Valle del Torrente Nese - Monti Acuto - Corona

Comune: Perugia, Umbertide
Codice Sito
IT5210015
Superficie (Ettari)
3.454,00

L'area protetta dei Valle del Torrente Nese - Monti Acuto - Corona (codice IT5210015) è un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) / Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della Rete Natura 2000 in Umbria.

Caratteristiche Generali e Vegetazione

Area collinare di natura marnoso-arenacea e calcarea solcata del Torrente Nese. E' caratterizzata da boschi del Quercion ilicis (9340), da boschi misti di Quercus cerris e Ostrya carpinifolia, dell'Aceri obtusati-Quercetum cerris, ma anche da pascoli dell'Asperulo purpureae-Brometum erecti (6210) e da nuclei cedui a Quercus pubescens (91H0). Lungo il Nese è presente una vegetazione ripariale riferibile al Salicetum albae (92A0).

Qualità e Rilevanza Biogeografica

Valle con bassa antropizzazione e presenza di un buon numero di fitocenosi in rapporto alla superficie del sito. In particolare i boschi di Quercus ilex costituiscono un interessante esempio di vegetazione mista fra sclerofille sempreverdi e caducifoglie che, da un punto di vista biogeografico, rappresenta la transizione tra la vegetazione mediterranea del Quercion ilicis e quella delle aree collinari interne del Laburno-Ostryon. Tra la fauna da segnalare anche Buteo buteo e Falco tinnunculus (poco comuni).

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Fonti e note

  1. 1Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
Habitat Direttiva
  • 5130 - Formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcicoli: L'Habitat, molto diffuso in Umbria e in espansione, si riferisce alle formazioni arbustive, più o meno dense (talora anche piuttosto rade ed in mosaico con le formazioni di prateria arida) a dominanza di Juniperus communis. Si tratta di formazioni di origine secondaria, il cui mantenimento è subordinato al perdurare di moderate attività di pascolo, in assenza delle quali tendono a chiudersi e ad essere progressivamente sostituite dalle cenosi forestali. L'Habitat è diffuso nei piani collinare e montano, su substrati sia carbonatici che silicei, generalmente in condizioni di aridità e su suoli poco evoluti.
  • 6110* - Formazioni erbose rupicole calcicole o basofile dell'Alysso-Sedion albi: L'Habitat è rappresentato da pratelli di piccola taglia, discontinui e legati alla presenza di substrato affiorante, a carattere xero-termofilo e pioniero. Sono tipicamente dominati da specie succulente del genere Sedum, adattate alla sopravvivenza in condizioni di forte aridità, accompagnate da varie entità annuali a ciclo breve e da numerose specie di muschi e licheni. Il substrato di elezione è generalmente calcareo, ma l'Habitat può colonizzare anche rocce di altra natura (marne, calcareniti, arenarie, calcari ofiolitici). Ha un'ampia distribuzione ma è spesso rappresentato da cenosi di estensione puntiforme.
  • 6210(*) - Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee): L'Habitat comprende le praterie perenni, più o meno ricche di specie, a dominanza di graminacee emicriptofitiche e con una componente variabile di camefite, da aride a semi-mesofile, diffuse nei Piani bioclimatici Submeso-, Meso- e Supra-Temperato, talora interessate da una ricca presenza di specie di Orchidaceae ed in tal caso considerate prioritarie (*). Si tratta tipicamente di praterie secondarie, la cui conservazione è strettamente subordinata al mantenimento delle pratiche di pascolo brado, nel rispetto di un carico sostenibile di capi pascolanti. In assenza delle tradizionali attività pastorali si assiste allo sviluppo di nuclei arbustivi (a dominanza, a seconda delle condizioni ecologiche del sito, di Juniperus oxycedrus subsp. deltoides, J. communis, Spartium junceum, Cytisus sessilifolius, C. scoparius, Pteridium aquilinum, Emerus major subsp. emeroides, Prunus spinosa, Rosa gr. canina, Crataegus monogyna, Pyracantha coccinea, Rubus ulmifolius e altre entità). Viceversa, in presenza di un carico eccessivo di bestiame si assiste a fenomeni di erosione, rottura del cotico erboso, compattamento del suolo, banalizzazione della composizione floristica con diffusione di specie nitrofile. Si tratta di comunità endemiche dell’Italia appenninica, che si sviluppano su substrati di varia natura: da litotipi calcarei a marne, calcareniti e arenarie. Secondo il Manuale europeo (European Commission, 2013), per individuare il carattere prioritario deve essere soddisfatto almeno uno dei seguenti criteri: (a) il sito ospita un ricco contingente di specie di orchidee; (b) il sito ospita un’importante popolazione di almeno una specie di orchidee ritenuta non molto comune a livello nazionale; (c) il sito ospita una o più specie di orchidee ritenute rare, molto rare o di eccezionale rarità a livello nazionale.
  • 6220* - Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea: L'Habitat raggruppa tipologie di prateria xerofila piuttosto variabili per fisionomia e struttura: da quelle di piccola taglia a dominanza di varie specie di graminacee annuali, a quelle di piccola taglia ma perenni con Poa bulbosa, a quelle perenni discontinue di taglia media a dominanza di Hyparrhenia hirta. Queste comunità si sviluppano su substrati di varia natura, spesso calcarei e ricchi di basi, generalmente con suoli poco evoluti e soggetti ad erosione. Sono diffuse a diverse altitudini, prevalentemente nei Piani Bioclimatici Meso- e Submeso-Mediterraneo, ma anche in contesti climatici temperati in presenza di condizioni edafiche e microclimatiche particolari. Si tratta nella maggior parte dei casi di presenze puntiformi e non cartografabili se non a una scala di estremo dettaglio, spesso in mosaico con altre tipologie di Habitat, soprattutto il 6210(*).
  • 91AA* - Boschi orientali di quercia bianca: L'Habitat comprende i boschi mediterranei e submediterranei a dominanza di roverella sensu lato (Quercus virgiliana, Q. dalechampii, Q. pubescens) termofili, spesso in posizione edafo-xerofila, che si sviluppano su substrati di varia natura. Presentano forte affinità con le analoghe formazioni a distribuzione balcanica. In Italia hanno una distribuzione potenziale ampia, sia nelle aree costiere e subcostiere che in quelle preappenniniche. In Umbria sono abbastanza diffusi, anche se spesso fortemente frammentati e rappresentati talora da frammenti relitti di modeste dimensioni soprattutto nelle aree fortemente vocate alla coltura dell'olivo e della vite che ne hanno in gran parte occupato l'areale potenziale.
  • 91M0 - Foreste Pannonico-Balcaniche di cerro e rovere: 91M0, foreste di cerro a Preggio (PG. L'Habitat comprende i boschi a dominanza di cerro e/o farnetto, talora con rovere, a carattere termofilo e subacidofilo, distribuiti prevalentemente lungo il versante tirrenico della penisola italiana. In Umbria queste comunità sono molto abbondanti nei territori occidentali collinari della regione, con una distribuzione ottimale nel Piano bioclimatico Submesomediterraneo. Presentano ampia diffusione sui substrati arenacei ricchi in silice (Macigno del Trasimeno). In Umbria le cenosi a dominanza di farnetto rivestono un'importanza particolare, poiché si trovano in prossimità del proprio limite di areale; il limite nord-orientale di distribuzione della specie è infatti rappresentato proprio dalle colline del settore tosco-umbro-laziale.
  • 9260 - Boschi di Castanea sativa: L'Habitat comprende le varie formazioni forestali a dominanza di castagno, sia quelle derivanti da impianto da frutto o da legno, che quelle abbandonate e quindi in fase più o meno avanzata di ricolonizzazione da parte di altre specie forestali quali il cerro, la rovere o il carpino bianco. Sono esclusi gli impianti da frutto produttivi in attualità d'uso (codice Corine 83.12) allorché siano privi di un sottobosco naturale. Si tratta di formazioni forestali acidofile, oligotrofiche, diffuse nei Piani bioclimatici Submeso-, Meso- e Supratemperato, su substrati solitamente ricchi in silice (Macigno), con suoli profondi e freschi, talora anche derivanti da litotipi di matrice carbonatica.
  • 92A0 - Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba: L'Habitat si riferisce alle formazioni forestali ripariali a dominanza di salici e pioppi che si sviluppano lungo le sponde dei corpi d’acqua (fiumi e laghi), sia nel Piano bioclimatico Mesomediterraneo che in quello Submesomediterraneo. Danno origine generalmente a formazioni lineari che si estendono in funzione del gradiente idrico. Nel caso dei fiumi, le chiome delle fitocenosi sviluppate sulle due sponde possono toccarsi e dare origine ai cosiddetti "boschi a galleria"; nel caso dei laghi possono dare origine a cinture di vegetazione, concentriche con altre tipologie di vegetazione più o meno dipendenti dalla presenza di acqua.
  • 9340 - Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia: L'Habitat, molto ben rappresentato in Umbria, comprende le formazioni forestali sempreverdi a dominanza di leccio, generalmente pluristratificate. Sono inclusi anche gli aspetti di macchia alta, se suscettibili di recupero. Questi boschi si sviluppano su substrati di varia natura, sia calcarei che silicei, su pendenze variabili e suoli a maturità molto diversificata; possono colonizzare siti rupestri con roccia affiorante, ma si rinvengono anche in stazioni subpianeggianti. Sono molto diffusi nei Piani Meso- e Submeso-Mediterraneo, ma possono essere presenti anche in contesto Meso- e Supratemperato, in condizioni edafiche particolari.
Fonte
Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
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