizione sono generalmente dominate da specie di briofite (muschi ed epatiche) spiccatamente igro-idrofile, che si sviluppano in ambienti costantemente inumiditi dall'aerosol o dal gocciolamento, in posizione spesso ombreggiata. In Umbria se ne ha un esempio straordinario (unico in Italia per estensione e maestosità) alla Cascata delle Marmore presso Terni.
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae): L'Habitat, scarsamente rappresentato in Umbria, comprende le foreste alluvionali a dominanza di Alnus glutinosa e Salix sp. pl. che si sviluppano lungo i corsi d’acqua o le rive dei laghi, o ancora in aree palustri e soggette a ristagni idrici non necessariamente collegati alla dinamica fluviale, a quote variabili. Queste comunità si sviluppano su suoli alluvionali ricchi di nutrienti, che alternano fasi di inondazione a periodi di emersione con buon drenaggio. Sono presenti sia nel Macrobioclima Temperato che in quello Mediterraneo, in condizioni edafiche idonee.
  • 92A0 - Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba: L'Habitat si riferisce alle formazioni forestali ripariali a dominanza di salici e pioppi che si sviluppano lungo le sponde dei corpi d’acqua (fiumi e laghi), sia nel Piano bioclimatico Mesomediterraneo che in quello Submesomediterraneo. Danno origine generalmente a formazioni lineari che si estendono in funzione del gradiente idrico. Nel caso dei fiumi, le chiome delle fitocenosi sviluppate sulle due sponde possono toccarsi e dare origine ai cosiddetti "boschi a galleria"; nel caso dei laghi possono dare origine a cinture di vegetazione, concentriche con altre tipologie di vegetazione più o meno dipendenti dalla presenza di acqua.
  • 9340 - Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia: L'Habitat, molto ben rappresentato in Umbria, comprende le formazioni forestali sempreverdi a dominanza di leccio, generalmente pluristratificate. Sono inclusi anche gli aspetti di macchia alta, se suscettibili di recupero. Questi boschi si sviluppano su substrati di varia natura, sia calcarei che silicei, su pendenze variabili e suoli a maturità molto diversificata; possono colonizzare siti rupestri con roccia affiorante, ma si rinvengono anche in stazioni subpianeggianti. Sono molto diffusi nei Piani Meso- e Submeso-Mediterraneo, ma possono essere presenti anche in contesto Meso- e Supratemperato, in condizioni edafiche particolari.
  • 9540 - Pinete mediterranee di pini mesogeni endemici: L'Habitat include le formazioni mediterranee a dominanza di pino d'Aleppo, molto diffuse in Umbria soprattutto nel settore meridionale. Queste comunità presentano in genere una struttura aperta, o più spesso biplana, con lo strato dominante rappresentato dalle chiome dei pini ed uno strato arbustivo dominato di taglia più bassa costituito da specie sclerofille sempreverdi tipiche della macchia mediterranea. Spesso rappresentano un aspetto pioniero della ricolonizzazione da parte della vegetazione spontanea in sostituzione della lecceta, ad esempio dopo il passaggio di incendi. In Umbria Pinus halepensis è stato spesso utilizzato negli impianti. Secondo il Manuale Italiano di interpretazione degli habitat della Direttiva 92/43/CEE (Biondi et al., 2009), rientrano nell'Habitat gli impianti artificiali realizzati da molto tempo che si sono stabilizzati e inseriti in un contesto di vegetazione naturale.
Fonte
Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
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